Liquirizia, come coltivarla

Una delle piante più curiose che abbiamo in vivaio è senza dubbio la Glycyrrhiza glabra, la pianta della liquirizia. Ne conosciamo molto bene gli usi alimentari ma in pochi sanno da dove provengono bastoncini e rotelline, liquori e preparati medicamentosi.

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La pianta della liquirizia è una perenne erbacea rustica e a fioritura estiva

 

Oggi ve la voglio presentare e, perché no, potrebbe arricchire la vostra collezione di piante, in giardino o in vaso. Come vedremo, è possibile coltivarla in vaso o in aiuola, all’interno o all’esterno, dal momento che riesce a tollerare temperature molto basse (anche fino a -15°C).

ETIMOLOGIA

Il nome ‘liquirizia’ arriva dal latino liquiritia, a sua volta errata traduzione del nome greco ad essa attribuito dall’antico botanico e medico Dioscoride, composto unendo due termini: glukus (γλῠκύς) cioè “dolce” e rhiza (ῥίζα), “radice”.

TASSONOMIA

Il genere Glycyrrhiza comprende 18 specie di piante erbacee perenni a fioritura estiva, diffuse in Eurasia, Australia e America. Rientra nella famiglia delle Fabaceae (nomen conservandum Leguminosae), della quale porta numerosi tratti tipici come le foglie composte e i frutti a baccello.

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

La pianta della liquirizia è una perenne che raggiunge mediamente il metro di altezza e negli esemplari adulti può arrivare anche a 1,5-2 metri. Ha un fusto eretto e lignificato e radici stolonifere.

Le foglie sono composte, lunghe 5-15 cm, pennate, con foglioline disposte sul rachide ovali o ellittiche, dalla consistenza vischiosa. I fiori sfumano dal bianco al lilla, sono raccolti in infiorescenze a spiga e si possono ammirare durante i mesi estivi.

Il frutto è un baccello (legume) oblungo di 2-3 cm contenente i semi (normalmente in numero di 3-5 unità).

Particolare di foglie e fiori di Glycyrrhiza glabra

HABITAT

Il genere Glycyrrhiza è rappresentato nei climi temperati di tutti i continenti: America, Eurasia e Africa. G. glabra è spontanea in Asia sudoccidentale e nella regione mediterranea, su terreni calcarei e argillosi. E’ una delle due specie del genere che sono endemiche in alcune zone d’Italia: è facile vederla in particolare al sud, ad esempio in Calabria, dove esistono coltivazioni indirizzate al commercio (Liquirizia di Calbria DOP) e in Abruzzo (Liquirizia di Atri).

CURA E COLTIVAZIONE

Come per altre perenni rustiche la sua coltivazione non è per nulla complessa.

TEMPERATURE

La sua temperatura ideale va dai 15 ai 30°C. Resiste fino a -10/-15°C, ma sono temperature che, se possibile, sarebbe meglio evitare.  Una buona idea è quella di pacciamare il terreno durante la stagione fredda. Il gelo, i venti forti e le temperature troppo calde possono danneggiare le piante.

ESPOSIZIONE

Ama un ambiente soleggiato ed è quindi buona cosa esporla il più possibile. L’unica precauzione può riguardare piante molto giovani: teniamole controllate e verifichiamo la comparsa di eventuali bruciature; se necessario, muoviamole in una zona più ombreggiata durante le ore di sole intenso.

INNAFFIATURA

La coltivazione della liquirizia richiede annaffiature regolari e abbondanti, soprattutto durante il periodo di crescita. Durante la stagione calda è necessaria un’irrigazione regolare e profonda al fine di mantenere il terreno leggermente umido tutto il tempo, in inverno invece è possibile ridurne l’intensità o addirittura sospenderle.

SUBSTRATO

La liquirizia gradisce un terreno sciolto e ben drenante, con una componente sabbiosa e pH da neutri a leggermente alcalini. In terreni pesanti è necessario ammendare, aggiungendo inerti (es. sabbia), compost e humus. Per le piante in vaso consiglio un substrano non eccessivamente acido, è molto indicato One Plus per l’azione di stimolo che induce sullo sviluppo radicale (piuttosto lento nell’accrescimento) grazie alle micorrize in esso contenute.

CONCIME

È una pianta poco esigente dal punto di vista nutritivo e spesso non viene prescritta alcuna concimazione. Compost e humus possono essere sufficienti ma nel caso si decida di nutrirla è bene scegliere composizioni con titoli bassi in Azoto (già fissato naturalmente dalle Leguminose nel terreno).

PROPAGAZIONE

La propagazione può essere fatta mediante talea, divisione dell’apparato radicale o seme.

PARASSITI E MALATTIE

Solitamente è una pianta resistente a parassiti e malattie. La ruggine (malattia funginea) può colpire foglie e fusti, più raramente si registrano infezioni dal mal bianco (Oidio). In entrambi i casi si può intervenire con un prodotto fungicida.

Gli acari possono attaccarne il fogliame, soprattutto in occasione di siccità: bagnare la pianta nella sua interezza e tenere il terreno idratato previene la loro comparsa.

TEMPO DI RACCOLTA

La pianta sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono stoloni e radici, lunghi fino a due metri. Della liquirizia vengono usati i fusti sotterranei di piante di tre-quattro anni, raccolte durante la stagione autunnale (mentre la pianta è a riposo). Possono poi essere essiccate ed eventualmente polverizzate.

La liquirizia è conosciuta fin da tempi antichi per le sue proprietà medicamentose

CURIOSITÀ

La dolcezza delle radici di questa pianta è estremamente marcata: da 50 a 170 volte in più rispetto al saccarosio. Questo per l’alta concentrazione di glicirrizina, particolarmente presente nella corteccia e nelle radici: tale principio attivo si percepisce al gusto con minore immediatezza ma è nettamente più persistente se paragonato al comune zucchero.

La liquirizia era una pianta nota già nell’antichità: il più antico erbario cinese ne dimostra l’utilizzo 5000 anni fa e ancora oggi è prescritta dalla medicina tradizionale cinese per la cura di diversi malanni quali tosse e intossicazioni alimentari. Assiri, Egiziani e Greci antichi padroneggiavano le proprietà della Glycyrrhiza glabra ma in Europa arrivò in maniera consistente solo dal 1400, grazie all’introduzione da parte dei frati domenicani.

Recenti studi sembrano dimostrare una certa efficacia della glicirrizina come antivirale nei casi di HIV e SARS. Seppur con la dovuta cautela, esiste un forte interesse circa il potenziale utilizzo in campo medico di questo principio. Va sottolineato che il composto presenta anche molte controindicazioni, in particolare su determinate categorie di persone, ed è alto il rischio di intossicazione in funzione di un errato impiego.

La popolare bevanda araba nota con il nome di sūs (ﺳﻮﺱ‎) viene prodotta diluendo in acqua un estratto di liquirizia. Appariscenti venditori, abbigliati con colori sgargianti e ampi copricapi recanti sonagli, sono soliti richiamare l’attenzione dei passanti al grido di “liquirizia o accaldati!

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Il nostro viaggio alla scoperta della pianta di Liquirizia termina qua. Spero di avervi presentato una pianta nuova e se avete domande in proposito scrivetemi pure!

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