Il Salice piangente, l’albero dal capo chino

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Il salice piangente è uno di quegli alberi che meglio figurano negli sfondi della nostra memoria.

La loro chioma discendente, verdissima, che si allunga come fosse composta da tante dita che si protendono in avanti fino a sfiorare la superficie del lago, increspandola leggermente.

Non è sorprendentemente semplice immaginare una scena simile? Forse proprio perché tutti conosciamo i salici piangenti. Con quell’aria malinconica, l’aspetto maestoso ma il capo chino. Come una storia passata, una storia che abbiamo vissuto e amato ma che poi si è conclusa, rimanendo alla deriva dei nostri ricordi.

Purtroppo quasi nessuno può vantare un lago in giardino ma nulla vieta di accogliere in casa nostra uno di questi meravigliosi alberi. L’ombra delle sue fronde potrebbe diventare il giaciglio perfetto per dei pomeriggi in compagnia!

 

SALICE PIANGENTE

Il salice piangente, nome botanico salix Babylonica, fa parte della famiglia dei Salicaceae ed è originario della Cina. È affascinante pensare che in natura esista solo lì, poi, dal momento che già nella storia era utilizzato come ornamentale si vide in lui l’occasione di esportare un albero con tutte le carte in regola per conquistare anche l’occidente. Per cui partì insieme ai viaggiatori attraversando la via della seta fino ad arrivare, ad oggi, ad essere diffuso in gran parte del mondo.

Il loro habitat naturale è quello che include nelle dirette vicinanze un lago o un corso d’acqua, avendo queste piante, un costante bisogno di bere. Amano anche gli ambienti umidi, dove vivono comodamente.

La loro figura è estremamente riconoscibile, grazie ai rami penduli e alle foglie sottili è impossibile non distinguerli dalle altre piante. Le loro dimensioni possono variare a seconda di molti fattori ma, in genere, il salice piangente arriva a circa 10-15m, toccando, in via piuttosto straordinaria, anche i 25m.

 

LA FIORITURA DEL SALICE

Con la sua lasciva chioma verde è forse meno immediato il fatto che il salice fiorisca. Eppure lo fa.

Prima dei suoi fiori però sottolineiamo che il salice è una pianta dioica, questo significa che esistono esemplari maschi ed esemplari femmina. Di conseguenza i fiori prodotti non sono uguali fra i due sessi. Questi particolari fiori prendono il nome di “amenti” e si presentano in modo molto semplice. Solitamente sono a grappolo e i fiori maschili sono gialli, più lunghi di quelli femminili che, a loro volta, sono più piccoli e di colore verde chiaro.

Quella del salice è una fioritura piuttosto riservata, che non mira a dare nell’occhio, eppure riesce ad impreziosire la pianta che varia i suoi colori.

 

PRENDERSI CURA DEL SALICE PIANGENTE

È una pianta forte e resistente, questo è vero ma ci sono alcune cose a cui prestare davvero molta attenzione per far sì che la nostra bella pianta cresca sana e forte.

ESPOSIZIONE

Il salice piangente predilige zone soleggiate o di mezzombra.

TEMPERATURA

Resiste senza alcun problema al freddo. L’attenzione va posta piuttosto all’umidità dell’ambiente, infatti, come vedremo quando parleremo dell’acqua, il salice non gradisce zone eccessivamente secche.

TERRENO

Ormai non è una novità quando si parla del salice piangente, parola chiave: umidità. Questa regola rimane tale anche quando si parla del terreno. Il salix Babylonica crescerà al meglio in terreni umidi, fertili e ricchi di nutrimento.

ACQUA

Eccoci a quella che, se proprio vogliamo, si può definire “la nota dolente” del salice. Da un lato c’è di buono che almeno in questo articolo non leggerete 30 volte “attenzione ai ristagni idrici”, perché, diversamente da molte sue simili, il salice necessita di acqua costante e terreni umidi. Dimentichiamo quindi i terreni asciutti e prepariamoci a garantirle un ambiente quanto più favorevole. Ricapitolando: il terreno dev’essere sempre umido. Durante l’estate poi le irrigazioni devono diventare ancora più frequenti, in particolar modo in caso di siccità. Noterete subito quando la pianta avrà sete, in quanto il primo indicatore è lo stato di salute delle foglie.

CONCIME

Come la maggior parte degli alberi anche i salici piangenti vanno concimati al momento dell’impianto e poi ogni 2-3 anni per assicurarsi che il terreno abbia sempre sostanze nutritive a disposizione.

La concimazione va fatta in autunno, possibilmente con del concime organico in polvere diluito nell’acqua per l’innaffiatura. Se poi volete proprio assistere la pianta in tutte le sue fasi, durante l’intenso periodo di sviluppo primaverile, potete dargli una soluzione a base di solfato di ferro, in modo da fornirgli più energia durante la crescita.

POTATURA

Potare il salice non è così necessario per la sua salute, lo è più per un fattore estetico. Accorciare i rami è possibile e non recherà particolari danni all’albero. Ma infondo la bellezza del salice non risiede proprio nella cascata di rami che scivolano verso il terreno?

MESSA A DIMORA

La messa a dimora del salice non è complessa proprio per l’atto in sé, ma l’abbiamo inserita fra i punti più per una questione legata all’organizzazione del giardino. Il salice, una volta piantato, comincerà a crescere velocemente e sarà difficile spostarlo, quindi la posizione che sceglierete sarebbe meglio fosse anche quella definitiva. Questo è un punto che non solo influirà su di lui ma anche sulla vegetazione intorno e sull’aspetto del giardino. Ad esempio prestate attenzione che non oscuri piante che necessitano di luce diretta o comunque di zone molto luminose. Lo stesso discorso vale per le finestre ed eventuali altre zone poste sull’esterno della casa. Inoltre è importante scegliere un posto che non sacrifichi la pianta e dove lei possa crescere al meglio. Lasciamo stare l’angolo del giardino contro al muro e posti simili. Non solo il salice piangente non crescerebbe al massimo delle sue potenzialità, ma sarebbe anche penalizzato a livello estetico.

