Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere promozioni e contenuti speciali Iscriviti ora

Cura delle piante

La settimana scorsa abbiamo parlato di come riconoscere la cocciniglia cotonosa: si tratta di un un parassita abbastanza comune durante l’estate, l’ospite indesiderato col quale ogni giardiniere ha avuto a che fare almeno una volta.

Abbiamo parlato del ciclo vitale del parassita ed anche capito come riconoscere un’infestazione, sia da parte del tipo radicale che di quello da serra.
Ora è giunto il momento di capire come combatterla. Continua a leggere!

 

Crea un ambiente sicuro

Neanche a dirlo, la migliore strategia è evitare il problema adottando rigide misure di prevenzione.
Gruppi di piante troppo affollati costituiscono una rete di comunicazione ideale per questi parassiti, che riescono a diffondersi in modo sorprendente da una pianta all’altra: il consiglio è quindi quello ci tenere le piante in modo che solo le foglie si sfiorino.

La cocciniglia radicale inoltre prospera in terricci asciutti, cerca quindi di tenere sempre bagnate le tue piante.
Durante il rinvaso lava via ogni traccia evidente di infestazione con acqua saponata e rinvasa in un terriccio sterile fresco.
Isola ogni nuovi acquisto per circa 15 giorni, prima di aggiungerlo ad una collezione “pulita”.

 

Intervieni con prodotti specifici

Spesso il luogo migliore per curare le piante è fuori casa, in una mite giornata priva di vento: il davanzale può essere un’alternativa, così come un lavandino.

Se utilizzi trattamenti chimici, la cosa importante è tenere le piante lontane dalla luce solare diretta finché il fogliame non si è asciugato.
Inoltre se vuoi evitare brutte sorprese ricordati di fare attenzione durante l’utilizzo di qualsiasi prodotto: la maggior parte dei componenti chimici infatti danneggia le superfici lucide.

Taglia via e brucia ogni materiale infestato. Puoi liberare dai parassiti le piante robuste investendole con un getto d’acqua; per i cactus puoi servirti di una spazzola o di un pennello dalle setole rigide, in modo da riuscire a penetrare tra le spine.

 

Trattamento chimico

Quando scegli un metodo di trattamento chimico ricordati che alcune piante (ad esempio la maggior parte delle felci) sono sensibili a certi componenti attivi e che i parassiti diventano immuni a qualsiasi prodotto se questo è usato troppo di frequente.

 

> Metodi di applicazione

Per i parassiti visibili, la soluzione migliore è utilizzare un bastoncino d’ovatta imbevuto di alcool denaturato, oppure un insetticida di contatto diluito. Piccole colonie di parassiti sono effettivamente eliminate dall’alcool, ma l’odore lasciato nell’aria è di solito sgradevole.

Gli insetticidi in polvere invece non vanno bene contro la cocciniglia cotonosa: sfigurano la pianta e ne rovinano l’aspetto.

 

> Insetticidi di contatto o sistemici

Gli insetticidi sistemici vengono assorbiti dal sistema linfatico della pianta e quindi avvelenano i parassiti mentre succhiano la linfa: il componente attivo di solito è efficace per tre settimane.
Gli insetticidi di contatto invece agiscono esternamente sul parassita e quindi devono essere spruzzati proprio sulla cocciniglia cotonosa.

 

[box type=”info”]

Se sia il bastoncino che il pennello non sono stati efficaci, allora è difficile che si ottengano buoni risultati con un agente di contatto: per uccidere il parassita bisogna spruzzare l’insetticida direttamente sul suo corpo, cosa sempre molto difficile.

Essendo il rivestimento cereo idrorepellente, in definitiva questi insetti, che si nutrono di linfa, si eliminano efficacemente solo con un insetticida sistemico.

Anche per la cocciniglia cotonosa radicale è necessario un prodotto liquido sistemico: va applicato sia sulla pianta che sul terriccio, e, per ottenere l’effetto migliore, quest’ultimo deve esserne ricoperto completamente.

[/box]

 

Trattamento biologico

Se non ami intervenire chimicamente sappi che c’è una soluzione naturale alle infestazioni di cocciniglia cotonosa.
Si tratta di un predatore specifico, un feroce baco molto simile, per dimensione, alla coccinella: il Cryptolaemus Montrouzieri.
Il suo impiego è consigliato soprattutto per le colture di piante commestibili, e mai in contemporanea con fitofarmaci: il personale del centro di trattamento biologico ti fornirà tutte le informazioni del caso.

 

Alla prossima settimana con un nuovo articolo sul nostro blog di giardinaggio!

Condividi questo articolo

Articoli correlati