Zantedeschia aethiopica, come prendersi cura della meravigliosa Calla!

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Oggi signore e signori tenetevi forte, andiamo a parlare di uno dei fiori in assoluto più amati!

La Calla (Zantedeschia aethiopica) con la sua eleganza e quel sapore di un intramontabile classico è un graditissimo ospite, sia in giardino o in vaso esterno che in appartamento, e proprio per questo abbiamo deciso di parlarvene!

Indossate un abito elegante e mettetevi comodi, stiamo per trasportarvi in un mondo di classe 😉

 

Zantedeschia aethiopica

ETIMOLOGIA

Benché tutti la conosciamo con il nome volgare di Calla (nome che fu attribuito inizialmente al genere da Linneo, poi rimasto nell’uso comune), essa appartiene al genere botanico Zantedeschia.

Già il nome ci fa capire con quale pianta abbiamo a che fare, infatti “Calla” deriva dal greco “Kalos”, cioè “bello”, insomma, questo fiore è sempre stato molto apprezzato!

Una piccola curiosità deriva, oltre che dal nome volgare, dal nome botanico “Zantedeschia”, infatti questo nome le fu dato dal botanico tedesco Kurt Sprengel, dedicandolo però ad un botanico italiano suo amico, tale Giovanni Zantedeschi, con il quale tratteneva uno stretto rapporto epistolare.

Nei testi è infatti correttamente nominata come Zantedeschia aethiopica (Linn.) Spreng., attribuendo quindi a Linneo la prima identificazione e a Sprengel l’attuale nomenclatura binomiale.

Il nome della specie “aethiopica” deriva dalla zona d’origine della specie, che non è quella che noi oggi conosciamo come Etiopia, ma in modo generico il sud del mondo che ai tempi si conosceva, più o meno identificabile come la zona a sud del deserto del Sahara.

In inglese è conosciuta con il nome volgare di Arum lily.

 

TASSONOMIA

Ci troviamo ancora una volta all’interno dell’affascinante mondo delle Araceae, una famiglia che non smette di sorprenderci per vastità e fascino dei suoi generi. Questa appartenenza sarà intuibile dagli amanti della botanica per tanti caratteri comuni alle Araceae dei nostri appartamenti, primo fra tutti la bellissima infiorescenza a spadice.

Il genere Zantedeschia comprende 8 specie di perenni rizomatose o tuberose, di solito ritrovabili in terreni umidi e paludosi, spesso ai margini degli specchi d’acqua locati nell’Africa orientale e meridionale.

Attenzione: Z. aethiopica non va confusa con altre specie di Zantedeschia come Z. elliottiana e Z. rehmannii, né con i loro recenti ibridi commerciali, spesso denotati da spate colorate e foglie maculate. Queste, infatti, a differenza della Z. aethiopica, presentano una ridotta rusticità alle basse temperature e andrebbero tenute in serra fredda durante la stagione fredda, salvo nelle aree a inverno mite.

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

La Zantedeschia aethiopica, è una perenne erbacea rizomatosa, acaule, sempreverde nelle zone a inverno mite.

Presenta foglie radicali (quelle più vicine alla radice, che sembrano nascere da essa) provviste di un lungo picciolo spugnoso. La lamina fogliare è sagittata o astata.

Il fiore è quello tipico delle Araceae: un’infiorescenza formata da uno spadice centrale di colore giallo vivo che porta nella parte superiore i fiori maschili (fiori staminati) e nella parte inferiore (nel quarto inferiore, per 1-2 cm.) quelli femminili (fiori pistillati). Lo spadice è avvolto da una spata (un tipo particolare di brattea, ovvero una foglia trasformata che accompagna il fiore) di colore bianco.

Le fioriture partono alla fine dell’inverno e si protraggono fino all’estate avanzata.

A pieno sviluppo, raggiunge le dimensioni di circa 90 cm di altezza e altrettanti in larghezza.

HABITAT

Originaria del Sudafrica e del Lesotho.

CURA E COLTIVAZIONE DELLA CALLA

È possibile coltivare Z. aethiopica in indoor, come pianta da interno: tenderà a restare sempreverde ma un periodo di riposo vegetativo estivo è ben gradito.

Più frequente è l’uso di questa pianta in esterno, sia in aiuola che come pianta da margine d’acqua, ad esempio nelle zone spondali di laghetti e corsi d’acqua: in quest’ultimo caso va coltivata in cesti di 25-30 cm di diametro, contenenti substrato grasso e pesante; i vasi dovranno essere sommersi per tutto la loro profondità, facendo coincidere la superficie del terreno con il pelo dell’acqua.

TEMPERATURE

Aethiopica tollera minime invernali fino a -5/-10°C (H4 secondo rating RHS, zone USDA 8-10) ed è quindi rustica in tutta la Penisola, eccezion fatta per le zone prealpine e alpine del settentrione.

Nelle aree soggette a gelate è bene pacciamare il terreno alla fine dell’autunno (spesso nelle zone meno miti tende ad andare in riposo vegetativo privandosi di tutto o parte del fogliame), ad esempio con foglie secche, paglia o letame maturo.

