Beloperone guttata: la pianta dei gamberetti

Girando lo sguardo tra i bancali della serra è impossibile non soffermarsi sul gruppetto dei Beloperone: i loro rami arcuati e le infiorescenze impreziosite dalle brattee color salmone paiono un branco di gamberetti immersi nel verde.

>>> ACQUISTA LA PIANTA DEL GAMBERETTO <<<

Una pianta molto curiosa e anche poco mainstream. Stupenda sia come pianta da interno che in giardino, merita di essere conosciuta. E poi il suo nome volgare è davvero simpatico. Anche queste piante, quatte quatte, mettono in campo strategie per piegare la natura a loro favore e, perché no, sfruttare un po’ gli animali per i propri fini.

Cerchiamo di scoprire come mai questa pianta ricorda davvero un cespuglio di gamberetti, da dove viene e come la possiamo coltivare in casa o in giardino, per i fortunati tra noi che godono di inverni miti.

ETIMOLOGIA

Spendo due parole sul nome della pianta perché ci introduce alla conoscenza di due precursori del #clangeorgici. Anzitutto: in Italia è il più delle volte conosciuta come Beloperone guttata, nome comunque corretto, ma sinonimo e secondario rispetto a Justicia brandegeeana (altro sinonimo: Drejerella guttata).

Il nome del genere Justicia si deve a Sir James Justice, un appassionato giardiniere scozzese del primo ‘700 (da molti considerato il ‘padre’ del gardening scozzese) che sperperò denari oltre le sue possibilità per esperimenti botanici e ricerche sui substrati, buttando sul lastrico la propria famiglia. Stesso atteggiamento ebbe all’interno della prestigiosa Royal Society, dalla quale ad un certo punto fu espulso proprio per questa sua tendenza. Non andò meglio con la moglie che divorziò da lui.

La specie rende omaggio a Townshend Stith Brandegee, un botanico americano della seconda metà ‘800, molto attivo nel sud ovest degli USA (ma non solo) e in Messico dove studia accuratamente la flora locale diventando un’autorità in materia; lavora in particolar modo sulle specie rinvenute nella California meridionale e insulare. Gossip: la moglie, Mary Katharine Brandegee (nata Layne) è una botanica di professione mentre lui è inizialmente un ingegnere civile che ama collezionare piante.

Beloperone deriva invece dal greco: bélos (freccia) e peròne (fibbia), per via della conformazione del tessuto connettivo tra le antere.

TASSONOMIA

Ci troviamo all’interno della famiglia delle Acanthaceae, comprensiva di circa 220-250 generi, a seconda dell’autore. Tra questi, il genere Acanthus da il nome alla famiglia.

Il genere Justicia conta circa 600 specie di arbusti e piccoli cespugli perenni sempreverdi. E’ diffuso in un ampio range di habitat: dalle regioni tropicali e subtropicali di tutto il globo fino alle zone temperate dell’America settentrionale.

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

Il genere Justicia presenta specie caratterizzate da foglie semplici e disposte in maniera opposta, di forma da ellittica a ovata. Questo gruppo di piante è apprezzato a livello ornamentale per le fioriture: i fiori sono spesso tubulari e slanciati, con lobi ricurvi, portati su infiorescenze ascellari che possono essere a spiga, a panicolo o a cima.

In particolare, J. brandageeana (nota anche come falso luppolo, per via delle bratee poste a scaglie che ricordano il fiore di quest’ultimo) è un piccolo arbusto cespuglioso, di forma rotondeggiante quando opportunamente potato. Le dimensioni della pianta a maturità si attestano sugli 80-90 cm. mentre in larghezza può raggiungere i 60-80 cm. di ingombro. Gli steli sono tipicamente arcuati e ricadenti, le foglie ovate o ellittiche, lunghe dai 2 agli 8 cm., verde chiaro sulla pagina superiore e pubescenti su quella inferiore. Le bellissime infiorescenze a spiga sono arcuate e adorne di bratee (foglie trasformate con funzione vessillare) in tonalità che vanno dal salmone al bronzo (anche in funzione della luce ricevuta dalla pianta). È questo complesso che fa assomigliare il fiore ad un gamberetto. Il fiore propriamente detto è piccolo e bianco, bilabiato, zigomorfo; porta due stami provvisti di antere mentre il gineceo è composto da un pistilo. Il lobo inferiore del fiore è spesso impreziosito da maculature viola o rosse. Nonostante il singolo fiore abbia una vita relativamente breve, le brattee permangono a lungo sulla pianta. Le fioriture sono molto prolungate, quasi continue durante l’anno, se non per brevissimi periodi di riposo vegetativo. La morfologia del fiore ci da un indizio sugli animali coinvolti nell’impollinazione di questa pianta: colibrì e farfalle, con i rispettivi becchi e spiritrombe, sono tra i pochi che riescono a suggere il nettare all’interno di questi fiori stretti e tubolari.

