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Piante da Interno

Il Ficus benjamina è una pianta d’appartamento piuttosto classica, di quelle che almeno una volta nella vita tutti hanno visto ed è arrivato il momento di scoprire come curarlo.

È infatti molto diffusa, in realtà lo era di più una volta, ma adesso sta tornando in auge, grazie al suo aspetto che se pur classico riesce ad ottenere altezza e volumi densi di foglie che raramente si possono ammirare con una pianta da interno. Oltre alle specie verdi semplici, ci sono anche magnifiche cultivar a foglie variegate.

Bisogna però dire che se ne vedono di belle spennate in giro, non sempre siamo in grado di mantenerle in perfetta forma ma basteranno queste semplici 9 regole perché il nostro Ficus benjamina cresca rigoglioso!

Ficus benjamina e Ficus elastica

La cura per questa pianta è molto simile alla cura del Ficus elastica (del quale abbiamo parlato in questo articolo) ma qui abbiamo una presenza più importante: un’essenza elegante, a chioma densa, con rami un po’ arcuati che giustificano il nome comune inglese del beniamino, cioè “weeping fig“, “ficus piangente” e che si sviluppa come un vero e proprio alberello domestico.

Forse anche perché in natura di fatto un albero che arriva a 30 metri. Sono bellissimi esemplari anche all’aperto e vengono spesso potati in siepi o in un piccolo arbusto.

Albero di Ficus benjamin in natura
Albero di Ficus benjamin in natura

1. Temperatura e umidità del Ficus benjamina

Il primo consiglio riguarda la temperatura e l’umidità adatti per poter coltivare il Ficus benjamina.

Come sempre individuare l’habitat nativo di una pianta aiuta a capire le cure che è necessario fornirle e il Ficus benjamina arriva dalle zone dell’Indocina e dell’arcipelago malese, quindi da un ambiente tropicale.

Il range ideale è quello tipicamente domestico, 15-28°C nel quale si osserva la crescita maggiore. Tollera sicuramente anche temperature più alte ma la buona notizia è che è possibile scendere fino a 5°C.

5°C non sono però decisamente la temperatura ideale per questo Ficus, è infatti totalmente sconsigliato arrivarci con un brusco passaggio. Il Ficus benjamina, durante i mesi caldi, prospera all’esterno e può rimanervi piuttosto a lungo, tornando in casa molto tardi, ma prestando sempre un’occhio alle temperature e all’escursione termica. Harden off e harden on sono processi delicati, meglio sapere come eseguirli al meglio 😉

Per quanto riguarda l’umidità la apprezza quando è presente in abbondanza, ma tollera anche i livelli medi di umidità interna.

Perché le foglie del Ficus benjamin ingialliscono e cadono?

Andiamo subito al concreto perché il problema più ricorrente con lui è la perdita delle foglie, spesso copiosa e istantanea: il Ficus benjamina è piuttosto sensibile ai bruschi cambiamenti di temperatura e umidità, e anche agli spostamenti fisici. Risponderà a questi eventi lasciando cadere le foglie.

2. Dove posizionare il Ficus benjamin in casa?

L’altro fattore fondamentale è la luce. Come si può immaginare la Malesia assomiglia davvero poco alla bassa bresciana e quando le ore di luce e l’intensità della stessa diminuiscono a fine autunno, ecco che va in scena il dramma delle foglie che cadono.

È affascinante pensare che il Ficus benjamina è un sempreverde, ma questo vale alle latitudini tropicali, dove vive una primavera/estate costante. Ecco quindi che è del tutto naturale vederla diventare parzialmente caducifoglia in risposta al nostro inverno.

Quindi più luce si riesce a darle e meno foglie perderà. Solitamente sono le foglie meno esposte (in basso, contro la parete, nella parte non esposta della chioma) a cadere maggiormente.

Non vi è la possibilità di esporle davanti ad una bella finestra a sud? Non fa niente, solo si potrebbe notare una crescita meno spiccata e una caduta delle foglie più copiosa in autunno. Niente di irrecuperabile.

