Il Viburnum tinus è una pianta originaria dell’Europa sud- orientale, con portamento arbustivo e con la chioma molto ricca e morbida e ha naturale forma piramidale. Appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae e il suo nome deriva dal latino “viere” ossia “realizzare un intreccio” e “vovorna” ossia “zone selvatiche”, ciò si riferisce al fatto che sia una pianta spontanea e diffusa e ai rami molto flessibili.

 Qui puoi trovare il Viburnum tinus!

La corteccia è rugosa e nei giovani arbusti gran parte del fusto è ricoperta da moltissimi peli.

Le sue foglie hanno color verde scuro e sono sempreverdi e coriacee e sono di forma ovale e allungata e raggiungono i 10 cm.

I suoi fiori, molto profumati , che troviamo nel periodo da novembre a maggio, compaiono come boccioli rosa e quando sbocciano sono bianchi. Hanno un diametro dai 5 ai 10 cm.

Ha bacche di color blu- viola, molto amate dagli uccelli ma tossiche per l’uomo, contengono infatti la viburnina.

Raggiunge un’altezza di 3-4 m e un diametro tra i 2,5 e i 4 m.

Viene utilizzato come albero per la formazione di siepi rigide o informali, per macchie, come esemplare isolato e anche in vaso ma con più attenzioni e cure.

ESPOSIZIONE:  può crescere in una zona a pieno sole, a mezz’ombra e ad ombra completa anche se con minore fioritura.

TEMPERATURA: è una pianta che ama il clima temperato ma riesce ad adattarsi anche alle temperature più rigide. È definita rustica poiché sopravvive a temperature comprese tra i -10°C e i 20°C

TERRENO: il Viburnum tinus gradisce terreni freschi e ben drenati.

ACQUA: è una pianta che teme il ristagno idrico e quindi va irrigata solo in siccità, in primavera e in autunno. In estate è consigliato innaffiare una volta a settimana.

CONCIME il Viburnum tinus va fertilizzato solo nel periodo della messa a dimora e non richiede concimazioni cicliche.

POTATURA:  il Viburnum tinus può crescere in forma libera, ossia senza nessuna potatura. Chi vuole può cercare di ordinarlo, mantenendo la forma della pianta. È importante rimuovere i rami secchi o malmessi. Tutti gli interventi vanno effettuati al termine della fioritura.

MESSA A DIMORA: il periodo migliore per  la messa a dimora è nei mesi di giugno-luglio oppure agosto-settembre.

RIPRODUZIONE:  la sua propagazione può avvenire col metodo della talea semilegnosa, utilizzando i germogli laterali.

PARASSITI E MALATTIE:  essendo un arbusto molto resistente, difficilmente si ammala e resiste molto bene alle intemperie. La mosca bianca può creare problemi e può essere sconfitta con un’insetticida specifico.

CURIOSITA’: Nell’antichità i suoi rami erano utilizzati come fruste per la loro particolare flessibilità.

Mentre i frutti non sono tossici per l’uomo, la corteccia contiene amici, saccarosio, oli grassi e destrine e viene utilizzata a scopi farmacologici.

 

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