Agave tequilana, la curiosa pianta della Tequila!

Le seratone con rientro all’alba sono un ricordo ormai lontano (per me). Ma quando si faceva baldoria spesso e volentieri non mancava mai lo shottino di Tequila. Ma da dove viene questo alcolico è per molti un mistero che oggi sveleremo.

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La quasi totalità dei liquori e dei distillati ha una provenienza vegetale, proprio per la capacità delle piante di sintetizzare zuccheri facilmente convertibili in alcol attraverso la fermentazione. Le Agave in generale sono molto utilizzate per la produzione di un altro celebre alcolico: il Mescal (o Mezcal), al quale però non si riferisce una particolare specie o cultivar, anzi, Agave diverse danno origine a prodotti con caratteristiche peculiari e in effetti il Mescal è un prodotto molto variegato e sfumato. Nel caso della Tequila invece dobbiamo ringraziare una particolare cultivar di Agave: A. tequilana ‘Weber Azul’.

A. tequilana ‘Weber Azul’ è la pianta utilizzata per la produzione della Tequila

ETIMOLGIA

Fu Linneo a nominare il genere Agave, termine di derivazione greca che significa illustre, nobile. Il nome della specie tequilana fa invece riferimanto al distretto di Tequila nello stato di Jalisco nel Messico, patria dell’omonima bevanda. La cultivar oggi in esame ‘Weber Azul‘ rende omaggio al colore azzurrato delle foglie e al botanico francese Frédéric Albert Constantin Weber. Laureatosi in medicina a metà 1800, partì con una spedizione militare francese diretta in Messico, dove prestava servizio come medico; qui catalogò numerose specie di succulente e cactacee, tra le quali A. tequilana. Se volete fargli visita è sepolto nel cimitero parigino di Montparnasse.

L’Agave è anche conosciuta come century plant, nome datole per la lunga durata delle sue fioriture (fattore che varia moltissimo da specie a specie, cosa che rende il nome piuttosto impreciso).

TASSONOMIA

Agave è un genere che comprende circa 200 specie di piante e rientra nella famiglia delle Asparagaceae (secondo la classificazione APG) o Agavaceae (classsificazione Cronquist). Inizialmente il genere rientrava nella famiglia delle Amaryllidaceae.

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

Il genere Agave contempla piante a forme di rosetta, sempreverdi, perenni e succulente, provenienti dai deserti e dalle montagne dell’America settentrionale, centrale e meridionale. Molte specie di Agave hanno spine forti e affilate sia all’apice fogliare che lungo i  bordi delle lamine. Almeno in teoria, i fiori, il nettare, lo stelo fiorale immaturo e il centro della rosetta di tutte le specie di Agave sono commestibili e, con un’adeguata preparazione, possono fornire un alimento dolce e gustoso. Alcune specie, tuttavia, contengono livelli relativamente alti di saponine (che le rendono amare al gusto) e alcuni altri composti che possono causare mal di pancia (consumate dalle popolazioni indigene solo in periodi di reale disperazione). Per molti individui è anche possibile che alimenti derivati da Agave possano risultare lassativi, in particolare alle prime consumazioni.

Dettaglio della foglia di A. tequilana ‘Weber Azul’

L’Agave tequilana ‘Weber Azul’ presenta foglie carnose, di colore grigio-blu o grigio-verde (a seconda del grado di luce ricevuta) che possono raggiungere i 2 metri di altezza e pari larghezza. In natura, all’età di 10-15 anni genera uno stelo che può raggiungere i 5 metri di altezza e che porta appariscenti fiori gialli. Dopo la fioritura, come tutte le Agave, la pianta muore (pianta monocarpica) e si riproduce con i semi dispersi durante il periodo vegetativo e con la prole generata in maniera agamica dai polloni che fuoriescono alla base della pianta madre. L’impollinazione è chirotterogama (compiuta dai pipistrelli).

Sebbene l’Agave tequilana ‘Weber Azul’ venga spesso chiamata anche Agave Blu (Agave azul) è bene non confonderla con l’Agave americana ‘Blu’, spesso spacciata per A. tequilana. Altra precisazione va fatta sulla A. tequilana non declinata in varietà o cultivar, che si presenta di colore verde con variegature gialle. Di norma, quando si parla di A. tequilana, si da per scontato che si parli dell’Agave azzurra (A. tequilana ‘Weber Azul’).

L’Agave americana ‘Blu’, spesso confusa con A. tequilana ‘Weber Azul’ è una pianta molto diversa e non è coinvolta nella produzione della Tequila

 

A. tequilana, specie pura. Si noti come la colorazione delle foglie è differente dall’Agave tequilana ‘Weber Azul’

HABITAT

L’Agave tequilana è originaria degli stati di Jalisco, Colima, Nayarit e Aguascalientes, in Messico. È facile trovarla su altipiani aridi, sopra ai 1.500m, in zone con terreni sabbiosi. Oggi è diffusa come spontanea anche in Australia e in Nord America, oltre che nell’intero Messico e nell’America centrale.

CURA E COLTIVAZIONE

E’ una pianta rustica e poco esigente, molto resistente alla siccità e praticamente immune ai parassiti. Nai giardini le piante arrivano ad età anche di 50 anni.

