Elleboro, ecco come prendersi cura della Rosa di Natale!

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Anche quest’anno è arrivato Natale, un Natale da sapore più agrodolce rispetto a quello a cui siamo abituati.

Un Natale insolito, bizzarro, all’insegna di uno spirito d’adattamento che mai avremmo pensato di dover mettere in pratica, men che meno in un periodo festivo.

Ed è proprio in un anno dove la normalità diviene straordinaria che si ricerca in ogni cosa una traccia di ciò che ci è famigliare e la natura si sa, ci viene sempre incontro. Oggi, in questo giorno che speriamo sia per tutti voi di gioia, non solo vi facciamo i nostri migliori auguri, ma vi presentiamo anche una pianta che saprà scaldarvi il cuore: la rosa di Natale!

 

Elleboro

L’Elleboro è comunemente conosciuto come “rosa di Natale”, questo proprio per la sua particolarità di sbocciare durante il periodo natalizio e di avere un fiore simile a quello della rosa canina. Sicuramente il loro sbocciare facendo anche capolino dalla neve non fa altro che amplificare la meraviglia di questo fiore che, come un coloratissimo Bucaneve, ci regala spettacoli non da poco.

Fa parte della famiglia delle Ranunculaceae.

In particolare noi facciamo riferimento all’Elleboro niger e orientalis, queste due varietà fioriscono tipicamente dall’inizio/metà dell’inverno fino all’inizio/metà della primavera. I fiori sono solitamente porpora nel niger e bianco o crema verdognolo nell’orientalis.

Nonostante le apparenze è una pianta forte che riesce a mantenere un bel fogliame verde per tutto l’anno. Sono piante perenni, quindi continueranno a regalarci magnifiche fioriture per molti anni! Inoltre verso la primavera diventeranno ben gradite agli impollinatori che verranno spesso a trovare i suoi fiori.

 

Prendersi cura dell’Elleboro

La nostra amata rosa di Natale non è una pianta troppo esigente, anzi, una volta sistemata non dovrete sforzarvi troppo per mantenerla! Cresce bene sia come pianta d’appartamento sia come pianta d’esterno, assicuratevi solo -in esterna- di posizionarla in uno spazio abbastanza grande da garantirle una buona crescita, anno dopo anno vorrà stare sempre più comoda.

Luce

L’Elleboro preferisce situazioni di mezz’ombra o luce schermata. Nel caso la teniate in casa è necessario portarla fuori ogni tanto a prendere aria, basterà anche una gita in balcone ma attenzione a non esporla mai ai raggi diretti del sole, salvo dei tiepidi raggi mattutini invernali che potrebbe tollerare.

 

Acqua

Appena piantato avrà bisogno di bagnature regolari durante la primavera fino all’estate. Anche le piante mature hanno però bisogno di una buona quantità d’acqua durante le stagioni più calde. È inoltre consigliato pacciamare il terreno con della materia organica nelle fasi di forte caldo, in modo da limitare la dispersione dell’umidità del terreno.

Per le piante d’appartamento è sempre necessario assicurarsi che il terreno sia mantenuto umido fino in profondità ma assolutamente attenzione ai terribili ristagni idrici!

 

Terreno

Si trovano a loro agio in un terreno acido, ricco, umido e ben drenante. Per le piante coltivate in vaso si consiglia un mix di terra, torba, sabbia e materiale grossolano per assicurare un buon drenaggio.

 

Temperature

Gli Ellebori sono vere piante invernali e non temono certo gelate o neve. Infatti possono sopravvivere senza problemi anche a -20°C.

 

Concimazione

Normalmente se una pianta è tenuta bene e il suo terreno è pacciamato raramente necessiterà di ulteriore alimentazione. Se però di nota una scarsa crescita è possibile procedere somministrando del fertilizzante generico in primavera.

Per quanto riguarda invece le piante tenute in appartamento è necessario concimare regolarmente con un fertilizzante ben bilanciato o uno ad alto contenuto di potassio per incoraggiare la fioritura.

Attenzione alle concimazioni, un eccesso di azoto potrebbe causare un bellissimo fogliame a scapito però di fioriture inesistenti.

 

Propagazione

Normalmente l’Elleboro viene propagato mediante divisione, operazione che è meglio compiere all’inizio dell’autunno ma è possibile farla anche in primavera, subito dopo la fioritura.

Un altro metodo possibile è da seme, seminando all’aperto da metà a fine estate. Attenzione però, un seme conservato può rivelarsi difficile da far germogliare.

 

Problematiche

L’Elleboro è sensibile agli afidi e alle macchie fogliari.

Inoltre può essere soggetto ad un malattia molto grave chiamata “morte nera”, per la quale non esiste nessuna cura, in questo caso consigliamo di distruggere le piante per prevenire la diffusione della malattia. A volte potrete pensare che qualcosa non vada nel portamento dei vostri Ellebori, questo perché tenderanno a piegarsi finché il fiore non toccherà il terreno, ma tranquilli, è legato alla luce ambientale. Più luce sarà presente e meno si piegheranno, quindi non vi rimane che attendere un bel giorno di sole!

 

Tossicità

L’Elleboro è una pianta interamente velenosa, è quindi da tenere a debita distanza da bambini e animali.

Nei tempi antichi era considerata un ottimo rimedio per le malattie mentali, perché si narra che Ercole guarì dalla pazzia mangiando proprio le foglie dell’Elleboro… beh se non siete dei greci potrebbe rivelarsi una pessima scelta.

 

Linguaggio dei fiori

Naturalmente l’Elleboro è legato a doppio filo alla tradizione cristiana. Si racconta infatti che proprio nel momento in cui Gesù venne al mondo un piccola rosa senza spine sbocciò improvvisamente dal terreno.

Infatti il nome deriva da “fiore sacro a Dio” e di “fiore capace di liberare tutti dalle pene e sofferenze”, tanto che in India viene posto vicino alle donne partorienti, come segno di buon auspicio per lei e per il bambino.

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