Iscriviti alla nostra newsletter ed entra nel #clangeorgici Iscriviti ora

Tutorial

Se hai già sperimentato la semina di qualche varietà di pianta sai che non sempre tutto fila liscio.

La maggior parte dei semi per germinare non necessita d’altro che di calore, acqua ed una base di coltivazione adeguata. Ce ne sono tuttavia alcuni dal “carattere” davvero difficile, quasi fossero determinati a resistere a qualsiasi tentativo di farli germinare.
Questo post è dedicato proprio a questi ultimi: ecco di seguito utili alcuni suggerimenti.

 

L’importanza dell’ambiente

Ogni seme ha subìto un’evoluzione che lo ha portato ad adattarsi alle condizioni ambientali del suo habitat naturale: germinerà quindi soltanto se tali condizioni – umidità, calore e luce – vengono simulate.
Un esempio che segue la logica della natura lo portano i semi delle specie appartenenti alla famiglia tropicale delle palme: essi devono essere mantenuti umidi e seminati immediatamente dopo essere stati raccolti, altrimenti nessuna nuova pianta potrà crescere.

 

I semi duri

Un seme duro e cuoioso può impedire la germinazione semplicemente per il fatto di essere impermeabile all’acqua: i semi dei piselli (specie appartenenti alla famiglia Lathyrus), di alcuni gerani (Pelargonium), della sena (Cassia) e della campanella rampicante (Ipomaea) possono essere incisi e tagliati per permettere l’assorbimento dell’acqua.

Il metodo da adottare dipende dal tipo di tegumento del seme: potrai tagliare via il pezzetto del seme più lontano dall’occhio, sfregare leggermente il seme con la carta vetrata (scarificazione) oppure, per i semi molto piccoli, usare un ago per praticare un foro.

Per semi di asparago, canna, ibisco e clitoria oltre alla tecnica dell’incisione si usa anche l’immersione in acqua.
Per altri semi, per esempio quelle di ginestra e mimosa, è invece sufficiente l’immersione in acqua per stimolare la germinazione.

Versa acqua bollente sui semi e lasciali a bagno per 24 ore, poi seminali; non lasciarli mai asciugare completamente: i semi che anche in seguito ad immersione non si gonfiano andranno forati con un ago e immersi nuovamente in acqua pulita.

 

Raccolta anticipata

Se i semi provengono dalle tue stesse piante, potrai evitare che si formino i tegumenti duri raccogliendoli quando sono ancora verdi; raccogli i semi della rosa rubrifolia e della rosa rugosa prima che il frutto cambi colore: togli la parte carnosa che circonda i semi e procedi immediatamente alla loro semina.

 

Stratificazioni

Noto anche come “trattamento freddo”, il processo della stratificazione è adatto per quei semi – per esempio le specie appartenenti ai generi Sarracenia, Gentiana e Penstemon – che necessitano di rimanere per un certo periodo in condizioni fresche ed umide prima di germinare.

La maggior parte dei semi originari delle zone a clima temperato-freddo ha bisogno di questo periodo, che può essere piuttosto lungo.
Il modo più semplice di aggirare questo ostacolo è disporre i semi in terriccio umido all’interno di una busta di plastica e sistemarla quindi, ermeticamente chiusa, in frigorifero.

La temperatura ideale è di circa 5°C: la maggior parte dei semi va lasciata in queste condizioni per 3-5 settimane.

I semi molto piccoli sono difficili da maneggiare e (se hai spazio disposizione) è meglio seminarli direttamente in una terrina da semina, coprirli e metterli in frigorifero.
In generale, una volta seminati, i semi vanno cresciuti in un ambiente caldo, ben illuminato da luce indiretta.

I tipi di semi particolarmente duri possono essere stratificati in vasi di sabbia per orticoltura, coperti e sistemati all’aperto durante il periodo invernale: alcuni semi necessitano di almeno 2 anni prima che la germinazione abbia inizio, attenzione quindi a roditori e uccelli!

 

Quiescenza doppia e multipla

Esistono specie di semi che presentano più di una delle esigenze viste in precedenza: alcuni semi per poter germinare necessitano per esempio di essere scarificati e quindi stratificati.
Questa caratteristica, nota come quiescenza doppia, è propria di molti semi della famiglia delle liliaceae, che spesso hanno bisogno di 3 mesi in condizioni calde (21-30°C) seguiti da 3 mesi di trattamento freddo; lo sviluppo di queste specie è particolarmente lento e può richiedere un paio di stagioni di crescita.

Da tenere sempre presente è che i semi non germinano se non sono giunti allo stato di maturazione e che tale stato non dipende unicamente dalla loro dimensione.
Inoltre, prima che la germinazione abbia luogo, alcuni tipi di semi devono essere sottoposti a trattamenti in condizioni calde o fredde, per periodi di tempo particolari: la necessità di ricorrere a questi trattamenti viene comunque solitamente indicata sulla bustina.

Alla prossima settimana!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

  1. Bruno (Modifica)

    Buongiorno,ho trovato molto utile l’articolo.Sono riuscito a far germogliare 4semi di ginestra Bianca.Ora le piantine sono alte curva 20cm ma sono molto esili.Ho messo dei piccoli tutori.Sono in piccoli vasetti di 10cm.Devo trapiantare in vasi più grandi?Ora sono in veranda di casa.Devo metterli all’esterno? Grazie per l’aiuto.

  2. Sebastiano Guarisco (Modifica)

    Ciao Bruno, si procedi prima che puoi portandoli all’esterno in una zona soleggiata ma schermata magari nelle ore più calde. ora i tuoi giovani virgulti hanno ‘filato’ cioè non avendo una luce solare a disposizione hanno cercato di salire per trovare migliori condizioni di esposizione e quindi si mostrano sottili e deboli (sempre meglio far germinare tutto in esterno, magari in semenzaio se fa troppo freddo). anche il vento naturale aiuta molto il fusto ad irrobustirsi 😉

Articoli correlati