HABITAT

Il Beloperone guttata è una pianta originaria del Messico.

CURA E COLTIVAZIONE

Buona notizia: non è una pianta che ci darà filo da torcere e la sua coltivazione è tutto sommato facile.

TEMPERATURE

Non tollera temperature inferiori ai 7-10°C e può quindi essere coltivata in piena terra solo laddove l’inverno lo consente. Resta invece una perfetta pianta da appartamento che possiamo portare all’esterno per una buona parte dell’anno, ricoverandola poi all’interno all’arrivo dei rigori invernali. Tollera male la vicinanza con le fonti dirette di calore e le correnti di aria fredda.

ESPOSIZIONE

Va posta in pieno sole e ombra parziale. Qualche ora di ombra al giorno non è indispensabile ma è gradita nei mesi più caldi ed evita un po’ di sbiadimento dei colori. Anche l’ombra eccessiva può però far perdere smalto alle tonalita delle brattee.

INNAFFIATURE

Bagnare abbondantemente in primavera ed estate, assicurando un perfetto drenaggio. Il terreno non deve mai risultare zuppo e in questo ci aiuta un ottimo terriccio. In inverno le innaffiature si dirdano ed è sufficiente mantenere un po’ di umidità nel vaso. Gradisce qualche nebulizzazione d’acqua sulle foglie, soprattutto nei momenti più caldi e secchi dell’anno. Se l’abbiamo collocata in esterno possiamo anche pensare di bagnare a pioggia con un doccino.

SUBSTRATO

E’ importante utilizzare un terriccio molto drenante, leggero e ben strutturato. Consigliamo ONE e ONE Plus.

CONCIMAZIONE

In casa possiamo usare un concime per piante da fiore liquido o granulare come questo. In esterno (ma anche in appartamento) mi trovo molto bene con un granulare a lenta cessione che somministro su tre scadenze in marzo, giugno e settembre.

PROPAGAZIONE

Possiamo raccogliere i semi alla maturazione del frutto e seminarli in primavera, possibilmente con temperature stabili sopra i 16°C.

In alternativa è possibile propagare il Beloperone per talea erbacea, in tarda primavera, oppure per talea semilegnosa in estate. In entrambi i casi è buona cosa prevedere un riscaldamento basale per favorire la radicazione e l’utilizzo di un ormone radicante.

POTATURA

In primavera è consigliato spuntare i rametti ridando simmetria alla pianta. Come risultato avremo anche un maggiore accestimento e un rinvigorimento del cespuglio.

REINVASO

Si può fare durante tutto l’anno ma un periodo particolarmente propizio è l’inizio della stagione vegetativa: ad inizio primavera diamo una controllata allo stato delle radici ed eventualmente provvediamo ad un cambio di vaso, usando un substrato come indicato sopra.

PROBLEMATICHE COMUNI

Anche se non frequentemente, i parassiti che possono attaccare Beloperone sono gli afidi (pidocchi delle piante) e il ragnetto rosso (acari). C’è un ottimo prodotto per controllarli entrambi e lo potete trovare qui.

Altre problematiche di tipo non parassitario possono essere:

  • Pianta deperita e poco sviluppata: spesso sintomo di bagnature eccessive o mancanza di concimazioni; è opportuno calibrare meglio le irrigazioni e iniziare concimazioni regolari.
  • Foglie poco toniche e colori poco vivaci: la causa può essere una carenza di nutrienti, annaffiature troppo abbondanti o scarsa illuminazione. Attenzione perché, come accennato in precedenza, anche l’eccessivo irraggiamento, nei mesi estivi e nelle ore centrali della giornata, può indurre sbiadimento nelle brattee.
  • Perdita consistente delle foglie: il problema è riconducibile a siccità o all’esposizione a correnti fredde.
  • Brattee poco vivaci, gialle: spesso sintomo di poca luce.

 

Care amiche e cari amici del #clangeorgici spero di avervi fatto conoscere una nuova pianta e mi auguro che possa intrigarvi come successo con me. La trovate a questo link e per ogni dubbio scrivetemi pure nei commenti. Sarò ugualmente felice di leggere le vostre esperienze con Beloperone nel caso sia già tra gli esemplari della vostra jungla!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *