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Cura delle piante

Quando il fogliame di una pianta si deforma o si macchia di marrone o altri colori, identificare le cause non è sempre semplice: potrebbe soffrire di una o più delle numerose malattie che colpiscono il fogliame, oppure la chiazzatura potrebbe essere stata provocata da qualcosa accaduto nelle immediate vicinanze. Molto più spesso, durante la stagione autunnale e invernale, capita di notare ingiallimenti e imbrunimenti sulle foglie delle piante da appartamento: in questo caso si tratta di carenza di luce.

  1. Macchie sulle foglie delle piante da appartamento
    1. Macchie gialle e marroni sulle foglie: rimedi naturali
    2. Perché le foglie presentano macchie gialle e marroni?
    3. Macchie gialle e marroni su piante variegate
  2. Macchie su piante ornamentali: altre cause
    1. Cause naturali
    2. Chiazze fogliari non causate da funghi
    3. Cause funginee
    4. Come utilizzare il fungicida

Macchie gialle e marroni sulle piante da interno sono spesso dovute alla carenza di luce

Macchie gialle sulle foglie delle piante da appartamento

Le macchie gialle e marroni che si presentano sulle piante da appartamento quali ad esempio Monstera, Ficus, Medinilla, Alocasia, Banano e Calathea sono spesso dovute alla carenza di luce.

Tali problematiche si riscontrano spesso durante la stagione autunnale e invernale, in concomitanza con il drastico calo delle ore di luce e della sua intensità. Molto spesso in questo caso la macchia parte dal bordo della foglia e avanza verso l’interno passando dal giallo al marrone, come ben visibile dalla fotografia qui sopra.

Le macchie sulle foglie gialle e marroni non sono in questo caso dovute a problemi di natura infettiva o parassitaria: rientrano nelle cosiddette fisiopatie, ovvero alterazioni dovute a fattori ambientali (in questo caso: la luce).

Macchie gialle e marroni sulle foglie: rimedi naturali

Ci sono diversi accorgimenti del tutto naturali che permettono di mitigare e risolvere il problema anche se va detto che i tessuti fogliari compromessi non torneranno verdi.

1. Esporre le piante ad una maggiore luminosità

Il rimedio migliore alla comparsa di macchie gialle e marroni sulle piante da interno è quello di aumentare la disponibilità di luce. Si può scegliere una finestra alla quale sia possibile scostare i tendaggi, preferibilmente esposta a sud.

Importante: laddove sia prescritta la luce schermata o ‘non diretta’ questa indicazione va assolutamente ignorata fino alla stagione primaverile inoltrata. Purtroppo questa informazione viene replicata nel web senza cognizione: la luce dell’autunno, dell’inverno e dell’inizio primavera è naturalmente già schermata, soprattutto al centro-nord della nostra penisola. Ad esempio, schermare ulteriormente la fioca luce di Novembre provoca effetti come quelli descritti sopra.

2. Somministrare biostimolanti e rinverdenti

Abbiamo parlato in diverse occasioni dell’importanza dei biostimolanti in affiancamento al concime. Nei momenti di stress è più che mai utile somministrarli per dare un aiuto alle piante. Anche l’utilizzo di rinverdenti disciolti nell’acqua di bagnatura può aiutare a ridare smalto e intensità di colore alle foglie: si possono utilizzare queste comode bustine monodose.

3. Non interrompere le concimazioni

Interrompere le concimazioni durante il periodo invernale sulle piante da appartamento è un errore. Anche se rallentano, esse non smettono di crescere e di lavorare, diversamente da alcune piante da esterno come le caducifoglie che affrontano alcuni mesi di dormienza. Si può pensare di dimezzare la dose abituale o diradarne le somministrazioni.

4. Evitare overwatering

Bagnare non è la soluzione al problema. Purtroppo siamo spesso portati a credere che le bagnature siano la soluzione ad ogni male ma il più delle volte non facciamo altro che peggiorare una situazione di stress. Le bagnature devono essere effettuate al bisogno e senza cadenze regolari: va verificato periodicamente lo stato di umidità del terreno e in funzione di quello si procede o meno all’innaffiatura.

macchie e necrosi su Monstera
Tipico ingiallimento dovuto a carenze di luce seguito da necrosi su Monstera deliciosa

5. Pulire le foglie

Mantenere le foglie deterse e pulite da polvere e depositi di calcare può aiutare l’efficienza della fotosintesi. Per pulire le foglie delle piante da interno va usato un panno inumidito con acqua (possibilmente non clorata). Sconsiglio l’utilizzo di altre sostanze quali latte o bucce di banana (ma chi inventa queste cose poi?). In natura le foglie vengono pulite dagli scrosci di pioggia ed è l’acqua il migliore dei mezzi per detergerle.

