Dal mare alla tavola, ecco la salicornia!

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La Salicornia è una pianta piuttosto particolare, non solo è buona ma anche la sua forma, unita al nome, crea una visione piuttosto suggestiva.

Con “nome” non ci riferiamo effettivamente a “Salicornia”, bensì a quello che è uno dei suoi nomi più comuni: “asparago di mare”. Nome che non evoca certamente nulla di particolarmente poetico, però vi invito a guardare una sua foto. Non vi ricorda un corallo? Uno di quelli che appaiono nei filmati mozzafiato dei sommozzatori?

Il suo colore non è un rosso sgargiante, eppure nella forma e nelle movenze non è difficile rivederci un placido corallo accarezzato dalle correnti oceaniche. Poi, quando l’estate scivola via e sopraggiungono i mesi autunnali il verde si fa un po’ da parte e lascia il posto a tinte sfumate di giallo e rosso che meglio aiutano l’immaginario portandoci sopra scogliere sommerse e pesci variopinti.

Oltre a questo, vi sono altri elementi che potrebbero accomunare la Salicornia ad un corallo, ma li vedremo più avanti, adesso cominciamo l’articolo!

 

LA SALICORNIA

Delle decine di specie appartenenti al genere Salicornia solo alcune sono commestibili. Tra queste la Salicornia europaea di cui oggi parleremo; per brevità parleremo di Salicornia intendendo questa precisa specie. La Salicornia (Asparago di mare) fa parte della famiglia delle Chenopodiaceae (o Amaranthaceae, a cui appartengono anche barbabietole e spinaci) ed è una pianta succulenta erbacea commestibile.

È largamente diffusa sulle aree costiere del Mediterraneo, dell’Atlantico e del Baltico ma anche in regioni litoranee di Cina, Giappone, Corea, India e America settentrionale. Raggiunge solitamente un’altezza compresa fra i 5 e i 45cm ed è una pianta dai fusti eretti e carnosi, cilindrici, dall’aspetto glabro, che formano dei fitti cespugli, talvolta rassomigliando all’asparago selvatico. Cresce di norma in gruppi estesi che formano aree tappezzate dai vivaci colori, soprattutto con il viraggio di colore autunnale.

È una pianta annuale ma è possibile mantenerla anche in inverno senza che muoia, accompagnandola in una sorta di semi dormienza in cui la vegetazione rallenta la crescita fino a fermarsi. La ripartenza avviene in primavera, con il culmine della vegetazione in estate.

I piccoli fiori, di colore verde e con antere giallastre, compaiono all’ascella delle foglie durante la tarda estate, in contemporanea al viraggio della vegetazione che dal verde brillante arrossa progressivamente. Se non riparata, in inverno le basse temperature portano la pianta a morire, come da naturale comportamento annuale.

La sua caratteristica principale, che ci collega al discorso del corallo che facevamo prima, è che questa pianta cresce in prossimità di aree marine in quanto predilige i terreni salmastri, da questo deriva anche il suo nome “Salicornia”. È una delle poche piante classificabili come “alofite”, ovvero in grado di sopportare alte concentrazioni saline nell’ambiente in cui vivono.

 

COLTIVARE LA SALICORNIA

Spesso troviamo piante come la Jacaranda che, nonostante l’aspetto delicato sono delle guerriere che riescono a far fronte a quasi ogni insidia. Altre volte, come nel caso della Salicornia, dobbiamo fare attenzione ad alcuni piccoli accorgimenti per coltivarla nel miglior modo possibile.

Niente di complesso, andiamo subito a vedere di cosa necessita.

 

ESPOSIZIONE

Ama il sole, quindi va piantata possibilmente in una zona molto soleggiata.

 

TEMPERATURE

Si trova bene in zone temperate, tipiche dei nostri climi continentali e mediterranei; durante la stagione primaverile/estiva vanno garantiti al minimo 10°C. In inverno va in semi dormienza ma è bene proteggerla comunque dalle gelate, coltivandola in un vaso che andrà ricoverato in locali luminosi e privi di temperature inferiori agli 0°C.

 

TERRENO

Può essere complicato ricreare le condizioni di salinità tipiche di un litorale marino ma fortunatamente la Salicornia può essere facilmente coltivata in un normale terreno che presenti però un alto contenuto in sabbia (ottimale un 50%) e che garantisca un buon drenaggio. Per portare il giusto grado di salinità al terreno è sufficiente disciogliere del sale marino da cucina nell’acqua di bagnatura alla dose di 1-2 cucchiaini da te per litro di acqua.

