Guida alle talee in acqua

Fare una talea è davvero una cosa affascinante.

Già il nome fa presagire qualcosa di bello, poi pensiamoci: si sceglie una pianta che si ama, la si scruta attentamente, si trova il punto giusto, si taglia la talea e la si fa crescere giorno per giorno vedendola poi diventare una nuova pianta del tutto similare a quella d’origine.

Non è fantastico?

Certo che lo è! Però immagino i pensieri “ah sì bello, ma poi sporco casa” oppure “mi piacerebbe provare, ma come so quando si sviluppano le radici? Mi piacerebbe poterla seguire adeguatamente”.

Per tutte queste domande abbiamo una soluzione pratica tanto quanto intrigante: le talee in acqua!

Ma di cosa stiamo parlando? Scopriamolo subito!

 

Talea

All’interno del dizionario Treccani troviamo questa definizione riguardante la riproduzione per talea: è una forma di moltiplicazione vegetativa, che permette di conservare le caratteristiche della pianta da cui deriva, e per questo è molto usata in frutticoltura e in floricoltura; la parte utilizzata è di solito un ramo provvisto di almeno una gemma, ma anche le radici, quando queste sono capaci di formare gemme (t. radicale), come avviene nell’ailanto, oppure le foglie (t. fogliare), come, per es., nelle begonie.

Detta così potrebbe sembrare un argomento piuttosto ostico ma fidatevi, vale la pena cercare di comprendere questo concetto che poi da mettere in pratica è davvero semplice ma capace di dare grandi soddisfazioni.

La talea è un metodo di propagazione agamica, cioè che non necessita di due sessi opposti (quindi senza la ricombinazione di caratteri genetici diversi), bensì è molto più simile ad un processo di clonazione, dove da un esemplare madre si creerà un secondo esemplare col medesimo DNA. Quindi partendo da una porzione della pianta stessa ne riprenderemo la crescita come esemplare distinto, dal quale poi partiranno radici che gli permetteranno di sviluppare un apparato radicale e in seguito svilupparsi

 

Cosa ci serve?

Benissimo, pronti a partire? Siamo sicuri di sì, ma prima vediamo cosa ci serve.

Naturalmente non è richiesta nessuna attrezzatura particolare o professionale, insomma nulla che non si possa trovare abitualmente nelle nostre case.

  1. Porzione di una pianta madre (generalmente le piante d’appartamento si prestano bene a questo scopo);
  2. Un paio di forbici ben affilate e sterilizzate con alcol o una fiamma,
  3. Contenitore (è possibile utilizzare dei comuni bicchieri ma anche spaziare con la fantasia usando contenitori dal vetro colorato, il colore del vetro, anche se scuro, non andrà ad influenzare lo sviluppo della talea).

 

Il materiale di partenza

Eccoci al punto davvero cruciale, è l’unico momento in cui è richiesto prestare davvero attenzione perché ne va della riuscita della nostra talea.

Il materiale di partenza è, come si intuisce, la base su cui la nuova pianta si svilupperà, deve essere quindi adatto e prelevato in modo corretto.

Una volta che abbiamo deciso da quale pianta partire scegliamo un ramo e osserviamolo bene: osservate le foglie e percorrete il fusto, arriverete sicuramente ad una parte più ingrossata, da cui parte l’intersezione che dà vita alle foglie che abbiamo visto solo un secondo fa.

Quel punto, più grosso del resto del fusto, dall’aspetto quasi sferico prende il nome di “nodo”.

E, neanche a farlo apposta, proprio quel nodo è il “nodo” cruciale della situazione, infatti perché la nostra talea sia in grado di sviluppare un apparato radicale necessita che il taglio del materiale di partenza includa la presenza di almeno un nodo, senza di esso non potrebbe mai cominciare lo sviluppo.

Quindi bisogna tagliare una parte della pianta madre con l’accortezza di includere un nodo perché proprio da lì partiranno le nuove radici.

 

Ci sono nodi e nodi

Abbiamo quindi capito come i nodi siano fondamentali per la riuscita della talea, ma in base alla talea che vogliamo realizzare possiamo individuare due tipi di nodi. Procediamo però con chiarezza.

