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Cura delle piante

Le cocciniglie sono parassiti delle piante, piuttosto facili da individuare e riconoscere ma spesso problematici da debellare. Il nome deriva dal termine spagnolo “cochinilla” che significa “porcellino di terra“. A seconda della specie, si manifestano sulle piante come presenze lanuginose o setose di forma irregolare; altre volte appaiono come formazioni semisferiche o stellate, spesso di consistenza cerosa.

In questo articolo analizzeremo i principali tipi di cocciniglia e i metodi di lotta adottabili per sconfiggerla.

Cosa sono le cocciniglie?

Colonia di cocciniglia cotonosa

Le cocciniglie sono insetti fitofagi, ciò significa che traggono nutrimento dagli elementi vegetali. Nello specifico la cocciniglia è un insetto fitomizo e si nutre quindi dei succhi cellulari e della linfa delle piante, succhiandola dai vasi linfatici (floema). Nel floema (detto anche libro o tessuto cribroso) le piante trasportano la linfa elaborata dalle foglie, contenente zuccheri e aminoacidi.

Alimentazione

Le cocciniglie sono dotate di un apparato boccale pungente succhiante. La bocca è provvista di uno stiletto cavo in grado di bucare i tessuti della pianta e suggere i liquidi cellulari e linfatici.

La linfa delle piante è ricca di zuccheri ma povera in proteine. Per soddisfare il proprio fabbisogno proteico, le cocciniglie devono perciò assumere grandi quantità di linfa. Questo determina anche l’assunzione di glucidi in misura eccessiva, problema al quale questi insetti (così come gli afidi) hanno posto rimedio costruendo un apparato digerente dotato di bypass. Una camera filtrante processa la linfa in ingresso e separa le molecole più grandi (lipidi e proteine) da quelle più piccole (zuccheri e aminoacidi): le prime vengono avviate alla digestione mentre la maggior parte delle seconde vengono espulse in grandi quantità come sostanze di scarto. Questi escrementi liquidi sono composti in larga misura da acqua e sostanze zuccherine che restano depositate sulla pianta, attirando insetti glicifagi (come le formiche) e funghi saprofiti come le fumaggini.

Ciclo vitale del parassita

A seconda del genere possono esserci leggere differenze nel ciclo vitale di questo parassita. In generale possiamo comunque dire che la riproduzione è soprattutto di tipo sessuato; frequentemente si osserva partenogenesi (anche più di otto volte in un anno), ossia la deposizione di uova senza il contributo di una fecondazione da parte del maschio. Le femmine sono in grado di depositare grappoli con più di 150 uova per volta, spesso coperte da batuffoli cerosi. Se la temperatura ambientale è ottimale (25-28°C) le uova si schiudono in pochi giorni. Dalle uova si originano poi stadi giovanili (ninfe e neanidi) che si muovono per cercare nutrimento. L’ultimo stadio è rappresentato dall’insetto adulto, raggiunto circa in un mese, a sua volta in grado di generare nuova prole.

Si tratta di insetti poco mobili (spesso gli stadi adulti perdono completamente le zampe) e in generale, una volta che hanno trovato il luogo adatto, pur essendo in grado di spostarsi, lo fanno raramente. In un ambiente caldo o in serra la maggior diffusione del parassita si verifica nella tarda estate e continua fino alla stagione invernale.

Stadi di sviluppo di Icerya purchasi

Tipi di cocciniglia

Con il termine di cocciniglia si è soliti raggruppare quelle specie di insetti appartenenti alla superfamiglia Coccoidea (da qui l’utilizzo ricorrente del termine improprio coccidi), a sua volta compresa nell’ordine Rhynchota (Rincoti). Si contano circa 7.000 specie di cocciniglia, organizzate in 21 famiglie tassonomiche.

