L’essenza della vita nel Fiore di Loto

Lo specchio d’acqua che introduce ai nostri vivai bresciani da alcuni giorni sta offrendo lo spettacolo annuale delle fioriture del Loto (Nelumbo nucifera o fior di loto asiatico). Una pianta acquatica straordinaria, originaria dell’Asia e dell’Australia, dalla rara bellezza. Al noto fiore bianco rosa, con un tipico profumo d’anice, essa unisce una vegetazione costituita da foglie di colore verde glauco, con note di blu, di aspetto ceroso e di diametro fino a 60 cm, che si innalzano sopra la superficie dell’acqua. Anche i frutti sono molto decorativi ed una volta essiccati possono essere utilizzati nelle composizioni ornamentali.

Il Loto è coltivabile a partire dai rizomi, che possono essere interrati in un contenitore ad una profondità di 5 cm con l’accortezza di lasciare che i germogli fuoriescano dal terreno. Il vaso va poi immerso nell’acqua tenendo la parte superiore ad una profondità di 5-10 cm.

La propagazione del Loto è molto rapida e tende ad espandersi con notevole facilità: ogni circa 3 anni, durante la stagione autunnale, è buona norma ridurre i rizomi; da questa operazione è possibile ricavare materiale per dare vita a nuove piante. Possono essere utilizzati a questo scopo anche i semi, con l’accortezza di raschiarne la dura cuticola superficiale per facilitare la penetrazione dell’acqua e attivare la germinazione (agendo con delicatezza e servendosi di carta vetrata); in condizioni naturali infatti il seme può rimanere isolato per numerosi anni prima di germogliare.

Già nell’antichità questa essenza è ammirata nelle culture buddhista e industa, che considerano il Loto un fiore sacro. In particolare, nel Buddhismo è il simbolo dell’essenza della vita umana (buddhità) che, pur rimanendo pulita, affonda le radici nel fango della realtà. Senza il fango il loto non può esistere, così come il Buddha si manifesta grazie agli affanni della vita quotidiana. Inoltre il loto sviluppa il frutto e il seme nello stesso periodo e quindi è il simbolo della legge buddista di causa-effetto (Fonte: Wikipedia).

Il loto ha anche applicazioni fitoterapiche ed è utilizzato come antiossidante, cardiotonico, digestivo, neurotonico e vasodilatatore; la sua azione interessa sistemi come quello cardiocircolatorio, immunitario, nervoso nonché il tessuto cutaneo.

Nei nostri progetti il fiore di loto rimane una pianta immancabile all’interno di laghetti ornamentali e specchi d’acqua in genere, nonostante il fiore effimero. Può decorare i giardini d’acqua in sintonia con Ninfee, Giacinti d’acqua e Iris.

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CURIOSITA’: la pianta del loto è detta eliofila (ama l’esposizione soleggiata) e le sue foglie hanno una tendenza eliotropica, ovvero si muovo tentando di seguire la posizione del sole nel cielo, come il ben noto Girasole.

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In uno dei prossimi post parleremo anche di come creare un piccolo giardino d’acqua per coltivare il Loto e altre acquatiche, e di come propagare e curare questa particolare essenza.

PS: renderemo disponibile l’acquisto dei rizomi di Loto sul nostro negozio on line che aprirà a breve! Restate sintonizzati!

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