RIPRODUZIONE

Incredibilmente la riproduzione del salice non è eccessivamente complessa. Funziona infatti attraverso talea legnosa. Basterà prendere una talea ben formata e in salute e piantare il tutto nel terreno. Da lì nascerà il vostro salice.

PARASSITI E MALATTIE

Il salice è un albero piuttosto longevo, riesce a vivere infatti fino a circa 30 anni. È però soggetto a svariate malattie, per questo è meglio tenere sotto controllo la sua salute. Fra i maggiori nemici troviamo i parassiti, come afidi, pidocchi e bruchi che con i loro attacchi possono portare alla morte della pianta, in quanto i suoi rami sottili risultano piuttosto delicati. In questi casi è bene agire subito, tentando di eliminare totalmente i piccoli assalitori con prodotti specifici. Un’altra problematica è rappresentata dalle malattie di origine fungina, in particolare dalla ruggine. E un’ultima nota va al cancro, che può svilupparsi nel nostro salice e che va immediatamente trattato per evitare che si diffonda.

 

CURIOSITÀ

Il salice piangente è una pianta che nasconde molte curiosità! Già a partire dal suo nome, infatti deriva da una traduzione errata. Il nome “salice” ha radici celtiche e significa “vicino all’acqua” e fin qui è corretto, ma poi arriva il “Babylonica”. Questa parte del nome scientifico è nato da uno scambio, infatti in un salmo dell’Antico Testamento viene descritto il pioppo babilonese, che appunto, per via di un errore, venne scambiato per il salice piangente.

Il legno di salice è inoltre il favorito dai rabdomanti. Se sia vero o meno noi non lo sappiamo, però chi pratica quest…’arte? Beh, chiamiamola così, per chi pratica quest’arte il legno di salice è talmente sensibile all’acqua che sarebbe in grado di trovarla solo passando sulla superficie del terreno.

 

LA SIMBOLOGIA DEL SALICE

La simbologia legata al salice è veramente profonda e affonda le sue radici in una quantità vastissima di culture e religioni.

Ad esempio per i cristiani il salice lo si trova nella leggenda che narra di Cristo che, sul Golgota, si rimise in piedi aiutandosi con un ramo di salice. Il salice aveva proprio per lui teso i rami verso il basso, in modo che potesse afferrarli. Quando poi Cristo riprese le sue sofferenze l’albero non riuscì a riprendersi da tale dolore e rimase col capo chino per il resto dei secoli.

La simbologia più forte è legata però all’immortalità. In estremo oriente tutto ciò è davvero molto sentito, tanto che la parte centrale delle logge della T’ien-ti huei, è chiamata “Città dei salici”, a sua volta quella città è luogo di immortalità. Anche in Tibet è considerato un albero fondamentale, l’Albero della vita, questo è il significato che gli è stato attribuito un tempo, quando furono piantati nel santuario di Lhassa.

Anche in Occidente si trova questa lettura, infatti Erma, nel Pastore, nota la tenacia del salice “Se dunque questi rami sono piantati in terra e ricevono un po’ di umidità, molti di loro ritornano in vita”.

 

MITO E POESIA

Facendo ancora un cenno al nome, per gli inglesi il salice era legato al mondo delle streghe, infatti il salice, in inglese “willow” ha la stessa origine di “witch”, che significa “strega”. Proprio del legno dei salici si narra fossero fatte le loro scope volanti. Il salice inoltre, durante la caccia alle streghe che ebbe luogo durante il Medioevo, era ritenuto fonte di malvagità.

Per i Celti il salice era legato alla divinità femminile della fecondità. I druidi invece utilizzavano il suo legno per costruire strumenti musicali che, una volta suonati, avrebbero ammaliato gli ascoltatori.

Il salice è inoltre protagonista di moltissime opere, fra le quali l’Otello, l’Amleto e in opere italiane come “Alle fonti del Clitumno” di Carducci o ancora “Alle fronde dei salici” di Quasimodo.

 

I SALICI PIANGENTI DE LE GEORGICHE

Qui ai Vivai le Georgiche ospitiamo due varietà di salice piangente: Salix babylonica e salix babylonica “Tortuosa”.

  • Salix babylonica
    • Forma espansa piangente con rami sottili e penduli;
    • Raggiunge l’altezza di circa 12m;
    • Ha foglie a spirale dal margine seghettato di colore verde chiaro, diventano giallo dorato in autunno;
    • Albero coltivato per il portamento, il fogliame e le decorative inflorescenze maschili.
  • Salix babylonica “Tortuosa”
    • Forma espansa piangente, con rami molto contorti;
    • Raggiunge l’altezza di circa 8m;
    • Ha foglie a spirale dal margine seghettato di colore verde brillante in alto e verde-girgio sotto, diventano giallo dorato in autunno;
    • Albero molto decorativo, soprattutto in inverno;
    • Coltivato per il portamento, il fogliame e le decorative infiorescenze maschili.

 

È ora di portare un salice nelle nostre vite! Questi alberi tanto caratteristici sono sicuramente la scelta giusta per chi ha un bello spazio a disposizione nel proprio giardino. Basterà la loro sola presenza per trasformare un piccolo prato in una zona confortevole e rilassante, non è magnifico?

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