Uno dei malintesi più comuni nella cura di questa pianta è che abbia bisogno solo di “luce indiretta” e che non possa prendere il sole diretto. In realtà in natura sta sotto il sole quindi sicuramente la luce diretta non è pericolosa nemmeno indoor.

All’aperto o si abitua il benjamin un po’ alla volta, oppure si scelgono posizioni dove resta schermata almeno nelle ore più intense dell’estate. L’ideale fuori è sempre l’ombra luminosa del portico.

3. Che terriccio usare per Ficus benjamin

È essenziale parlare del terriccio prima di passare alla bagnatura, perché quest’ultima non può funzionare se il terriccio è in partenza quello sbagliato. In generale dalla scelta corretta del substrato parte tutta la salute delle piante e la semplicità nel curarle.

Come sempre, per una coltivazione in contenitore, vaso in questo caso, è assolutamente indispensabile avere un mix drenante.

Consigliamo di prendere un sacchetto di One Plus per vedere come deve essere fatto un substrato di alta qualità: leggero, arioso, profumato, con pomice o altri inerti in miscela.

4. Quando si può travasare il Ficus Benjamin

Il rinvaso del Ficus benjamin va fatto dopo averne verificata l’effettiva esigenza, all’inizio della stagione della stagione di crescita della pianta (solitamente aprile), si passa di vaso in vaso aumentando il diametro di circa 6-10 cm.

Se in estate la pianta è stata tenuta fuori e ha lavorato a pieno regime, verso settembre, finito il caldo, può essere una buona pratica svasarla e valutare se fare un secondo rinvaso (non è obbligatorio).

Una volta che il Ficus benjamina si sarà stabilito nel vaso definitivo dal quale si deciderà di non spostarlo più, a primavera e a fine estate non potendo cambiare la terra, sarà necessario ripristinare la fertilità della terra:

  1. togliere lo strato superficiale del terreno, 10-20 cm o fin dove è possibile asportarla senza rovinare le radici;
  2. stendere un paio di manciate di leonardite (in particolare consigliamo Biotron s);
  3. eseguire il topping con del terriccio fresco;
  4. bagnare.

5. Quante volte si innaffia il Ficus Benjamin?

Per capire come bagnare il Ficus benjamin, partiamo sconsigliando due cose:

  1. schedulare le bagnature: le piante consumano acqua in maniera diversa in base a tantissimi fattori e quindi il tempo di asciugatura del terreno non è una costante;
  2. utilizzare i misuratori di umidità del terreno: perché funzionano male.

In estate: il terriccio può restare sempre un po’ umido, in particolare all’esterno si può dare una rinfrescata rapida alla terra anche ogni giorno nelle settimane di caldo intenso.

Con l’abbassarsi progressivo delle temperature è consigliato bagnare meno e aspettare che i primi centimetri di terreno si asciughino(es: in un vaso 18 si intendono i primi 5 cm, in un vaso del 30 i primi 10). Per controllare l’umidità nel terreno è sufficiente controllare con il dito o uno stecchetto.

ATTENZIONE: rispetto ad altre piante dove va bene far asciugare completamente la terra tra una bagnatura e l’altra, con il Ficus benjamin è da evitare o le foglie inizieranno ad ingiallire.

Lo stesso fenomeno si potrebbe verificare quando all’opposto il terreno è di cattiva qualità e non asciuga rapidamente.

Di conseguenza le foglie gialle possono essere causate sia dalla terra troppo asciutta o troppo fradicia.

Mano con foglie gialle ormai cadute del Ficus benjamin
Foglie gialle ormai cadute del Ficus benjamin

Eliminare sempre l’acqua in eccesso accumulata.

Piccolo tip: non usare l’acqua dell’addolcitore perché questi congegni utilizzano dei sali di sodio che non sono graditi alle piante.

6. Che concime usare per il Ficus benjamin

Flacone di concime per piante verdi di Cifo
Concime per piante verdi di Cifo

Finché la pianta è in vegetazione, normalmente dalla primavera all’autunno, si concima con un prodotto ideale per piante verdi.