La talea può essere:

  1. Apicale, quando si parte dalla parte più esterna di un tralcio e si recide la talea sotto al primo nodo. In questo caso avremo la foglia + un nodo.
  2. Comune, quando l’apice del tralcio ormai è stata rimossa ma si vuole avere del materiale aggiuntivo, quindi dalle foglie successive si individua un primo nodo e un altro ancora, tagliando soltanto dopo il secondo. Quindi foglia + un nodo + un altro nodo.
    Basterebbe un primo nodo per permettere la radicazione ma è consigliabile scendere al secondo per evitare che lo stelo non sia sufficientemente lungo per permettere una successiva immersione ideale in acqua. Anche eventuali foglie in eccesso possono essere rimosse per non disperdere le energie della pianta.

Benissimo, quindi di che nodi parlavamo prima? Nel caso della talea apicale avremo soltanto un nodo, chiamato “nodo in acqua”, il quale darà vita alle radici. Nel secondo caso però, oltre al nodo in acqua avremo anche il “nodo in aria”, dal quale si svilupperà la nuova vegetazione.

 

Piante da talea

Scegliere una pianta da cui iniziare non dovrebbe essere troppo difficile.

Magari una pianta a cui siamo particolarmente legati o che ci piace molto, oppure che vogliamo regalare ad un altra persona.

Come anticipavamo prima le piante d’appartamento si prestano particolarmente bene a questo scopo, soprattutto se presenta un portamento sarmentoso o ricadente (un ottimo esempio sono i Pothos, oppure la Maranta adansonii) in quanto avranno lunghi tralci pieni di nodi che renderanno davvero semplice il taglio. Potrebbe rivelarsi più complesso con piante compatte, come la Maranta, per le quali sarà necessario aguzzare la vista per individuare i nodi i quali si presentano con meno evidenza, ma comunque risulteranno sempre leggermente più ingrossati e magari segnati con dei cerchietti sul fusto.

 

Realizzare una talea

Adesso che sappiamo proprio tutto sulla nostra talea è il momento di …beh, di farne una! Sappiamo che non vedete l’ora 😉

In realtà da adesso in poi è tutto molto semplice infatti basterà seguire questi 5 step:

  1. Procuratevi una pianta madre;
  2. Individuate un nodo (o più nodi, a seconda);
  3. Recidente il tralcio sotto al nodo scelto;
  4. Eliminate eventuali foglie in eccesso;
  5. Inserite la talea in acqua facendo attenzione che il nodo sia immerso in acqua (se il contenitore è abbastanza grande può contenere anche più di una talea).

Ed il gioco è fatto!

 

Domande frequenti

Cosa succede se la mia talea non ha un nodo?

La talea non sarà una vera talea e non si svilupperà nonostante l’immersione in acqua, in quanto, lo ripetiamo, il nodo è fondamentale perché è punto da cui si genereranno le radici.

Devo cambiare l’acqua? E se sì, ogni quanto?

Per favorire la buona riuscita della nostra talea è importante che l’acqua sia limpida e pulita, quindi sì è necessario cambiarla ed è bene farlo 2-3 volte a settimana. Inoltre attenzione a non utilizzare acqua ghiacciata o bollente, l’ideale è la temperatura ambiente.

Le radici sviluppate in acqua sono adatte poi per la terra?

Le radici che si sviluppano in acqua sono più chiare e morbide, meno protette perché non devono scontrarsi con un mezzo molto più duro e resistente come il terreno. Nonostante questo riusciranno ad adattarsi.

Quando posso mettere in terra la mia talea?

Una volta che le radici si sono sviluppate in acqua, ogni momento è buono per spostare la talea in terra. Teniamo però sempre a mente che è un momento molto stressante per la pianta, quindi va prestata attenzione e tenere sempre umido il terreno.

Quale terreno è meglio utilizzare all’inizio?

Per fare in modo che le tenere radici acquatiche possano adattarsi al terreno vi consigliamo inizialmente un terreno morbido e ben drenante come il terriccio per le fioriere.

 

Cosa ne dite? Affascinante vero? La talea in acqua è un ottimo modo per non sporcare e al contempo poter osservare l’incredibile sviluppo delle piante.

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto immagino che tutti siate a fare talee quindi non è necessario impegnarmi per trovare una conclusione degna per questo articolo, che dire? Ci sarà un giorno in cui in casa non ci staranno più tutte le talee fatte, ma non è questo il giorno!

(E in caso si può buttare fuori che so, il divano? Dai, dopo 3 mesi ormai siamo sufi di vederlo!)

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