Anthurium clarinervium, un magnete per lo sguardo!

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Durante tanti dei nostri video, come il Cheaenomeles, la Peperomia, il Rhipsalis e altre ancora, a colpire l’occhio, quasi più delle protagoniste, era una grande pianta acquattata sulla destra del set che con una certa tendenza a rubare la scena, mostrava disinvolta una foglia. Una foglia che però bastava a conquistare tutti.

Di che pianta stiamo parlando? Dell’Anthurium clarinervium!

Eh sì, avrete sicuramente sentito quel brividino e le vostre pupille staranno prendendo una forma a cuore. Non vi preoccupate, sono sintomi comuni quando si parla del clarinervium 😉

 

Anthurium clarinervium

L’Anthurium clarinevium, membro della famiglia delle Araceae, è una pianta d’appartamento definibile tranquillamente come “mozzafiato” grazie al suo fogliame fuori dal comune. Caratterizzato infatti da grandi foglie verde scuro, cuoriformi, profondamente lobate e con delle venature bianche che contrastano nettamente con la lamina, rendendolo unico e spettacolare. La cosa ancora migliore? Le foglie hanno una texture vellutata che le rende sia esteticamente più belle, sia piacevoli al tatto.

Originario del Messico cresce come pianta epifita, cosa che, come ormai sappiamo, strizza l’occhio al tipo di terreno che ci servirà per metterla a suo agio.

 

I fiori dell’Anthiurium clarinervium

Le foglie, come ormai abbiamo capito, sono la sua grande attrattiva, ma da non trascurare sono anche i fiori a spata, che sbucano dalle foglie arricchendo ancora di più l’immagine di questa meravigliosa pianta, dandole un aspetto più slanciato ed armonico.

 

Prendiamoci cura dell’Anthurium clarinervium

Alcune specie di Anthurium possono diventare ingombranti in casa e anche il calarinervium non è proprio piccino una volta cresciuto. Non vi preoccupate però, un posto per una pianta simile lo si trova di sicuro! Ricordate solo che le va garantita la circolazione dell’aria, è abituata a stare bene esposta al vento, quindi non apprezzerà l’aria viziata.

Per farlo crescere però dobbiamo prendercene cura in modo adeguato, come? Scopriamolo subito!

 

Luce

L’Anthurium clarinervium ama la luce, ma non diretta. L’ideale per lui sono infatti zone di luce indiretta intensa, oppure di luce solare filtrata.

In inverno però questa situazione cambia, con l’aumentare delle ore di buio rispetto a quelle di luce, un pochino di luce diretta diventa gradita alla pianta.

 

Acqua

Essendo una pianta epifita è abituata a godere di frequenti piogge dalle quali però si asciuga rapidamente grazie alle radici esposte alle correnti d’aria. In casa naturalmente non potremo offrirle le medesime condizioni, ma possiamo provare a farla ugualmente sentire a suo agio.

Innanzi tutto è indispensabile sottolineare come l’Anthurium clarinervium, forse anche più delle piante di cui parliamo quotidianamente, detesti i ristagni idrici, proprio per il motivo di cui vi abbiamo appena parlato. Quindi dopo aver irrigato bisogna assicurarsi che la pianta riesca a drenare l’acqua in eccesso.

Per sapere quando è il momento di bagnare è sufficiente adottare il classico “metodo del dito”, cioè basta inserire un dito a qualche centimetro di profondità nel terreno e se questo sarà asciutto potremo procedere.

 

Umidità

L’umidità è una condizione fondamentale perché questa pianta rimanga in salute. È infatti importante garantirle un buon livello di umidità. In inverno è necessario prestare attenzione all’aria resa secca dal riscaldamento di casa andando a vaporizzare frequentemente le foglie.

 

Terreno

Ecco un altro campo influenzato dalla natura epifita di questo Anthurium. Come dicevamo prima la caratteristica fondamentale del terreno è che sia estremamente ben drenante, a costo di aggiungere un po’ di materiale grossolano (pomice, corteccia, etc.) extra al substrato.

Per la base invece vi consigliamo, come per quasi tutte le piante d’appartamento, il terriccio Florenpot, l’immancabile alleato studiato appositamente per offrire un terreno bilanciato e ottimale alle vostre piante.

 

Temperature

Il clarinervium ama crogiolarsi al caldo. La sua temperatura ideale infatti si aggira fra i 18 e i 25°C. Può resistere anche a temperature leggermente inferiori, circa sui 15°C ma è meglio non sottoporla per troppo tempo ad uno stress simile. Anche l’eccessivo caldo può danneggiare la pianta, prestiamo quindi attenzione a garantirle un ambiente che non raggiunga i 40°C estivi.

 

Concimazione

Fertilizzare durante la crescita è importante, in particolar modo durante l’estate e la primavera. Circa una volta al mese (seguire sempre le dosi riportate sull’etichetta del prodotto) dare del concime liquido per piante verdi unito all’acqua da bagnatura oppure se si utilizza il concime granulare cospargerlo vicino alla pianta.

 

Potatura

Una potatura limitata (senza quindi esagerare) può essere fatta per dare una forma alla pianta che magari ha la tendenza a crescere molto. In linea di massima però è sufficiente limitarsi a rimuovere le foglie ormai secche.

 

Propagazione

L’ideale è procedere con la divisione dei gambi durante il rinvaso, allentando delicatamente le radici e separando i vari fusti che poi daranno vita ad una nuova pianta. Per avere maggiori possibilità di radicazione è consigliato che ogni gambo abbia almeno 1 o 2 foglie.

È possibile anche la propagazione da seme.

 

Rinvaso

Il rinvaso di questa pianta va fatto circa ogni 2 anni, ha un tasso di crescita piuttosto veloce, per cui non rimandate il suo trasloco troppo a lungo!

 

Problematiche

Gli insetti hanno un certo debole per le foglie grandi e perfette per giocare a nascondino del clarinervium. È quindi importante pulire spesso la pianta con un sapone apposito e tenerla controllata per assicurarsi che non sia stata presa di mira da qualche parassita.

 

Tossicità

È una pianta tossica in tutte le sue parti, per cui è consigliato prestare molta attenzione e tenerla fuori dalla portata di bambini e animali. Soprattutto può rivelarsi insidiosa per chi possiede gatti, per via dell’ossalato di calcio che contiene. Se ingerita può causare ulcerazioni nell’esofago e nella gola.

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