Se si preferisce non dover ricordare di concimare il Ficus benjamin consigliamo invece di usare un granulare a lenta cessione per piante verdi a marzo, giugno e settembre.

Per promuovere la crescita di nuovo fogliame invece l’ideale è abbinare alle concimazioni anche un biostimolante come Bio oro, da usare nell’acqua di bagnatura anche in concomitanza con il concime oppure per via fogliare.

Flacone del biostimolante Bio Oro appoggiato su un tavolo.
Biostimolante Bio Oro

8. Quali sono i parassiti del Ficus benjamin

I problemi più ricorrenti del Ficus benjamin sono:

Macchie sulle foglie del Ficus benjamina

Le macchie gialle o brune spesso sono legate a malattie fungine e batteriche. Si sconsiglia di vaporizzare le foglie, soprattutto nelle stagioni fredde. In estate all’esterno è possibile invece lavare la chioma durante le ore calde in concomitanza delle bagnature.

Quando il Ficus benjamin ha le foglie gialle?

Se le foglie ingialliscono e poi cadono abbiamo già visto che può essere un problema legato alla mancanza o all’eccesso di bagnature.

Come combattere la cocciniglia del ficus benjamin?

Infestazione di cocciniglia su una pianta
Infestazione di cocciniglia

La cocciniglia si può contrastare con prodotti naturali ma consiglio di ispezionare spesso la pianta per cogliere sul nascere un’eventuale infezione.

In presenza del parassita è meglio eseguire una prima pulizia manuale della pianta e successivamente un trattamento con una combinazione di prodotti naturali miscelati in un litro d’acqua:

Questa combo è un ottimo rimedio naturale contro gli attacchi degli insetti fitomizi quali afidi, cocciniglie, tripidi, mosca bianca, ecc.

Per i nostalgici della chimica o in casi disperati è ancora a disposizione un ottimo insetticida sistemico, il Sanium, da distribuire sulla chioma o da inserire nel terreno se si preferisce la formulazione in pastiglie.

Sempre contro la cocciniglia c’è un nemico naturale, anche questo spendibile su afidi e acari, che si  chiama Mebotrix: è un fungo che parassitizza l’insetto e lo riduce ad un ammasso di muffetta.

Come allontanare la mosca bianca dal Ficus benjamina?

La mosca bianca è un altro parassita che ultimamente abbiamo notato apparire più spesso introno al Ficus benjamina, ma, ottime notizie: per combatterlo rimane valida la miscela che vi abbiamo indicato nel paragrafo precedente contro la cocciniglia.

Problematiche secondarie del Ficus benjamin

Antracnosi

L’antracnosi è una patologia provocata dal fungo Glomerella. Il sintomo principale è la comparsa di macchie gialle oleose sulle foglie, le quali progressivamente inizieranno a deteriorarsi a causa della diffusione del fungo.

L’antracnosi trova origine dall’accumulo di acqua sulle foglie, solitamente causato da un eccesso di irrigazione. Per prevenire l’insorgere dell’antracnosi, è importante bagnare direttamente il terreno, evitando di nebulizzare le foglie se già umide. Nel caso in cui il fungo si sia già sviluppato, è consigliabile applicare un fungicida sulla pianta fino alla sua completa eliminazione, rimuovendo inoltre le foglie colpite.

Maculatura fogliare batterica

Quando è in corso la maculatura batterica il Ficus benjamin inizierà a manifestare piccole macchie gialle e nere sulle foglie.

Progressivamente, la foglia assumerà una colorazione marrone e, alla fine, si staccherà dalla pianta. Anche in questo caso è importante bagnare direttamente sul terreno, poiché un eccesso di umidità favorisce lo sviluppo della malattia. Assicurarsi inoltre di rimuovere prontamente tutte le foglie infette per prevenirne la diffusione.

Deperimento dei rami

Il deterioramento dei rami nei Ficus rappresenta una problematica frequente derivante da un’eccessiva presenza di umidità nel terreno. Le foglie, inizialmente, perderanno vitalità, assumeranno una tonalità più scura e infine si avvizziranno e moriranno. In un secondo momento, i rami inizieranno a deperire, virando al nero.

