Piante carnivore: la Dionaea muscipula
La Dionaea è una pianta che suscita un sacco di curiosità, con quelle bocche “dentate” a metà fra il carino e il film horror. Su di lei ci sono molti miti da sfatare, perché è vero, è una pianta carnivora, ma questo non significa che va sfamata a suon di mosche o che segua regole diverse da quelle delle altre piante. Ma non perdiamoci in chiacchiere, anche perché questa volta prima di vedere i miei consigli per prendersene cura dobbiamo necessariamente capire meglio la pianta stessa 😉
Le piante carnivore

Sicuramente la caratteristica principale della Dionea è l’essere ‘carnivora’. Sono esempi relativamente rari in natura ma che contano comunque circa 600 specie inserite in 12 generi: alcuni nativi di climi temperati come Dionea, le Sarracenia e le Drosera e altri invece spontanei in aree tropicali come le Nepenthes.
Se l’evoluzione ha dotato queste piante di un sistema così elaborato deve essere per forza a causa di una sentita necessità: tale bisogno è indotto dalle forti carenze nutritive tipiche dei suoli in cui sono spontanee.

Tipicamente si tratta di torbiere, paludi, rocce, suoli con pH acidi e a bassa concentrazione in calcio, fosforo, potassio ma soprattutto azoto.
Le piante carnivore hanno così modificato le proprie foglie per trasformarle in trappole, di vario tipo, e si sono attrezzate per digerire i corpi di insetti e altri piccoli artropodi al fine di integrare tali minerali.
Le trappole della Dionaea muscipula
Una delle più note è la trappola a scatto della Dionaea muscipula, venere acchiappamosche.
Funziona grazie al meccanismo che già conosciamo della tigmonastia, per intenderci quello che fa chiudere le foglie della mimosa pudica.

Come in tutti i sistemi di questo tipo c’è un sensore e un attuatore (vedete che la laurea in ingegneria torna utile 😉 ). I sensori sono questi peli che vediamo all’interno della trappola: funzionano in maniera intelligente, nel senso che al primo tocco vanno in allerta ma deve seguire entro 30-40 secondi un novo stimolo o la trappola resetta il suo sistema di calcolo. Questo evita chiusure a vuoto (pioggia, foglie che cadono).

La trappola si chiude e nel caso la preda non riesca a sfuggire ne inizia la digestione emettendo enzimi digestivi.

Conosciamo la Dionea

Dionea cresce spontanea nelle aree torbose umide della Carolina negli USA, una zona con temperature che anche in inverno non scendono sotto 1°C. È una perenne rizomatosa carnivora con foglie composte da due pagine fogliari unite simmetricamente con al bordo dei piccoli denti morbidi per catturare ed evitare la fuga dell’insetto. Durante l’inverno va in riposo vegetativo perdendo tutte le foglie ma tenendo in vita l’apparato radicale sotterraneo che produrrà nuove foglie in primavera. In primavera produce un fiore piccolo e bianco che solitamente si taglia per non rubare troppe energie alla pianta.
Nonostante il suo aspetto buffo non abbiamo a che fare con un giocattolo, non bisogna giocarci anche perché una trappola, una volta scattata troppe volte a vuoto, poi necrotizzerà.
Prendersi cura della Dionaea
Che esposizione dare alla Venere acchiappamosche
È consigliato darle sole diretto il più tempo possibile per colorare le foglie di rosso e quindi per attirare più insetti. Durante le ore più calde dei mesi estivi è però buon uso proteggerla sotto un telo ombreggiante per non causarle stress. Allo stesso modo dopo il rinvaso o se in condizioni precarie è meglio non esporla al forte sole.
Quali temperature dare alla Dionea
La Dionea è una pianta che può vivere sia in appartamento, sia all’esterno, avendo una buona resistenza alle varie temperature. Può sopportare temperature anche sotto lo zero senza pericolo di morte e infatti può restare all’aperto anche d’inverno. Non tollera gelate prolungate, in questo caso è meglio spostarle in una serra fredda.
Il range ideale va dai 20 ai 38°C durante il periodo vegetativo e dai 2 ai 10°C durante il riposo vegetativo.
Come irrigare la Dionaea
Somministrare acqua solo acqua distillata o piovana. Durante la stagione vegetativa poni 2-3 cm di acqua in un sottovaso per 15 minuti e poi toglila per evitare la formazione di spore e muffe. Non va mai bagnata dall’alto, l’acqua va somministrata dal basso per capillarità.
Durante la stagione di riposo le bagnature si possono diradare, arrivando a lasciare nel sottovaso massimo 1 cm di acqua e assicurandosi di lasciare asciugare il terreno fra una bagnatura e l’altra.
Ama avere buone quantità d’acqua ma è abbastanza pignola sul tipo:
- acqua piovana: da evitare la prima raccolta per non avere alte concentrazioni di polveri e non raccoglierla in contenitori di rame;
- acqua per i ferri da stiro: non quella profumata;
- acque minerali in bottiglia: solo quelle con basso residuo fisso, il quale dev’essere inferiore ai 50 mg/l e mai superiore ai 100:
- acqua di scarto dei condizionatori: non raccolta in contenitori metallici.