Le cocciniglie sono caratterizzate da un marcato dimorfismo sessuale, sicché maschi e femmine presentano caratteristiche molto diverse tra loro:

  • I maschi sono più piccoli, di forma allungata, con le parti del corpo ben distinte (capo, torace e addome) e con un apparato boccale atrofico: questo particolare è interessante perché di fatto impedisce ai maschi di nutrirsi. La loro vita è infatti brevissima, di alcuni giorni, sufficiente ad assolvere l’accoppiamento.
  • Le femmine sono di dimensioni maggiori, hanno il capo e il torace spesso fusi insieme, non hanno ali e le zampe sono ridotte o assenti, spesso vengono perse dopo la deposizione delle uova. Il corpo è protetto da secrezioni di cera, seta o lacca, con funzione protettiva.
Corpo della femmina di cocciniglia

Senza addentrarci nella suddivisione tassonomica dei diversi generi e specie di cocciniglia possiamo distinguere i seguenti raggruppamenti:

  • Cocciniglie cotonose o farinose (riferibili alla famiglia Pseudococcidae):
    chiamata così per via delle abbondanti emissioni di cera secreta. Una delle specie più diffusa di questo gruppo è la cocciniglia cotonosa solcata (Icerya purchasi), nota per la peculiare livrea cerosa che in età adulta presenta 16 solchi longitudinali sul dorso dell’insetto; è inoltre uno dei principali parassiti degli agrumi.
Cocciniglia cotonosa su un’Orchidea
  • Cocciniglia mezzo grano di pepe – (Saissetia oleae): è considerata uno dei tre fitofagi principali dell’olivo ma è diffusa su molte altre tipologie di piante (agrumi, oleandro, evonimo, pittosporo). La femmina solitamente è di colore nerastro e va dai 2 ai 6 mm. In alcune fasi dell’adulto si distinguono dei rilievi sul dorso a forma di croce di Lorena o di H trasversa. Il maschio si vede molto raramente.
Colonia di Saissetia oleae, cocciniglia mezzo grano di pepe
  • Cocciniglia a elmetto – (Ceroplastes spp.): questo genere è caratterizzato da forme peculiari, stellate o semisferiche. Questi insetti secernono delle cere che creano placche disposte in maniera radiale rispetto ad una placca centrale tondeggiante. Di solito negli stadi più giovani (neanidi) ritroviamo una forma stellata mentre gli adulti tendono ad avere una forma più tondeggiante (a ‘elmetto’ appunto) con una formazione cerosa semisferica che ricopre abbondantemente il corpo del parassita.
Cocciniglia a scudetto su una pianta di Alloro
  • Cocciniglia radicale – (Rhizoecus falcifer): vale la pena citare questa specie di cocciniglia, molto simile alla cocciniglia farinosa ma ritrovabile esclusivamente in prossimità degli apparati radicali.

Come riconoscere la cocciniglia e i suoi attacchi

Riconoscere la cocciniglia è piuttosto semplice per via delle sostanze cerose secrete che ne denotano forme peculiari come sopra descritto. Queste formazioni hanno scopo difensivo e di protezione dalla disidratazione. Spesso le cocciniglie si localizzano nei punti meno esposti alla luce (ascelle fogliari, pagine inferiori delle foglie, calici di fiori e frutti, ecc.).

Un’infezione di cocciniglia ha ovviamente anche delle ripercussioni sull’aspetto generale della pianta e sul suo stato di salute: crescita stentata, aspetto generale debilitato, ingiallimenti, perdita di fogliame.

Ci sono poi segnali indiretti che possono fungere da campanello d’allarme:

  • Presenza di melata: è una sostanza appiccicosa, trasparente e zuccherina, che si deposita sulle foglie e sui fusti della pianta; possono rivelare la presenza di cocciniglia perché si tratta delle loro deiezioni con le quali espellono l’eccesso di zuccheri introdotti suggendo la linfa. Queste formazioni sono comuni ad altri insetti fitomizi come gli afidi.
  • Presenza di formiche: direttamente connessa alla melata è la presenza di formiche e insetti glicifagi (che si nutrono di sostanze zuccherine).
  • Presenza di fumaggini: la melata rappresenta un ottimo substrato di crescita per funghi saprofiti come le fumaggini; sono simili a muffe nere o grigie che proliferano sulla melata oscurando la pagina fogliare e determinando una diminuzione dell’attività fotosintetica della pianta. Pur non essendo funghi parassiti della pianta, contribuiscono così al suo indebolimento.