ESPOSIZIONE

Ama posizioni fortemente assolate e per quanto possibile andrebbe data un’esposizione il più possibile luminosa, pur tollerando anche situazioni di mezz’ombra. In questi casi (come comunemente avviene per altre succulente e cactacee) la minore esposizione alla luce diretta del sole può far perdere le tonalità azzurrate alla pianta che tenderà a virare verso sfumature più verdi. Questa cosa accade tipicamente anche durante i nostri inverni continentali, durante i quali la quantità di luce naturale disponibile è nettamente inferiore a quella del clima messicano. Nel caso la pianta perda in parte la tipica tinta blu non c’è da preoccuparsi: basterà fornire più luce o attendere la stagione propizia per farle riprendere il consueto tono.

Coltivazione di A. tequilana nello stato di Jalisco (Messico)

TEMPERATURE

Il range di temperatura ideale è tra i 20-30°C ma è a suo agio fino ai 10°C. In realtà A. tequilana sopporta temperature anche inferiori, fino a 0/-1°C. Io sono solito ripararla in inverno con del TNT e ricoverarla in serra fredda a +3/+5°C. Quello che ho notato è che teme più l’umidità che il freddo ed è quindi buona cosa assicurarle un inverno il più asciutto possibile.

INNAFFIATURE

Le piante adulte sono molto resistenti alla siccità. Dalla primavera all’autunno vanno annaffiate quando il terreno risulta ben asciutto. In inverno un’innaffiatura al mese basterà, ma attenzione a controllare che ne abbia realmente bisogno. Il senso è che non morirà mai di sete, quindi nel dubbio meglio non bagnare (soprattutto in inverno). Lo scorso inverno alla mia Agave tequilana non ho mai dato da bere e se l’è cavata alla grande.

SUBSTRATO

In natura si adatta qualsiasi tipo di terreno, sia per quanto concerne la struttura fisica (argilloso, sabbioso o medio impasto), sia per quanto riguarda il pH. Predilige comunque terreni asciutti.

Va scelto un substrato che favorisca un sicuro drenaggio dell’acqua in modo da evitare marciumi. Nel video associato a questo post mi vedrete utilizzare il terriccio ONE Plus.

CONCIMAZIONE

E’ una pianta avvezza a terreni piuttosto poveri, senza grandi esigenze dal punto di vista nutritivo. Senza dubbio beneficia di concimazioni con alto titolo di azoto, in particolare nei primi 2/3 anni di vita. Io sono solito concimare con un granulare a lenta cessione per piante verdi che somministro in marzo, giugno e settembre.

PROPAGAZIONE

La via più semplice è per divisione dei polloni (vedi video) ma è possibile far gerinare eventuali semi raccolti dalle infiorescenze mature.

La germinazione del seme avviene in semenzaio, su substrato sabbioso e leggero. Si dovrebbe ottenere la germinazione in 1-3 mesi a 20°C costanti. Una volta germogliate, le giovani piante possono essere poste in vasetti indipendenti e coltivate in posizione di pieno sole.

PARASSITI

Questa pianta è resistente alla maggior parte dei parassiti. Segnalo che nelle coltivazioni messicane si ritengono particolarmente minacciosi gli attacchi del fungo Fusarium oxisporum e del batterio Erwinia caratavora. Sulle coltivazioni domestiche è rarissimo subire un loro attacco.

TOSSICITÀ

Non è tossica per gli adulti ma potrebbe risultare leggermente velenosa per bambini e animali domestici se ingerita in quantità consistenti.

UTILIZZO

La fase della raccolta è concentrata tra il settimo e il quattordicesimo anno di età della pianta, di norma prima della fioritura; nel caso in cui le fioriture partano quando la pianta è ancora in campo, si provvede alla rimozione dello stelo fiorale in modo da permettere alla pianta la concentrazione delle energie nell’ingrossamento del cuore. All’atto della raccolta le piante vengono private delle foglie, mozzate con particolari attrezzi manuali, ed espiantate e pulite.

Un contadino messicano dedito alla raccolta dell’A. tequilana nell’atto dell’asportazione delle foglie dal cuore.

I cuori di queste Agave adulte sono enormi e arrivano a pesare 90 Kg l’uno. Il materiale raccolto e mondato viene poi avviato al riscaldamento in particolari forni a terra, dove avviene la conversione di un saccaride chiamato inulina in zuccheri.

I cuori dell’Agave raggiungono pesi vicini al quintale

 

Spesso la tostatura dei cuori di Agave viene avviata entro questi tipici forni a terra

I risultanti nuclei tostati vengono pressati ottenendo la fuoriuscita di un liquido zuccherino chiamato aguamiel, il quale verrà poi fermentato e distillato. Nell’ultima fase di produzione della Tequila, il liquido alcolico subisce un passaggio più o meno lungo in botte per l’invecchiamento.

Invecchiamento della Tequila in botti

Per oggi ho finito, spero di avervi incuriosito e se vorrete vantare in casa o in giardino questa curiosa pianta la potete trovare sul nostro shop online cliccando qui.

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