Che substrato usare con la Dionaea muscipula
dev’essere povero di nutrienti; l’ideale è un terreno misto composto da 2/3 di torba acida e povera di azoto e 1/3 di sabbia o perlite per rendere il terreno drenante. In realtà però ci sono diversi mix che ogni appassionato sperimenta per cercare di dare alle sue piante il substrato più adatto (come ad esempio 3/5 di torba e 2/5 di perlite). Si consiglia di evitare l’utilizzo della sabbia o della ghiaia di quarzo in quanto andrebbero ad appesantire il terreno senza però portare benefici.
Noi vi consigliamo Florenacid.
Come concimare la Venere acchiappamosche
La Dionaea non gradisce alcun tipo di concimazione poiché può essere fatale. Piuttosto è consigliato somministrale del biostimolante, in particolare:
- Sinergon: 1 ml/litro ogni 2 mesi durante la fase vegetativa;
- Algatron: dopo l’estate in previsione dell’inverno, mezza dose.

Malattie e parassiti della Dionea
La Dionea può essere oggetto di attacchi da parte di afidi e del ragnetto rosso ma incredibilmente è una delle poche piante ad essere immune dalla cocciniglia!
Cosa succede quando la pianta è in dormienza?
Niente paura, è normale che la Dionaea vada incontro ad un periodo di riposo annuale lungo dai 3 ai 5 mesi durante i mesi freddi. Durante questo periodo le temperature a cui la pianta è esposta non dovrebbero superare i 10°C e scendere sotto i 2°C (nonostante, come dicevamo prima, siano in grado di sopravvivere a lievi gelate).
Durante la dormienza è importante ridurre le bagnature per evitare di incorrere in in muffe e marciumi.

F.A.Q.
Elimina il problema degli insetti fastidiosi?
No, non elimina il problema delle mosche o delle zanzare (peraltro queste essendo emofaghe di certo non hanno interesse a posarsi sulla Dionaea)
Hanno bisogno di essere nutrite con gli insetti?
Lessi che in natura catturano 1-2 insetti l’anno e quindi non vanno ‘nutrite’. Lo potete fare una volta se volete capire il funzionamento.
Posso dare loro del cibo?
Leggo cose allucinanti di gente che da i pezzetti di tonno o di manzo a ste poveracce. Assolutamente no, anche perché si chiamano carnivore ma non mangiano hamburger.
Cosa ne devo fare del fiore?

Il particolare fiore della Dionea si sviluppa verso l’alto per evitare che gli insetti pronubi finiscano nelle trappole, insomma, è un vero stratega! È possibile tagliarlo se non servono i semi o se non si vuole vederlo fiorire.

La Dionea può resistere al gelo?
Sì, sopporta abbastanza bene lievi gelate. Può sopravvivere anche a gelate più intense (sui -10°C) l’importante però è che siano brevi, quindi che non si protraggano per troppi giorni. La pianta per poter sopravvivere ha bisogno di scongelarsi col sole del giorno.