 

INNAFFIATURE

È in grado di resistere anche a forti periodi di siccità grazie alla sua capacità di accumulare acqua. Questa dote è garantita dalla concentrazione salina interna alla pianta che trattiene l’acqua entro i suoi tessuti. È importante evitare la formazione di ristagni idrici.

Bisogna irrigare la Salicornia regolarmente, non permettendo alla sabbia di asciugarsi completamente, in particolare quando la pianta presenta i suoi frutti.

 

PROPAGAZIONE

La propagazione può avvenire attraverso seme o talea. La propagazione da seme necessita inaspettatamente di acqua dolce. Infatti, è solo dopo essere germogliata che prediligerà l’acqua salata.

È bene procedere a stratificazione dei semi per indurne la germinazione, ponendoli in frigorifero per 30 giorni adagiati sopra un dischetto di cotone leggermene umido e poi riposto in un contenitore o in un sacchetto di plastica chiuso.

 

IN VASO

Coltivare la Salicornia in contenitore ci permette di dare ad essa cure specifiche e indipendenti da altre piante che in piena terra potrebbero non giovare delle concentrazioni saline che essa richiede. Il substrato dovrà anche in questo caso essere molto sabbioso e drenante, possibilmente ricco di sostanza organica.

Il nostro consiglio è di aiutarla durante la stagione vegetativa somministrando del concime adatto alle piante ad uso alimentare.

 

LA SALICORNIA E IL MARE

La Salicornia si trova davvero a suo agio a confronto col mare e questo ci dice molto su di lei. Il fatto che cresca rigogliosa nelle aree in prossimità del Mare del Nord e del Baltico, nel Bacino Mediterraneo e sulla costa Atlantica ci suggerisce la sua preferenza per i terreni sabbiosi e bagnati.

Inoltre, non saranno certo gli spruzzi del mare a fermarla: questa temeraria pianta infatti riesce ad estendersi fino al bagnasciuga delle maree, dove sopravvive in completa tranquillità. Pensate che sono le piante che riescono a tollerare il più alto contenuto di sale rispetto a tutte le altre essenze erbacee del pianeta.

Nonostante questo, il mare non le è però vitale, infatti può crescere spontanea anche in zone non costiere, laddove il suolo contenga sufficienti concentrazioni di sale.

 

SALICORNIA IN CUCINA

La Salicornia è una pianta molto versatile ai fornelli, può essere consumata sia cotta sia cruda. Ha un sapore ricco, leggermente piccante e una volta raccolta (si consiglia quando la pianta è ancora giovane, tra giugno e settembre), sarà ottima perfino sottaceto. Un’accortezza utile è quella di mettere gli asparagi di mare ammollo in acqua dolce per circa un’oretta prima di cucinarli, in questo modo si andrà a togliere un po’ di salato, poi naturalmente è meglio evitare di salare i piatti che contengono la Salicornia essendo essa stessa pregna di sale, rischiando di rendere il piatto eccessivamente salato e non mangiabile.

Oltre ad essere molto buona e perfetta per insaporire i piatti di pesce, fa anche bene alla salute. Infatti fra i suoi principali nutrienti troviamo:

  • Vitamina A;
  • Minerali specifici (in particolare potassio, magnesio, calcio, zinco, iodio e ferro).

È particolarmente adatta anche a chi segue una dieta ipocalorica, infatti ha un apporto calorico piuttosto contenuto, che si aggira sulle 65kal per 100g.

Per conservarla in modo da averla a disposizione durante tutti mesi dell’anno è possibile metterla sott’olio (seguendo lo stesso processo che si applica alle altre verdure), essiccarla (andando però a minare il gusto dell’erba, che invece diventerà ottima come insaporitore generale) oppure il più classico dei modi, cioè congelarla.

 

CURIOSITÀ

Le ceneri della Salicornia ricche di soda (carbonato di sodio) venivano utilizzate per la produzione di sapone e per ridurre il punto di fusione durante la produzione del vetro soffiato.

Quando troviamo la Salicornia a ridosso delle coste, nulla ci vieta di coglierne un po’ per piantarla a nostra volta o mangiarla, ma fate attenzione. I cespugli di questa pianta ospitano una buona varietà di uccelli migratori, fornendogli un riparo essenziale. Per questo motivo è importante preservare la crescita della Salicornia, prendendo solo lo stretto necessario e lasciando il resto alla natura.

I vichinghi amavano consumare la Salicornia durante i loro lunghi viaggi per i mari.

 

Benissimo amici, abbiamo adesso conosciuto questa pianta tanto particolare! Se siete curiosi di provare uno dei tanti sapori del mare o semplicemente di mettervi alla prova con un’erbacea davvero particolare, qui avete trovato la pianta che fa per voi!

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