Per quanto riguarda la cocciniglia radicale, essa è individuabile con un’ispezione delle radici: le piante colpite da questo parassita presentano esternamente i sintomi dell’avvizzimento: foglie reclinate, opache, come se la pianta avesse sete (in effetti viene meno la funzione di assorbimento da parte delle radici).

Formazioni cerose della cocciniglia

Cosa favorisce un attacco da parte della cocciniglia?

Le cocciniglie sono in grado di infestare un gran numero di piante (polifagia): dalle ornamentali, alle succulente, fino agli agrumi, agli olivi e alle viti. Questo è indice della loro grande adattabilità ma vi sono degli elementi che favoriscono l’arrivo di questo insetto, in particolare:

  • utilizzo frequente di concimi ad alto titolo d’azoto: l’eccesso di azoto favorisce un elevato turgore cellulare e i tessuti della pianta si presentano gonfi e tesi, perfetti per essere penetrati dallo stiletto boccale della cocciniglia.
  • condizioni di scarsa umidità.
  • condizioni di scarsa ventilazione e aria stagnante.

Per quanto riguarda la stagionalità i periodi più a rischio sono i mesi estivi, in quanto la cocciniglia si riproduce in ambienti caldi e secchi. Anche le condizioni offerte dai nostri appartamenti risultano ideali per lo sviluppo di questo insetto. Sugli agrumi vengono rilevate anche in pieno inverno.

In generale, come accade con qualsiasi affezione parassitaria, nelle piante come negli animali, gli individui stressati o debilitati sono più esposti agli attacchi. Esemplari sani e vigorosi hanno minori probabilità di essere attaccati dai parassiti.

Che danni provoca la cocciniglia alle piante?

Sia durante gli stadi giovanili che allo stadio adulto, la cocciniglia si nutre succhiando la linfa della pianta ed espellendo le deiezioni zuccherine note come melata. I danni conseguenti all’attacco si manifestano quindi con:

  • Generale indebolimento della pianta, spesso facile preda di altri parassiti
  • Foglie accartocciate, ingiallite, a volte con arrossamenti e bruciature
  • Dal punto di vista delle colture da reddito causano una perdita di produzione e un deprezzamento dovuto alle segnature dei frutti.

I danni indiretti poi sono conseguenti alla produzione di melata e all’insediamento dei funghi saprofiti noti come fumaggini che oscurano la superficie fogliare impedendo la fotosintesi e ostruendo gli stomi della pianta, ostacolando gli scambi gassosi con l’ambiente e accelerando il decadimento dell’esemplare colpito. La cocciniglia è uno dei principali parassiti delle piante e la sua pericolosità è acuita dalla resistenza degli adulti, ben protetti dagli strati cerosi, e dalla sua tendenza polifaga.

Infezione diffusa di Pseudococcus longispinus

Prevenire l’attacco della cocciniglia

Al fine di evitare l’attacco delle nostre piante da parte della cocciniglia è bene seguire queste pratiche generali:

