Le piante, la base del nostro ecosistema

Ecologia.

Ecologia è ormai un termine famoso, usato e abusato in una moltitudine incredibile di contesti.

Si parla di “ecologia” quando si differenzia lo sporco, si parla di “ecologia” quando un tornado devasta una costa o ancora si parla di “ecologia” quando si sceglie di mangiare solo cibo bio, e senza alcun dubbio potremmo continuare con gli esempi, ma al punto ci siamo già arrivati.

Il termine ecologia è davvero sulla bocca di tutti ma in effetti di cosa si tratta scientificamente? Lasciando stare le varie interpretazioni e congetture è arrivato il momento di addentrarci in questo mondo e capire a livello pratico di cosa in effetti parliamo.

Naturalmente noi non siamo scienziati ma studiamo e lavoriamo col verde da anni e generazioni, per questo l’obiettivo che ci poniamo con questi articoli non è l’approfondire ogni dettaglio e ogni complesso sistema, bensì cercare di trasmettere le nostre conoscenze, frutto di studi ed esperienza, cercando di condividere con più persone possibili il nostro amore per tutto ciò che riguarda il mondo della botanica, in particolar modo in questo periodo dove l’attenzione all’ambiente è diventata una prerogativa più che mai fondamentale per ognuno.

 

ECOLOGIA

Termine coniato dal biologo E. Haeckel nel 1866, deriva dal greco “οἶκος”, “oikos”, “casa” o anche “ambiente”; e “λόγος”, “logos”, “discorso” o “studio”. È una branchia della biologia focalizzata tra le relazioni che avvengono in un ecosistema. Il suo obiettivo primario è quello di esplicitare in che modo la biodiversità sia fondamentale e influente per il corretto funzionamento dell’ecosistema stesso.

Comprende lo studio di:

  • fattori chimico/fisici
    es: luce, clima, composizione del terreno, etc.
  • fattori biologici;
  • relazioni e interazioni fra organismi;
  • fattori che influiscono o potrebbero influire con la normale e non vita degli organismi.

Questi sono i temi più classici. In tempi moderni l’ecologia ha però inglobato anche altre tematiche, sviluppandosi al punto da essere suddivisa a sua volta in macro-aree più specifiche:

  • ecologia animale;
  • ecologia umana;
  • ecologia agraria;
  • ecologia vegetale;
  • ecologia marina;
  • ecologia spaziale.

Tutte queste aree studiano e analizzano fattori estremamente rilevanti che spaziano notevolmente a seconda del capo in cui ci si trova, andando a toccare la tutela paesaggistica, l’inquinamento, lo sfruttamento delle risorse naturali, etc.

 

ECOSISTEMA

Che ci troviamo a passare in un bosco col sottofondo delle cicale e gli scoiattoli sugli alberi o a camminare per una normale strada di città fra asfalto, persone e qualche pianta a decorazione dei marciapiedi, ci accorgeremo come la maggior parte dei paesaggi e dei luoghi che ammiriamo ogni giorno comprendono due grandi elementi fissi: la presenza di svariate tipologie di animali e, allo stesso modo, di vegetali.

Proprio questo è il concetto base dell’ecosistema, nel dettaglio le varietà di comunità animali e vegetali, proprio per loro natura quasi inseparabili, compongono un insieme chiamato biocenosi. Al contempo l’ambiente dove questi esseri viventi si muovono, quindi il loro habitat, viene identificato col nome di biotopo.

L’ecosistema è quindi l’insieme di una biocenosi e del suo biotopo.

Un ecosistema viene a crearsi quando vi è l’interazione fra la vita e l’ambiente fisico circostante, è un termine che nasce proprio per evidenziare questa costante e stupefacente interazione.

 

ELEMENTI ABIOTICI E BIOTICI

Questi termini all’apparenza ostici identificano invece una diversità che ci aiuterà in seguito a capire meglio il funzionamento dei fertilizzanti e, in generale, il mondo delle piante.

Gli elementi abiotici di un ecosistema sono legati al funzionamento prettamente fisico, come ad esempio la disponibilità di acqua, il clima, l’esposizione solare, la composizione del suolo, etc.

Mentre gli elementi biotici sono gli elementi vivi, quindi di questo insieme fanno parte anche i modi che hanno per interagire con l’ambiente ma anche i comportamenti e le modificazioni che le creature mettono in atto per sopravvivere.

 

LA CATENA ALIMENTARE

Tutti i facenti parti dell’insieme degli elementi biotici, quindi tutti gli esseri viventi, sono eterotrofi (piante escluse, ma lo vedremo dopo).

Cosa? Facciamo un passetto indietro!

Eterotrofi significa semplicemente che per la vita è necessario cibarsi di altri esseri viventi, siano essi animali o vegetali.

Non esiste infatti nessun essere vivente che sia in grado di sostenersi senza attingere da una fonte esterna. Sicuramente poi approfondendo quest’argomento si incontrano altre categorie, in particolar modo create per suddividere gli animali a seconda del loro tipo di alimentazione (carnivori, erbivori e onnivori), o ancora categorie che identificano un essere vivente in base al suo atteggiamento nel cercare il cibo necessario. Quest’ultime rappresentano a loro volta un altro grande pilastro dell’ecosistema: la catena alimentare.

