Stella di Natale, prendersi cura di una star

Ogni promessa è debito, quindi eccoci qui per parlare della Stella di Natale!

Nell’ultimo articolo (6 piante da regalare a Natale) vi avevamo detto che la grande protagonista delle festività necessitava di un articolo tutto suo, questo perché la Stella di Natale o Euphorbia pulcherrima è una pianta che merita davvero di essere conosciuta!

Già il nome la dice lunga, infatti, se il suo nome più diffuso comunica già che è la regina del Natale, quello botanico ci regala un’idea della sua bellezza. Euphorbia contraddistingue il genere di appartenenza della pianta ma “Pulcherrima” invece ne evidenzia la bellezza, come ad identificarla come la più bella fra le Euphorbiaceae.

Questo arbusto sempreverde a foglia caduca si sviluppa notevolmente quando cresce allo stato selvatico, tanto che riesce a raggiungere i 2-3 metri di altezza! Nelle case però cresce in modo molto più contenuto, generalmente non superando il metro.
Vedendola è facile pensare che le “foglie rosse” siano in realtà i fiori della pianta, ma non è così. Infatti la Stella di Natale produce dei ciazi, piccoli fiori tondeggianti verdi o giallastri, riuniti in inflorescenze costituite da 4-8 fiorellini.
Mentre le “foglie rosse” in realtà sono brattee, cioè foglie modificate che accompagnano i fiori, proteggendoli. Normalmente le brattee sono verdi ma in altri casi, come questo, assumono colorazioni sgargianti che danno subito nell’occhio, questo per fungere da richiamo per gli animali impollinatori.
In inverno potrete appunto godere di questi magnifici colori, mentre durante il resto dell’anno la Stella di Natale riposa, mostrandosi come piccolo cespuglio dalle foglie verdi.

Esistono però molte varietà di Euphorbia pulcherrima, nate dagli esperimenti degli ibridatori, ognuna di loro si differenzia per molti fattori fra cui il colore (possono essere rosa, giallastre, bianche) oppure per forma e numero di foglie!

 

COLTIVARE LA STELLA DI NATALE

Ah che magia diffonde questa pianta, però ammettiamolo, porta con sé anche alcuni grattacapi,  soprattutto legati alla sua sopravvivenza.
Infondo quanti di noi, presi dallo spirito natalizio ne abbiamo acquistata una, oppure l’abbiamo ricevuta in dono e, passate le feste, siamo rimasti ad osservare il suo lento decadimento? Quest’anno diciamo basta alla fine poco decorosa di queste magnifiche piante! Conosciamole e capiamo come tenerle al meglio anche durante il resto dell’anno.

ESPOSIZIONE
La Stella di Natale ama la luce naturale e disdegna quella artificiale.
Durante i mesi invernali non deve superare le otto ore di esposizione alla luce e, mettendo caso che rimanga a contatto (non diretto) coi raggi solari dalle 8 di mattina fino alle 15, poi sarebbe l’ideale sistemarla in una zona poco luminosa e senza luce artificiale.

TEMPERATURA
La temperatura ideale si aggira fra i 12 e i 25 gradi
, assolutamente da tenere in considerazione che la Poinsettia non sopporta le fonti di calore (caminetti, forni, caloriferi, etc.).
In realtà la Stella di Natale è in grado di sopportare anche temperature un pochino più basse, come quelle che si trovano nei vani scale, però deve raggiungerle in modo graduale. Appena comprate o magari direttamente per tutto il primo anno, tenetele in appartamento e se poi volete spostarle fatelo con calma e lasciando che la pianta si abitui.

IRRIGAZIONE
L’acqua è fondamentale per tenere in vita la nostra Stella di Natale! L’irrigazione va fatta solo quando il terreno appare asciutto e vanno assolutamente evitati i ristagni idrici nel sottovaso.
Inoltre, visto che le foglie sono molto delicate e tendono a seccarsi facilmente l’ideale sarebbe quello di disporre dell’argilla espansa ai piedi del vaso. L’argilla espansa in granuli trattiene l’acqua e la libera generando una specie di umidità che piace molto alla Stella di Natale.