  • Mantenere in buono stato di salute le piante, concimando correttamente e utilizzando dei biostimolanti in prevenzione o in post emergenza nel caso di rischi legati a fattori ambientali (gelate, siccità, alte temperature, potature, rinvasi, ecc).
  • Non eccedere con le concimazioni azotate.
  • Mantenere un corretto stato di idratazione, evitando che le piante patiscano le sete (soprattutto in estate). La cocciniglia radicale prospera in terreni troppo asciutti.
  • Posizionare le piante nella giusta esposizione: piante che ricevono poca luce sono più soggette all’attacco da parte della cocciniglia.
  • Garantire ventilazione, evitando stagnazione di aria. Nelle specie arboree ed arbustive questo passa anche per opportune pratiche di potatura, volte a sfoltire chiome troppo fitte e buie.
  • Mantenere le piante da appartamento e da giardino in modo che il loro sviluppo abbia agio: gruppi di piante troppo affollati costituiscono una rete di comunicazione ideale per questi parassiti, che riescono a diffondersi in modo sorprendente da una pianta all’altra; il consiglio è quindi quello ci tenere le piante in modo che solo le foglie si sfiorino.
  • Ispezionare e isolare per 15 giorni ogni nuova pianta acquistata.
  • Incoraggiare l’entomofauna utile, in particolare alcune coccinelle, ad insediarsi nei nostri giardini permette di avvalerci dell’aiuto dei nemici naturali della cocciniglia; è buona norma quindi evitare il più possibile l’utilizzo di insetticidi non selettivi che vanno a colpire indistintamente tutti gli insetti, dannosi e non.
  • Nelle piante arboree si può ricorrere alla spazzolatura del tronco per rimuovere eventuali esemplari, pratica molto utilizzata sulle piante da frutto.

Combattere la cocciniglia con metodi naturali

Rimozione naturale

Sulle piante d’appartamento, quando l’infestazione è nelle prime fasi, può essere sufficiente individuare per tempo i primi esemplari e rimuoverli con un panno o del cotone, leggermente imbevuto di alcol (in grado di sciogliere le cere dell’insetto). Mantenere poi ispezionata la pianta intervenendo non appena si nota un nuovo esemplare. Con buona probabilità questo porrà fine all’infezione.

Nelle ornamentali da giardino può essere più complesso identificare prontamente la presenza del parassita ma fintanto che l’infestazione è limitata ad alcune porzioni della vegetazione esse possono essere asportate con un’azione di potatura mirata ad eliminazione di rami e foglie infette.

Olio bianco minerale

L’olio bianco minerale è il prodotto più noto per il contrasto alla cocciniglia (utilizzabile anche contro l’acaro o ragnetto rosso). Si tratta di un olio paraffinico derivato dalla raffinazione del petrolio, privato delle sue componenti più tossiche. È consentito in agricoltura biologica.

L’azione esercitata è di tipo fisico (e non chimico): l’olio agisce, una volta distribuito, creando una patina impermeabile che copre gli insetti e le uova provocandone la morte per asfissia. È pertanto un prodotto insetticida biologico di copertura, in quanto non viene assorbito dalla pianta. Va diluito in acqua e irrorato sulle parti colpite della pianta, facendo attenzione a raggiungere tutti i punti di potenziale presenza del parassita.

Sebbene non immetta tossine nell’ambiente va comunque osservato un tempo di carenza (intervallo in giorni tra l’ultimo trattamento e il consumo della frutta o dell’ortaggio). Tale intervallo è indicato nel foglio illustrativo del prodotto ed è tipicamente di 20 giorni.

I periodi ideali per utilizzare l’olio bianco sono la primavera e l’autunno, mentre è sconsigliabile utilizzarlo in estate, in presenza di alte temperature. Uno dei limiti dell’olio bianco è quello di limitare la traspirazione delle lamine fogliari, ragione per cui è sconsigliato l’uso nelle stagioni più calde.

Un altro limite di questo prodotto è la difficoltà di raggiungere tutte le aree di potenziale presenza del parassita durante l’irrorazione. Resta comunque un ottimo prodotto soprattutto per abbattere la popolazione di cocciniglia in stadi avanzati di infezione. È molto utilizzato in frutticoltura e per il controllo del parassita su siepi e piante ornamentali.

Altri olii naturali

Olio di lino e olio di soia sono alternative moderne all’olio paraffinico. Hanno una derivazione naturale e non richiedono tempi di carenza. Il principio d’azione è fisico come nel caso dell’olio minerale. Sono prodotti impiegabili in agricoltura biologica.