In alternativa, nelle zone più fredde, è possibile estrarre i rizomi dal terreno prima dell’arrivo delle gelate, conservandoli ben mondati e asciutti in una scatola di cartone, in un luogo fresco e al riparo dalla luce.

Se coltivata in casa le temperature domestiche nell’intorno dei 20°C sono ideali, la pianta tenderà a presentarsi come sempreverde.

In generale teniamo presente che sono fastidiosi per la pianta i cambi repentini di temperatura.

ESPOSIZIONE

Durante l’inverno, l’autunno e i primi mesi della primavera è consigliabile dare alla Calla più luce possibile, anche diretta. Nei mesi più caldi è preferibile postarla in una posizione più riparata e fresca. Se coltivata in vaso invece la collocazione migliore è in zone con luce schermata.

In generale è comunque una pianta che ama le posizioni soleggiate e tollera molto bene anche le soluzioni di mezz’ombra.

INNAFFIATURE

Essendo piante semi-palustri, se coltivate in vaso, è bene che i vasi siano sempre mantenuti immersi in qualche centimetro di acqua, magari aiutandosi con sottovasi profondi. In alternativa è comunque bene provvedere a lasciare sempre umido il terreno stando attenti a non far mai asciugare il substrato durante i mesi in cui la pianta è vegetata.

Le bagnature abbondanti vanno via via diminuire dopo la sfioritura le bagnature devono diminuire fino a ridursi a quel tanto che basta per mantenere sempre umido il terreno. Una buona pratica prevede di interrompere le bagnature alla fine dell’estate mandando la pianta a riposo e lasciando il rizoma completamente all’asciutto per almeno due mesi, in modo da innescare un periodo di riposo vegetativo; in questo caso le bagnature riprenderanno a inizio inverno aumentandole di concerto con lo sviluppo della nuova vegetazione.

SUBSTRATO

Per quanto riguarda il terreno non ha gusti difficili, sarà sufficiente un terreno umido e ben drenante con pH acido, alcalino o neutro. Noi come sempre vi consigliamo i nostri fidatissimi One plus, One oppure Florenpot. Salvo il caso in cui decidiate di coltivarla come acquatica (caso in cui useremo un terreno pesante), è bene ricordare che, nonostante ami l’umidità persistente nel terreno, va utilizzato un substrato drenante.

Per chi ama costruire il proprio substrato in autonomia possiamo consigliare una miscela in parti uguali di torba e terra di foglie con aggiunta generosa di sabbia e tritumi di carbone di legna.

CONCIMAZIONE

La concimazione va fatta durante la fase vegetativa e in particolare di fioritura, concimando circa due volte al mese con un concime liquido per piante fiorite diluito nell’acqua di irrigazione. È consigliabile diminuire un pochino le dosi rispetto a quelle consigliate in etichetta e ovviamente dimezzare le dosi mensili se optiamo per la concimazione ogni due settimane.

PROPAGAZIONE

Si propaga per divisione dei rizomi avendo cura di lasciare una o più gemme su ogni porzione di essi. Si può inoltre riprodurre mediante semina dei semi portati nelle bacche delle infruttescenze, tenendo presente che questo secondo metodo è generalmente più lento.

Se si opta per partire con la propria coltivazione dai rizomi nudi, essi vanno piantati all’inizio della primavera (marzo/aprile o comunque dopo il freddo, fino a maggio) ad una profondità di circa 5-10 cm. È consigliabile spaziare i bulbi di circa 40-50cm l’uno dall’altro in quanto le larghe foglie della Calla hanno bisogno di spazio per potersi sviluppare al meglio.

Attenzione al terreno: come già sottolineato deve essere fresco e umido.

Per quanto riguarda la posizione meglio scegliere una zona di piano sole ma che comunque rimanga fresca.

Per il resto eccoti qua una guida su come piantare i bulbi!

POTATURA

Non è prevista una vera e propria potatura ma è consigliabile eliminare le foglie annerite dopo le gelate e in generale tenere mondata la pianta dal secco.

RINVASO

Si può fare al bisogno, normalmente la calla va rinvasata più o meno ogni 2 anni.

PROBLEMATICHE

Può essere oggetto di attacchi da parte di afidi e tripidi, controllabili con un insetticida specifico e in misura minore è vulnerabile a malattie funginee, marciumi batterici e virosi.

Il suo nemico principale è però la chiocciola, ghiotta delle sue foglie. Per controllare queste bestiole vi sono prodotti alternativi ai lumachicidi classici (molto tossici e potenzialmente mortali per animali e persone) come ad esempio la polvere di roccia.

TOSSICITÀ

Sotto la sua bellezza si cela il pericolo, è infatti molto tossica (unicamente in caso di ingestione) sia per gli umani sia per gli animali. La linfa può irritare la pelle e gli occhi, è quindi consigliabile utilizzare dei guanti e/o altri dispositivi di sicurezza quando la si maneggia.

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