CONCIMAZIONE
Da fine maggio fino a settembre, ogni due settimane, l’ideale è diluire nell’acqua che si utilizza per innaffiare la piante un fertilizzante liquido con alte percentuali di fosforo e potassio.

POTATURA
La potatura della Poinsettia è molto semplice, basterà tagliare le foglie secche con una forbice da giardinaggio. È consigliabile però indossare dei guanti protettivi, in quanto il lattice che scorre nei i suoi rami può essere urticante.
Col passare del tempo la Poinsettia tenderà a “svuotarsi” verso il basso e a produrre più foglie nella parte alta dei rami, per questo motivo sarebbe meglio, arrivata la primavera, intervenire accorciando tutti i rami di circa un terzo, favorendo così lo sviluppo di nuovi germogli.

L’INVERNO È PASSATO, E ADESSO?
La vostra Stella di Natale è sopravvissuta all’inverno? Siamo arrivati ad aprile e ha ancora qualche foglia e magari anche qualche brattea rossa? Se state cantando dalla gioia vi capiamo, far sopravvivere la Poinsettia è proprio una missione soddisfacente, ma non distraetevi troppo, non è il momento di abbassare la guardia!
Tranquilli, anche con l’arrivo della primavera le cure che dovrete prestare alla pianta saranno quelle di sempre.
In estate invece la Stella di Natale può essere messa in esterno per poi riportarla in un posto buio verso ottobre. Prestate solo attenzione al cessato rischio delle gelate prima di mettere fuori le vostre piante, oppure vedrete svanire tutto il vostro impegno.

Quando sarà tornato l’inverno, per far si che le brattee tornino a tingersi di rosso sarà sufficiente tenere la pianta in una posizione dove la luce la raggiunga soltanto per 6-8 ore al giorno e dove sia al riparo dalla luce artificiale.

VELENO
Ebbene sì, può sembrare strano ma è pur sempre vero. La Poinsettia è velenosa. Per gli umani il rischio è molto limitato, in quanto è la linfa (sostanza lattiginosa che scorre nei rami e nel tronco) a risultare irritante per la pelle e, generalmente, non in modo molto grave. Un discorso ben diverso è rappresentato dai nostri amici a quattro zampe; infatti per loro può risultare dannosa se ingerita (anche se normalmente non si rivela letale). Abbiamo quindi amato questa pianta per tutta la sua storia e per la sua particolarità, ma se non abbiamo modo di tenerla fuori dalla portata dei nostri animali è meglio limitarsi ad osservarla per le strade, evitando così possibili rischi.
Una famosa voce imputerebbe alla Stella di Natale la causa di morte di un bambino che l’aveva mangiata, ma questa è soltanto una diceria, infatti nel 2008 l’Associazione americana dei Centri antiveleni, ha preso in esame oltre 800 casi di esposizione o di ingestione delle pianta, compresi 92 bambini che avevano mangiato una certa quantità di foglie, ma non ha evidenziato alcun pericolo per la salute.

La Stella di Natale, oltre ad essere la protagonista del Natale è anche il simbolo benaugurante per antonomasia, rappresentando appieno lo spirito della rinascita e della serenità tipico di questo periodo dell’anno. Tutto ciò non la rende solo bellissima, ma anche un perfetto regalo da fare!

LE ORIGINI DI UNA STAR
Originaria del Messico e molto amata già dai tempi degli Aztechi, l’Euphorbia pulcherrima viene associata al Natale a partire dal XVI secolo, ma bisognerà aspettare gli inizi del XX secolo perché diventi un simbolo a livello globale.

Nel 1804, per merito dello scienziato Alexander von Huboldt, la Stella di Natale arriva a toccare l’Europa, venendo catalogata a Berlino per la prima volta come Euphorbia pulcherrima. Ma ne 1828 Joel Roberts Poinsett portò questa pianta negli Stati Uniti dove prese il nome di Poinsettia, in onore di Poinsett, pensate che il 12 dicembre, ricorrenza della morte di Joel Roberts, si festeggia a livello internazionale il “Poinsettia Day”!

