Wasabia, dall’Oriente con onore!

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Il profumo della cucina giapponese è ormai famigliare alla gran parte di noi. Basta pensarci che subito le forchette vengono abbandonate in favore di quelle bacchette che tutti, le prime volte, abbiamo odiato.

Alla mente vengono subito i piatti tipici, dal sushi al sashimi, dai maki a… non siamo qui per parlare di menù? Avete ragione.

Siamo infatti qua per mettere sotto la lente d’ingrandimento un qualcosa di veramente tipico del giapponese, una salsina verde che per alcuni è il massimo, per altri anche no.

Similmente all’aglio anche quella specie di pasta ammaliante (perché dai, ha proprio un bel colore e sembra così invitante), o conquista o causa un allontanamento che neanche il vade retro.

Il nome di quella salsa è “wasabi” e indovinate qual è il suo ingrediente principale? Una pianta, esatto!

Questa pianta si chiama wasabia e può essere coltivata da chiunque come pianta da interno. Forse non vi farete mai il wasabi in casa, ma se solo ne amate il profumo o volete qualche traccia di vero Giappone a dare colore ai vostri ambienti, questa è l’occasione giusta!

Inchino e poi tutti insieme “konnichiwa wasabia!”, adesso siamo pronti per poterla conoscere!

 

WASABIA

Il nome botanico della Wasabia è Eutrema Japonicum, già questo introduce il suo paese d’origine: è infatti una pianta originaria delle zone montane e boschive del Giappone.

Normalmente la pianta di wasabi impiega più o meno 2 anni per raggiungere una vegetazione di circa 50cm in altezza e larghezza, per poi interrompere la crescita e concentrare invece le energie sull’ingrossamento del rizoma.

Ha grandi foglie a forma di cuore che, come il resto della pianta, sono completamente commestibili ed hanno un sapore più delicato rispetto a quello del rizoma. Le foglie della wasabia sono molto apprezzate secche, utilizzate per insaporire svariati piatti, fra cui insalate, formaggi e tutto ciò che si preferisce. Inoltre, in Giappone si possono trovare dei liquori e dei vini realizzati con questa pianta.

La wasabia è anche in grado di fiorire, in Primavera si colorerà di fiori rosa disposti a grappoli.

 

COLTIVARE LA WASABIA

La wasabia è una pianta generalmente piuttosto difficile da coltivare, questo comporta la necessità di stare attenti a come la si cura. Quindi leggete bene le istruzioni prima di mettervi alle prese con le vostre piantine!

TERRENO

Il terreno è da valutare con attenzione, infatti è estremamente importante per la buona crescita della nostra wasabia. Serve un substrato con un livello di ph del terreno con un valore compreso tra 6 e 7. Un’altra componente essenziale è che sia ben drenante. Infatti, la wasabia ama l’acqua ma non i ristagni idrici.

 

TEMPERATURA

La temperatura ideale si aggira fra gli 8 e i 21°C. Riesce a resistere abbastanza bene al freddo, a patto che il terreno non ghiacci. Un altro discorso è invece il caldo, il quale le potrebbe bloccare la crescita e comprometterne gravemente la salute.

 

ESPOSIZIONE

Oltre a non allontanarci troppo dagli intervalli di temperatura di cui abbiamo parlato, la wasabia è molto esigente in fatto di luminosità, non dev’esserci esposizione diretta ai raggi del sole, quindi va tenuta in un luogo ombroso e molto molto umido.

 

INNAFFIATURA

Ormai l’abbiamo capito: la wasabia ama l’acqua. Ne ha un forte bisogno per poter crescere. Di conseguenza va bagnata spesso e il terreno deve essere sempre umido.

 

MOLTIPLICAZIONE

La wasabia si può riprodurre in 2 modi:

  1. Divisione dei rizomi;
  2. Semina (i semi hanno bisogno di un periodo di freddo per poter germinare).

 

INSIDIE

I principali nemici della wasabia sono i gatti che possono essere attratti dalle foglie, e le lumache, per cui è consigliabile utilizzare sempre un prodotto lumachicida quando la coltiviamo.

Altri nemici che può incontrare questa pianta sono gli afidi, i quali possono essere contrastati con un normale prodotto fitosanitario.

Inoltre, le foglie e gli steli sono particolarmente fragili, bisogna fare il possibile per evitare di romperli.

 

LA SALSA WASABI

La salsa wasabi ha origine non impastando le foglie, bensì dal rizoma.

Una curiosità di questa salsa è che in Giappone viene anche chiamata “namida”, letteralmente “lacrime”, perché se mangiata in grandi quantità può causare lacrimazione.

L’usanza di mangiare il wasabi insieme al sushi non è un caso, infatti si dice che abbia proprietà antibatteriche e digestive che la renderebbero indispensabile quando si mangia il pesce crudo. Attenzione a non esagerare però, come dicevamo prima fa lacrimare e non tanto perché sia piccante come un peperoncino, ma perché mandarne giù troppo in un colpo solo stimolerebbe la mucosa nasale, provocando un forte dolore!

Il wasabi si può trovare anche sotto forma di polvere, e se va bene per insaporire i piatti, non si può dire lo stesso per il profumo, infatti dopo essere stato essiccato perde il proprio aroma caratteristico.

Un’altra curiosità davvero interessante è che, secondo uno studio portato avanti dalla Facoltà di medicina dell’Università di Firenze, mangiare regolarmente il wasabi renderebbe possibile aumentare la soglia del dolore, grazie ad una componente chiamata “Wasabi receptor” (Trpa1).

 

WASABI, SEI DAVVERO TU?

Il wasabi è una salsa piuttosto costosa, infatti sapevate che nei ristoranti economici o nei supermercati, quello che si trova è solitamente un surrogato? Di solito composto da rafano colorato.

Il suo alto prezzo è legato alla difficoltà di coltivazione di questa pianta. La wasabia sarebbe molto simile ad una pianta palustre se solo sopportasse i ristagni idrici. Eh sì, ama l’acqua corrente, cresce bene attorno ai fiumiciattoli, ma i ristagni idrici le sono fatali. Oltretutto, come dicevamo prima, i tempi di crescita del rizoma sono molto lenti, rendendoli un prodotto piuttosto ricercato e, al contempo, limitato.

Come se poi tutto ciò non fosse sufficiente, i prodotti ricavati dai rizomi grattugiati, perdono nel giro di pochissimo tempo (circa 20 minuti) sia gli aromi che le proprietà benefiche, per questo motivo la situazione si complica ancora!

 

Insomma, la wasabia è una pianta che un pochino si fa desiderare. Ha bisogno di cure e attenzioni, ma sicuramente ne vale la pena! Se amate la salsa wasabi è un buon modo per provare l’originale e non la “versione rafano”, altrimenti un’altra buona idea potrebbe essere quella di utilizzare le sue foglie per rendere ancora più particolari i vostri piatti ma, in fin dei conti, nessuno vi vieta anche di sceglierla come semplice pianta ornamentale.

Volete cimentarvi in una piccola ma gratificate sfida? La wasabia è servita, venitela a prenderla sul nostro e-commerce!

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