Un poco di umidità apportata con questo metodo servirà anche a reidratare le superfici fogliari che sono spesso a contatto con l’aria secca proveniente dai riscaldamenti domestici.

6. Mantenere puliti i vetri delle finestre

I vetri molto sporchi e opachi sono un ostacolo all’ingresso della luce. Non è necessario che siano costantemente puliti a regola d’arte e normalmente nelle case c’è sufficiente attenzione a questo aspetto. Nelle serre dei giardini d’inverno resta invece una precauzione da non dimenticare.

7. Portare fuori le piante

Questo consiglio è destinato unicamente a chi vive in zone con inverni miti, dove non ci sono sbalzi incisivi tra le temperature di casa e quelle esterne nelle ore più calde della giornata. Ne possiamo beneficiare comunque tutti quando le giornate di inizio primavera iniziano a darci quei 15°C nelle ore centrali del pomeriggio, ricoverando però le piante nel resto della giornata.

8. Grow light

E’ certamente un modo efficace di riparare alle carenze di luce naturale. Avendo diverse mensole con le piante da interno ho comprato quattro piantane e altrettanti bulbi a led. Ho attaccato le 4 prese ad una multipla a sua volta gestita da un normale timer, settato su 18 ore di luce (sono tante, si possono fare anche 12 ore).

grow light economica
Non serve spendere molti soldi per una grow light performante

Le piantane le ho pagate 19,00 €/cad. da Ikea e le trovate qui

I bulbi grow light led li ho presi su Amazon qui a 30,00 €/cad.

Sempre su Amazon ho preso questo timer programmabile (costo 14,00 €) e vi dico che mi piace perché ha una batteria interna che evita il reset se lo togliete dalla presa o se va via la corrente; inoltre ha un display digitale semplice e funzionale.

timer per grow light
Un semplice timer digitale permette di impostare gli orari di accensione e spegnimento delle grow light

Perché le foglie presentano macchie gialle e marroni?

Mantenere un tessuto in vita ha un costo per ogni organismo vivente. Non fanno eccezione le piante che nutrono e alimentano radici, fusti, foglie, sistemi linfatici, ecc. L’investimento è ovviamente ripagato dall’assolvimento di una funzione vitale: le foglie, ad esempio, effettuano la fotosintesi creando gli zuccheri che la pianta utilizza per ottenere energia e costruire tessuti di cellulosa.

Quando una parte della pianta inizia a funzionare in maniera non adeguata, risulta più conveniente privarsene, interrompendo lo sforzo finalizzato al suo mantenimento. Ecco perché in mancanza di una sufficiente quantità di luce e di una conseguente attività fotosintetica ridotta, la pianta può decidere di rinunciare ad una porzione di una o più foglie.

Necrosi e macchie marroni su Monstera Thai Constellation
In presenza di luce scarsa, la pianta tende a ridurre la superficie fogliare poco performante (qui il caso su Monstera ‘Thai Constellation’)

Come avviene per le piante a foglia caduca che ammiriamo nei parchi e nei giardini, la pianta inizia con il ritirare dalla foglia tutte le sostanze di riserva e quelle che possono essere reimpiegate; tra le prime vi è la clorofilla che, se assente, lascia il posto sulla foglia ai colori di altri pigmenti come ad esempio i carotenoidi (responsabili delle tinte gialle delle foglie). Ecco perché notiamo gli ingiallimenti a partire dalle zone periferiche della lamina fogliare: è la clorofilla che se ne va!

Una volta ritirate tutte le sostanze di riserva e i pigmenti, anche l’acqua viene tolta dalla foglia che dissecca creando le tipiche zone necrotizzate di colore marrone.

Macchie gialle e marroni su piante variegate

Sappiamo che le piante variegate, anche se molto affascinanti, sono meno efficienti nel compiere la fotosintesi rispetto alle piante verdi, perché nelle variegature manca la clorofilla (il pigmento verde che assorbe la luce del sole). Questo fa si che le piante variegate siano più sensibili alle problematiche di luce scarsa e che tendano a necrotizzare più facilmente, in particolar modo proprio sulle aree fogliari interessate dalle variegature.

necrosi su monstera albovariegata
Le aree variegate delle foglie sono maggiormente inclini a necrosi se scarsamente illuminate

Quindi se avete piante variegate e magari piuttosto preziose come una Monstera deliciosa ‘Albovariegata’ cercate di dare loro la quanità di luce necessaria ad evitare queste problematiche, oppure portate pazienza e attendete le nuove foglie della primavera.