Per impedire la perdita dei rami nelle piante di Ficus, è essenziale garantire un adeguato drenaggio del terreno e evitare un accumulo eccessivo di acqua. Intervieni con la potatura dei rami non appena si manifestano i primi segni di appassimento.

Lesione da freddo

Causate da temperature fredde improvvisamente inferiori a 10°C, le lesioni da freddo nei Ficus sono il risultato di shock alle foglie. Le foglie più vecchie mostrano macchie marroni, mentre quelle più giovani assumono un colore sui toni del marrone.

L’unico modo per prevenire lesioni da freddo sul Ficus è controllare l’ambiente dove si trova la pianta, prestando attenzione a tenerla lontana da condizionatori d’aria, correnti d’aria fredda o spazi soggetti a improvvisi sbalzi di temperatura.

Nematode fogliare

I nematodi fogliari sono parassiti molto piccoli che si infiltrano nelle foglie del Ficus, sottraendo loro i nutrienti. I nematodi creano un motivo “a patchwork” sulle foglie, caratterizzato da macchie nere, bianche e gialle che si estendono fino alla morte della foglia.

Purtroppo porre rimedio ad un’infestazione di nematodi non è semplice: durante gli stadi iniziali si può procedere con la rimozione tempestiva delle foglie infette, ma nel caso in cui la tua pianta sia fortemente colpita, è necessario separarla dalle altre ed eliminarla.

9. Come fare una talea con il Ficus?

Il modo più semplice per creare nuove piante di Ficus è mediante talea, da fare dalla tarda primavera a tutta l’estate. Il procedimento è molto semplice:

  1. si tagliano le cime a circa 15 cm;
  2. si defogliano nella parte inferiore fino a che non restano 5-6 foglie circa;
  3. si pone il rametto in un vasetto d’acqua;
  4. si posiziona il vasetto in un luogo luminoso, tipicamente davanti al vetro di una finestra;
  5. l’acqua va cambiata spesso per evitare l’insorgere di marciumi, ogni 2 giorni almeno;
  6. dopo un paio di settimane iniziano a spuntare delle piccole protuberanze bianche che ricordano poco una radice;
  7. le vedrete allungarsi e quando saranno lunghe un paio di centimetri al massimo saranno pronte per essere invasate;
  8. utilizzare un terriccio adatto come sopra consigliato, se poi si utilizza un prodotto come One plus che è micorizzato, si potrà vedere esplodere l’apparato radicale.
Linfa bianca molto irritante del Ficus Benjamin mostrata da Sebastiano
Linfa bianca molto irritante del Ficus Benjamin

I Ficus sono noti per rilasciare in abbondanza la loro linfa bianca sui tagli, è irritante per cui è necessario fare attenzione, o meglio ancora, usare dei guanti. F. benjamina è una pianta allergenica ed è classificata come la terza causa più comune di allergie in ambienti interni dopo la polvere e gli animali domestici.

Talea di Ficus benjamin tenuta in mano da Sebastiano
Talea di Ficus benjamin

La talea è il metodo di propagazione più semplice, ma ecco il video della margotta aerea per scoprire il metodo più divertente 😉

L’impollinazione del Ficus benjamin

Il Ficus benjamina è una pianta monoica con fiori unisessuali. Le sue infiorescenze si presentano da sferiche a ovoidali, caratterizzate da un vivace colore verde e con un diametro di 1,5 cm. All’interno delle infiorescenze si distinguono tre categorie di fiori: maschili, femminili fertili e femminili sterili. I fiori maschili, disposti in modo sparso e sostenuti da peduncoli, presentano sepali liberi e uno stame. Numerosi fiori femminili fertili sono invece sessili, con tre o quattro sepali e un ovaio a forma di uovo. Lo stilo, più o meno posizionato lateralmente, si conclude con una cicatrice ampia.

(Fonte: Wikipedia)

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