Anemone coronaria, ecco il fiore del vento!

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Ora che la primavera inizia ad inoltrarsi nei mesi più caldi, vediamo spuntare nei giardini fiori e colori rimasti celati per mesi, durante l’inverno, sotto la superficie del terreno. Svernare sottoterra è uno degli adattamenti più riusciti alle piante perenni, un gruppo di piante che data la loro natura pressoché erbacea poco resiste ai rigori invernali; ma l’evoluzione ha permesso loro di ingegnarsi e di svernare, restando vitali, attraverso organi di conservazione quali tuberi, bulbi, rizomi. Nonostante perdano o dissecchino la loro parte aerea nei mesi avversi, le piante perenni sono in grado di rigenerarsi ogni anno, non appena le condizioni climatiche favorevoli lo permettono.

Delle perenni se ne parla sempre troppo poco. Oggi voglio rimediare, presentandovi una specie di Anemone che in primavera sfoggia delle corolle dalla rara bellezza: l’Anemone coronaria. E partirei dall’origine del nome Anemone.

 

ETIMOLOGIA

L’etimologia di Anemone si lega a “qualcuno riferisce ad Anemos”, questo nome le venne attribuito da Teofrasto, un filosofo e botanico greco discepolo di Aristotele, viene chiamata così perché cresce in luoghi aperti ventosi, o perché si apre ai primi venti della bella stagione, o perché ha un lungo stelo, che la brezza più leggera riesce ad agitare scuotendo i fragili petali.

 

TASSONOMIA

Il genere Anemone, al quale A. coronaria appartiene, è a sua volta parte della famiglia delle Ranuncolaceae.

Abbiamo già parlato di questo genere e della sua suddivisione in gruppi in un precedente post che potete recuperare da qui. Gli anemoni si dividono infatti in tre gruppi, uno dei quali include le specie tuberose a fioritura primaverile/estiva, normalmente tipiche di climi con estati calde e asciutte e ritrovabili nella flora spontanea dell’areale mediterraneo. Ed è in questo grupppo che ritroviamo Anemone coronaria.

 

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

L’Anemone coronaria è una perenne eretta con tuberi bitorzoluti e foglie basali da arrotondate a ovali, tripalmate, e foglie caulinari lunghe 5-12cm con foglioline finemente lobate. Fiori primaverili semplici, solitari, vistosi, larghi 3-8cm, con 5-8 tepali rossi, blu o bianchi.

Gli Anemoni coronaria sono coltivati per i loro fiori da apertamente concavi a quasi a forma di coppa, ognuno con un gruppo centrale di stami. I fiori sono solitari o riuniti in cime o ombrelle, su steli ramificati o meno.

Altezza fiore: 30-50 cm

Larghezza pianta 15-20 cm

 

HABITAT

È diffuso in particolare nelle zone mediterranee.

 

UTILIZZO

In aiuola o in fioriera, belli anche come esemplari isolati in vasi poco capienti

 

CURA E COLTIVAZIONE

Questi meravigliosi fiori sono considerabili rustici, quindi non hanno necessità di grandi cure. Nonostante la loro apparente fragilità sanno adattarsi piuttosto bene all’ambiente circostante.

Andiamo però a vedere come farli sentire davvero a casa!

TEMPERATURE

È una pianta che non ama particolarmente il freddo, le gelate tardive possono danneggiarla, nonostante poi si riprenda in fretta è meglio procedere con una protezione nel caso di temperature particolarmente basse. Il freddo invernale invece non la scalfisce essendo a riposo ma una pacciamatura protettiva è sempre gradita.

ESPOSIZIONE

Si adattano un pochino a tutte le condizioni, ma l’ideale è in zone di pieno sole o di mezz’ombra. Da tener conto che tutte le piante da pieno sole possono crescere anche in condizioni di mezz’ombra.

INNAFFIATURA

L’ideale è mantenere il terreno umido durante la fase di fioritura, facendo attenzione a non esagerare o si potrebbe causare la marcescenza del rizoma. Quanto la pianta sfiorisce invece le bagnature vanno sospese in modo da permettere alla pianta di seccarsi e prepararsi per il periodo di riposo invernale.

SUBSTRATO

I rizomi si adattano facilmente a qualsiasi tipo di terreno, a patto che garantisca un buon livello di drenaggio. Quindi l’ideale è un terreno leggero e sabbioso.

CONCIME

Per aiutare i nostri anemoni a crescere in forze è utile somministrare loro a cominciare da marzo un concime azotato che possa aiutarli durante la crescita.

PROPAGAZIONE

La propagazione può avvenire tramite seme o per divisione dei cespi.

PARASSITI E MALATTIE

Tutte le specie sono vulnerabili ai nematodi, alle macchie fogliari e al mal bianco, e vengono danneggiate da bruchi e limacce.

POTATURA

Normalmente non necessita di grandi operazioni avendo una crescita moderata. Alla sfioritura è però indicato tagliare la pianta eliminando tutta la parte vegetativa superiore, in modo che alla ripresa vegetativa possa ripartire da zero.

TOSSICITÀ

Gli Anemoni hanno un elevata tossicità a causa della presenza di alcaloidi, del glicoside tossico ranuncoline e di varie saponine.

SIMBOLOGIA

Il nome Anemone deriva dal geco “ànemos”, cioè “vento”.

Gli anemoni sono il simbolo dell’effimero, di qualcosa di meraviglioso ma sfuggevole. Le radici di questo mito derivano dalle Metamorfosi di Ovidio che parlò dell’anemone collegato al mito di Adone.

“Detto questo,

Venere cosparse il sangue di nettare odoroso e questo, al contatto,

cominciò a fermentare, così come nel biondo fango si formano bolle trasparenti,

né un’ora intera era passata, quando dal sangue spuntò un fiore dello stesso colore,

come quello che sono soliti produrre i fiori del melagrano, che celano

tanti granelli sotto la buccia sottile; tuttavia, quello dura poco;

infatti, fissato male e fragile per l’eccessiva leggerezza,

i venti stessi, che gli danno il nome, lo disperdono”.

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