Ma in America non basta portare una pianta e sperare che con la sua bellezza faccia breccia nei cuori delle persone, serve di più, serve la scena! E così, come ogni grande stella che si rispetti, anche l’Euphorbia pulcherrima ha dovuto iniziare a percorrere una strada da super star.
Agli inizi del ventesimo secolo, Paul Ecke, affascinato dai colori delle piante che crescevano spontaneamente vicino alla sua azienda agricola in California, cominciò a coltivare e commercializzare la Stella di Natale negli Stati Uniti. Questa attività ricosse un buon successo ma fu soltanto con l’arrivo del figlio, Paul Jr., che decise di venderla ai migliori negozi sul Sunset e Hollywood Boulevard a Los Angeles, che la Stella di Natale iniziò ad essere distribuita in tutto il paese.

Nel 1950 si arriva ad un altro grande traguardo che segnerà la sua diffusione massiva: i coltivatori tedeschi riuscirono a coltivarla come pianta d’appartamento. Se prima infatti era possibile farla crescere solo all’aperto adesso diventa compatibile anche con l’interno delle abitazioni, non soffrendo più tanto gli ambienti chiusi ed il riscaldamento.
Certo bisogna dire che esistono circa 150 varietà di Ephorbia pulcherrima, alcune più o meno predisposte di altre a stare in ambienti domestici.

Insomma, cos’altro si può dire di questa pianta che ha mosso i suoi primi passi verso la celebrità proprio fra le strade di Hollywood? Beh, tante cose! In fondo siamo solo all’inizio di questo articolo.

 

LE LEGGENDE SULLA STELLA DI NATALE

Le leggende che porta con sé sono molto varie e affondano le loro radici in moltissime culture. Ad esempio prima vi abbiamo nominato gli Aztechi, fra loro la pianta era nota come Cuetlaxochitl, che significa “fiore di pelle” e veniva utilizzata sia come decorazione per i templi sia adorata come simbolo di vita nuova, in onore dei guerrieri caduti in battaglia. Inoltre non venivano disdegnati neanche usi più pratici, come i pigmenti per tessuti e cosmetici che ricavavano dalle sue brattee.
Ciliegina sulla torta è la leggenda che vuole la Euphorbia pulcherrima come pianta preferita di Montezuma, il governante degli Aztechi, convinto che il colore rosso delle foglie principali provenisse dal sangue di una dea azteca morta di dolore per un amore non corrisposto, le cui gocce caddero sulle foglie dando loro quel caratteristico color cremisi. Di questa leggenda se ne trova traccia nel nome francese della pianta “Étoile d’amour”, Stella dell’Amore.

Invece, un’altra leggenda arriva dalla religione Cristiana.
Siamo sempre in Messico ed è la notte di Natale. Gesù bambino è appena nato nella sua capanna e la piccola Pepita vorrebbe davvero portare un dono che simboleggi il suo amore.
Pepita però è molto povera, così non le rimane altro che uscire e cogliere delle erbacce dal ciglio della strada, farne un mazzolino e portarle in chiesa, sperando che nel suo gesto venga comunque riconosciuto l’amore che la spinge.
Durante la messa di Natale succede qualcosa di inaspettato: il piccolo mazzo di erbe cambia, germoglia e si tinge di intensi rossi e verdi. Da qua in poi la stella di Natale prende per i messicani il nome di “Flores de Noche Buena” e diventa il fiore più rappresentativo del Natale.
Questa è solo una variante, ma se siete interessati ad approfondire ulteriormente l’argomento in giro per il web ci sono tantissime versioni di questa storia!

Bene cari amici, abbiamo conosciuto questa star, non ci rimane che lasciarvi alle vostre festività con i migliori auguri che possiamo farvi!

Buon Natale dai Vivai le Georgiche!!

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