Piante Carnivore

Le piante carnivore, dette anche piante insettivore, sono  piante erbacee che si nutrono di elementi presenti nel suolo e che possono cibarsi di insetti o piccoli artropodi.

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Le piante carnivore in natura vivono in contesti poveri come paludi, torbiere, habitat rocciosi, dove i nutrienti (azoto, fosforo e potassio) sono scarsi; per far fronte a tali mancanze recuperano dalle proteine animali i nutrienti per sopravvivere. Queste piante possono anche trascorrere l’intera vita senza mai sfruttare le proteine animali, senza però mostrare carenze o problemi nella crescita.

In fondo all’articolo trovi i rimandi alle singole specie di piante carnivore, per le indicazioni colturali specifiche.

Sono piante perenni , alcune di piccole dimensioni e altre, molto rare, che possono raggiungere alcuni metri di altezza. Hanno un apparato radicale molto ridotto poiché non utilizzano le radici per l’approvvigionamento dei nutrienti e hanno un esteso apparato fogliare costituito da trappole per catturare l’insetto.

Esistono tre tipologie di cattura nelle piante grasse:

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A tagliola: le piante con questo meccanismo sono le più conosciute, hanno una ‘bocca’ parzialmente aperta con numerosi ‘denti’ morbidi che si chiudono a scatto al passaggio dell’insetto. Dopo averlo catturato, la pianta inizia a secernere un enzima per la digestione della preda. Possono catturare insetti di dimensioni relativamente grandi.  L’unico genere è la Dionea o Venus Acchiappamosche.

Adesive: queste piante hanno foglie ricoperte di peli microscopici i quali secernono una mucillagine collosa che intrappola l’animale destinato ad essere digerito lentamente.

Ad ascidio: in queste piante alcune o tutte le foglie assumono una forma ‘a caraffa’ che funge da alto contenitore  con l’imboccatura nepenthes_carnivorastretta e la base più larga. L’insetto viene attirato dal colore o dalle secrezioni prodotte dalla foglia modificata; dopo essere stato intrappolato viene digerito lentamente. Tra le molte specie troviamo anche la Nepenthes e la Sarracenia.

UMIDITÀ

vivono in ambienti paludosi e molte anche in ambienti tropicali; hanno quindi bisogno di molta umidità. Molte specie gradiscono la vaporizzazione.

ACQUA

Le piante carnivore hanno bisogno di acqua dolce povera di minerali come quella piovana raccolta in contenitori di plastica. Evita le comuni acque in bottiglia. L’ideale è l’acqua distillata. È consigliato mantenere due dita d’acqua nel sottovaso e mai sul vaso o sulla pianta (per la Dionea si consiglia di rimuovere l’acqua dal sottovaso dopo 15-20 minuti, la Sarracenia invece beneficia di acqua sempre a disposizione nella stagione estivo-primaverile). Meglio rifarsi comunque alle indicazioni specifiche per ogni specie.

LUCE

Richiedono un ambiente soleggiato per almeno 12 ore/giorno, anche in luce diretta.

TEMPERATURA

In genere possono essere  collocate all’esterno, su un balcone, per la maggior parte dell’anno; le specie tropicali hanno bisogno di una temperatura da 20 a 30°C e quindi in inverno devono essere poste in casa.

TERRENO

Dev’essere povero di nutrienti; l’ideale è un terreno misto composto da tre parti di torba acida e povera di azoto e una parte di sabbia o perlite per rendere il terreno drenante.

RINVASO

Si effettua a fine inverno ma è da valutare in ogni singolo esemplare. Visto le modiche dimensioni dell’apparato radicale il vaso nuovo dovrà essere leggermente più grande e in plastica.

FERTILIZZANTE

Somministratene solo se avete dimestichezza con queste piante, la somministrazione di concimi accelera comunque il deperimento dell’apparato fogliare e dosi anche leggermente eccessive possono comprometterne la salute.

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DIONEA MUSCIPULA

SARRACENIA

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