Ogni essere vivente dell’ecosistema ne fa parte, ognuno come un piccolo anello di una lunghissima catena e, proprio per questo, partecipa ad un sistema estremamente solido ma che dipende da ogni suo elemento, precedente o futuro che sia. Una catena funziona alla perfezione quando tutti gli anelli sono robusti e ben solidi ma basta poco per intromettersi in questo ingranaggio perfetto, causando problemi in grado di mettere a repentaglio una specie.

Dando un’occhiata più da vicino alla catena vediamo che è molto precisa: un erbivoro viene mangiato da un carnivoro che viene a sua volta mangiato da un altro carnivoro. Facciamo scorrere i nostri anelli e andiamo a toglierci una curiosità, cosa c’è all’inizio della catena? Cosa rappresenta la base di tutto il sistema?

Ed è proprio qua, al punto 0 del nostro inizio che troviamo le piante.

Sono infatti loro a dare inizio a tutto il meccanismo, prima che un carnivoro possa mangiare l’erbivoro, l’erbivoro avrà a sua volta mangiato una pianta.

 

RETI ALIMENTARI

Adesso nasce spontanea un’altra domanda: ma se prima abbiamo detto che tutti gli esseri viventi sono eterotrofi e quindi dipendono da un altro essere vivente, come fanno le piante ad essere il primo anello? Come si sono create? Come vivono senza ricorrere a fonti esterne?

Tutto questo è possibile in quanto le piante, a differenza dei facenti parte del mondo animale, sono esseri autotrofi. Essere autotrofi significa potersi fabbricare autonomamente il nutrimento necessario.

Gli animali, ad esempio, sono identificati come consumatori, perché si limitano a trasformare il materiale organico prodotto da altri. Essendo il nostro obiettivo parlare principalmente delle piante non scenderemo nei dettagli parlando delle varie suddivisioni degli animali ma chiudiamo il discorso dicendo che vi sono varie categorie che vanno a costituire la catena alimentare.

All’interno di un unico ecosistema possono coesistere diverse catene alimentari che intrecciandosi creano la rete alimentare. Proprio dentro di queste reti troviamo anche il ciclo della materia. Suona bene, non trovate? Il ciclo della materia identifica proprio il processo che porta a compimento il ciclo continuo che consente il sostentamento degli ecosistemi. La materia organica diviene nutrimento per un essere vivente che a sua volta lo diventa di un altro, finché non si giunge all’ultimo organismo che muore, in questo caso la materia non va persa, bensì grazie ai particolari organismi decompositori la materia organica muta in inorganica restituendo all’ambiente ciò che gli era stato preso.

 

LA PIRAMIDE ALIMENTARE

Veniamo all’ultimo punto di questo articolo: la piramide alimentare. Tutti la conosciamo e bene o male sappiamo cos’è, perché ci è utile proprio adesso? Per evidenziare la sua base costituita, come ormai immaginerete, dalle piante.

Un essere vivente necessita di nutrimento sia per mantenere in funzione il proprio corpo sia per dare energia all’organismo, in questo modo gran parte della quantità di materia organica passando da un livello all’altro si riduce di circa il 90%. Infondo è vero che la materia torna materia che poi viene reintrodotta nell’ambiente, ma ciò che è stato trasformato in energia non può essere immagazzinato o riciclato, può soltanto disperdersi sotto forma di calore o lavoro, andando così perso.

Questo principio segue perfettamente le leggi della termodinamica e ha luogo grazie alla respirazione cellulare, la quale, udite udite, utilizza come base d’inizio proprio ciò che la fotosintesi clorofilliana produce; il glucosio. Quel glucosio viene poi trasformato in sostanza inorganica, cioè acqua e anidride carbonica, liberando infine energia.

Per via di questa forte riduzione della materia organica (o biomassa) è inappropriato parlare, in questo caso, di un ciclo bensì si tratto semplicemente di un flusso di energia.

 

LE PIANTE, LE PRODUTTRICI DELLA VITA

Torniamo quindi a fare il punto sulle nostre amiche piante.

Dal paragrafo prima abbiamo capito come il processo di fotosintesi sia indispensabile perché è proprio da lì che tutto ha inizio. Se le piante non fossero in grado di imbrigliare la luce del sole trasformandola in energia, mancherebbe il punto iniziale da cui ogni catena ha origine, in quanto è proprio assimilando il glucosio prodotto dalle piante che gli altri esseri viventi possono approcciarsi alla vita.

Tutti gli elementi di un ecosistema, uomo compreso, fanno parte di un enorme ingranaggio progettato finemente per far sì che la vita possa continuare sostenersi, ma tutto trova sempre origine dalle piante, proprio quegli stessi organismi che per primi hanno popolato la terra e plasmato la vita che oggi possiamo ammirare.

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