Macchie su piante ornamentali: altre cause

Una delle cause principali delle macchie sulle foglie delle piante ornamentali può essere di natura patologica. Le macchie sulle foglie possono manifestarsi a seguito di infezioni o di attacchi da parte di organismi fitofagi.

Cause naturali

Può avvenire che le foglie siano stranamente chiazzate per propria natura o anche che le macchie compaiano con il succedersi delle stagioni: a fine estate e in autunno le foglie decidue, prima di cadere, subiscono infatti grandi variazioni a livello ormonale (a questo è dovuto il mutare della loro colorazione).
Tuttavia, vere e proprie macchie sono causate da problemi fungini, mentre altre modificazioni dannose del fogliame si possono attribuire a cause esterne. Molte volte è necessario, di conseguenza, provvedere sia a un trattamento fungicida sia alla modifica della causa primaria del problema.

Chiazze fogliari non causate da funghi

Quando più di una pianta è colpita dal problema è poco probabile che la sia colpa di un’infezione da fungo.
Le cause possono invece essere molto più semplici: gocce di acqua calda, schizzi di vernice o disinfettante, concime oleoso o in granuli rimasto in qualche fessura del fusto e perciò non disciolto a suo tempo.
Altre possibili spiegazioni includono l’uso di pesticidi tossici per una particolare specie o dosati in maniera sbagliata.

Cause funginee

Non è facile diagnosticare tali problemi: quando è necessario preoccuparsi? Quando una macchia è davvero tale e non è, ad esempio, una pustola?
Le macchie di solito sono piccole e tondeggianti e spesso sulle piante ornamentali esse possono essere ignorate in quanto non le danneggiano molto da un punto di vista estetico.
Quando noti le macchie però controllale spesso, in modo da monitorarne la diffusione e, quindi, intervenire prima che il problema si aggravi.

Cetrioli e meloni ad esempio sono attaccati dal Colletotrichum lagenarium che causa macchie quasi trasparenti che seccano e diventano di color marrone-rossiccio.

Come si diffondono i funghi?

Le malattie fungine si propagano a causa della dispersione delle spore in sospensione nell’aria, che poi si fissano sul terriccio o su parti danneggiate della pianta. L’igiene è perciò molto importante: una buona ventilazione è sempre utile e l’aria deve essere rigorosamente fresca, mai calda o afosa.
Alcuni funghi che causano le macchie fogliari inoltre si diffondono anche a causa di semi già contaminati.

Come regola generale ricorda questo: le foglie sono la via attraverso cui gli elementi essenziali (aria, luce, umidità) raggiungono la pianta. Se la loro efficienza è ridotta, la pianta può risentirne.
La varietà dei funghi che possono causare problemi – senza contare poi anche alcuni tipi di virus e batteri che causano chiazze al fogliame – è tale che i provvedimenti da adottare possono essere indicati solo in generale. Ogni fungicida infatti sarà efficace solo per un determinato problema, ed inutile per qualsiasi altro.

Qualche vivaista ritiene che un trattamento fungicida preventivo possa essere risolutivo, ma ci sono delle eccezioni.
Sulla clivia ad esempio le macchie fogliari appaiono come chiazze rosse e, se associate ad eccessive annaffiature, possono addirittura causare la morte della pianta. In questo caso nessun trattamento fungicida può risolvere il problema; tuttavia esso può certamente essere prevenuto con un poco di buon senso.

Come utilizzare il fungicida

I fungicidi sono nella maggior parte sistemici e vengono assorbiti dal sistema linfatico della pianta: se il principio attivo è adatto, un fungicida sistemico è quindi in grado di scongiurare nuove infestazioni per un tempo considerevole (solitamente indicato in etichetta).

Al primo segno di attacco elimina con cura il marciume e quindi irrora con il preparato più adatto.
Se il problema riguarda una specie commestibile verifica che il prodotto sia utilizzabile e rispetta sempre con molta attenzione l’intervallo di tempo indicato sulla confezione, altrimenti i funghi svilupperanno facilmente una certa resistenza al principio attivo.

Infine un’ultima raccomandazione: fai molta attenzione alle dosi anche nel caso decidi di utilizzare fungicidi naturali, che in certi casi possono risultare comunque tossici.

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