Saissetia oleae cocciniglia mezzo grano di pepe parassitizzata da Scutellista caerulea

Combattere la cocciniglia con miscele naturali

Ci sono diversi prodotti naturali, impiegabili in agricoltura biologica, che hanno un’azione insetticida efficace contro la cocciniglia ma che esaltano la loro azione quando combinati in miscela. Il mio consiglio è quindi quello di miscelare opportunamente questi prodotti per attivare una loro azione sinergica incrementandone l’efficacia.

Miscela di pronto intervento

In presenza del parassita intervenire prontamente miscelando in 1 litro di acqua i seguenti prodotti:

* dosi riferite ai prodotti della linea Il mio orto bio

Distribuire su tutta la vegetazione cercando di raggiungere anche le pagine inferiori delle foglie. Ripetere il trattamento in caso di pioggia e comunque ogni 5-7 giorni fino al termine dell’infezione.

Sapone molle

Il sapone molle è un sapone potassico utile per contrastare gli insetti a cuticola morbida come cocciniglie, afidi e acari. La sua azione è di tipo fisico: va a ostruire le aperture (stigmi) che gli insetti hanno sui fianchi e attraverso i quali inspirano l’aria. L’insetto muore per asfissia.

Il sapone molle ha inoltre un’ottima azione di rimozione della melata e delle uova deposte sulla vegetazione trattata.

Estratto di ortica

L’estratto vegetale di ortica esercita sugli insetti un’azione urticante indotta dall’alta concentrazione di acido formico.

Olio di Neem

L’olio di neem è un estratto naturale ottenuto dalla spremitura dei semi dell’albero del Neem (Azadirachta indica). Contiene un’alta concentrazione di un principio attivo noto come azadiractina che ha un effetto neurotossico sugli insetti. Questa molecola viene assorbita dalla pagina fogliare (azione translaminare) aumentando l’efficacia della sua azione.

Questa miscela combina quindi un’azione di asfissia, un’azione urticante e un’azione neurotossica.

Miscela di copertura

Al fine di aumentare la finestra temporale di protezione della pianta è bene proseguire con l’applicazione di una miscela naturale di copertura. In un litro d’acqua si diluiscono:

Ottomix oil è una miscela di olii vegetali ricca in fitoalessine, sostanze in grado di incrementare le doti di resistenza della pianta.

Una volta distribuita questa miscela si applica una terra di diatomee Recidal Sil che aderisce così alla vegetazione e crea un ambiente sfavorevole al passaggio dei parassiti. La terra di diatomee è infatti una polvere sottilissima costituita da gusci macinati di alghe microscopiche: i suoi granelli sono visti dai parassiti come una distesa di pezzi di vetro e quando vi entrano in contatto le loro cuticole vengono incise determinando la morte dell’insetto per disidratazione.

Prodotti naturali per combattere la cocciniglia

Nemici naturali della cocciniglia

Esistono in natura nemici naturali che possono essere predatori della cocciniglia. È il caso della coccinella Rodolia cardinalis, predatore attivo (sia come larva che come adulto) delle uova e delle neanidi della cocciniglia cotonosa solcata (Icerya purchasii). Fu largamente impiegata nella seconda metà del 1800 negli agrumeti della California, salvandoli da un destino funesto che sembrava ormai scritto. In Italia fu introdotta nel 1901, sempre per controllare Icerya purchasii che era comparsa un anno prima in un agrumeto di Portici, in Campania.

Il caso di successo californiano consacrò la lotta biologica come strategia efficace per il controllo dei parassiti, complice il fatto che, come anche in Campania, gli inverni miti permisero a Rodolia di diffondersi in maniera stabile. Nelle aree di impiego con inverni rigidi la coccinella non supera invece la stagione fredda e per mantenere l’efficacia della lotta è necessario reintrodurre una nuova popolazione ad ogni primavera.

Altri nemici naturali agiscono invece da parassitoidi e fanno sviluppare i propri stadi giovanili all’interno del corpo della cocciniglia. Avviene nel caso di Metaphycus bartletti e Scutellista caerulea, due imenotteri (morfologicamente simili a piccole vespe) che parassitizzano la Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae) e, soprattutto Scutellista, alcune cocciniglie a elmetto (genere Ceroplastes).

Rodolia cardinalis coccinella nemico naturale di Icerya purchasi

Combattere la cocciniglia con prodotti chimici

Quando la lotta con prodotti naturali non sortisce l’effetto sperato (spesso in casi di grave infestazione) si può ricorrere ad una lotta di tipo tradizionale, con molecole chimiche dotate di tossicità più elevata.

È bene specificare che i prodotti qui indicati non sono ammessi in agricoltura biologica, non sono selettivi e possono rappresentare un rischio per insetti utili, uomo e ambiente. Si raccomanda perciò di leggere con molta attenzione le schede di sicurezza e i fogli illustrativi allegati alle confezioni. Vanno rispettati i tempi di carenza indicati.

Uno dei motivi per i quali è così difficile sconfiggere la cocciniglia è dato dalla difficoltà di entrare in contatto con il corpo dell’insetto, spesso protetto da strati cerosi. Esistono però dei principi attivi insetticidi che possono essere irrorati sulla vegetazione della pianta colpita per essere così assorbiti dalle foglie e messi in circolo nella linfa della pianta. In questo modo il nutrimento della cocciniglia risulta trasformarsi in un veleno e ogni volta che il parassita punge e si ciba della pianta muore.

Tali insetticidi vengono definiti sistemici per via della loro mobilità all’interno della pianta e della capacità di distribuirsi efficacemente in tutte le parti di essa: foglie, fusti e radici.

Il vantaggio è che non dobbiamo porre particolare attenzione alla distribuzione del prodotto. Anche se non localizziamo l’applicazione in ogni angolo della vegetazione sarà il principio attivo a distribuirsi uniformemente in ogni parte della pianta attraverso la linfa. È sufficiente quindi nebulizzare la pagina superiore delle foglie che ci è possibile raggiungere, senza abbondare; non serve ad esempio che le foglie facciano gocciolare il prodotto, è sufficiente un velo.

Si consigliano due applicazioni a distanza di 10-15 giorni. Il prodotto resta attivo nella linfa per 15 giorni circa. Gli insetticidi sistemici hanno una forte azione neurotossica nei confronti di cocciniglie, afidi e tripidi e si rivelano essere metodi di contrasto molto efficaci.

Un limite di questi principi risiede proprio nel loro meccanismo d’azione: avvelenando l’insetto per ingestione non sono quindi attivi sulle uova del parassita. Può darsi che una volta debellati gli adulti il problema possa ripresentarsi dopo alcune settimane dalla schiusa delle uova che erano già state deposte.

Esistono insetticidi sistemici pronto uso, già confezionati in comodi spruzzini, ottimi per chi ha poche piante di taglia ridotta da trattare, come ad esempio delle piante d’appartamento.

Per trattare piante in giardino, siepi e aree estese è certamente consigliabile acquistare un prodotto concentrato da diluire in acqua e irrorare con pompe o nebulizzatori.

Cocciniglia e formiche, che rapporto hanno?

Ebbene sì, questi due insetti sono strettamente collegati, tanto che vedere le formiche sulle nostre piante può essere sintomo di infestazione da parte di altri insetti.

Questo succede perché le formiche sono si sa, molto ingegnose quando si parla di procurarsi il cibo. Essendo ghiotte di melata sono loro stesse a trasportare altri insetti (fra cui la cocciniglia) sulle piante, in questo modo il parassita suggerà la linfa trasformandola poi in melata che le formiche raccoglieranno.

Formiche e cocciniglie scudetto

Curiosità sulla cocciniglia

Mentre noi tentiamo di tenere la cocciniglia più alla larga possibile dalle nostre piante, esiste chi invece le alleva! Il motivo è che dalle femmine si estrae una particolare tipologia di colorante alimentare chiamato “rosso carminio“.

Saissetia oleae, cocciniglia mezzo grano
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