Ciliegio da fiore, la favola orientale

Il termine “ciliegio ornamentale” o “ciliegio da fiore” indica in maniera imprecisa un gruppo di specie appartenenti al genere Prunus, riconducibili a ciliegi coltivati a scopo ornamentale, soprattutto per le vistose fioriture, poco o per niente apprezzati per la qualità del frutto (diversamente dai ciliegi a cui siamo soliti associare il buonissimo e omonimo frutto). Fanno eccezione gli uccelli, come pettirossi e cardellini, che li trovano di loro gusto.

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TASSONOMIA

Il genere Prunus

Il genere Prunus appartiene alla famiglia delle Rosaceae e conta circa 430 specie di alberi e arbusti; sono principalmente a foglia decidua, più raramente sempreverdi, come nel caso di alcuni Prunus utilizzati spesso in ambito ornamentale come essenza da siepe sempreverde, si veda ad esempio P. laurocerasus (o Lauroceraso) e P. lusitanica.

È un genere davvero molto vasto, con specie molto comuni nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale del globo, nelle aree dell’America del sud, fino alle Ande, e nelle zone montuose dell’Asia sudorientale. In natura questo genere è ritrovabile spontaneo ai margini delle aree boschive ma data la sua ampiezza non è insolito ritrovarne anche in habitat molto diversi come regioni costiere e sabbiose o aree rocciose.

La classificazione tassonomica di un genere tanto ampio è piuttosto ostica. Nel ‘700 Linneo usò 4 diversi generi per raggruppare i Prunus (Amygdalus, Cerasus, Prunus, e Padus) e ancora oggi alcuni di questi termini sono riportati come sinonimi del genere Prunus. La grande similitudine morfologica che spesso accomunava queste piante spinse però i tassonomisti botanici a ricondurle tutte in un unico genere, così come oggi lo conosciamo, mantenendo i termini linneiani (e di altri botanici) per definire sottogeneri e sezioni del genere Prunus. Infine, una classificazione più contemporanea basata sulla filogenetica ha permesso di studiare il genere sulla base dei cloroplasti e delle sequenze nucleari, dividendo i Prunus in tre sottogeneri: Padus, Cerasus e Prunus (quest’ultimo a sua volta suddiviso in sette sezioni).

Vale la pena ricordare che il genere Prunus annovera, oltre alle già citate specie dal valore ornamentale, anche una serie di piante da frutto, ben note nell’alimentazione umana, tra le quali:

  • il Pesco (Prunus persica)
  • l’Albicocco (Prunus armeniaca)
  • il Mandorlo (Prunus dulcis)
  • il Susino o Prugno europeo (Prunus domestica)
  • il Mirabolano o Amolo (Prunus cerasifera) che, oltre ad essere un rinomato portainnesto, è apprezzato per il frutto ed è anche utilizzato a scopo ornamentale nelle sue varietà P. ‘Pissardii’ e P. ‘Pissardii Nigra’

C’è poi ovviamente tutto il gruppo dei classici ciliegi dolci (P. avium) e dei ciliegi aspri (P. cerasus). Tra i ciliegi aspri possiamo ricordare l’Amareno (Prunus cerasus var. amarena), il Visciolo (Prunus cerasus var. austera) e il Marasco (Prunus cerasus var. marasca).

 

Ora che ne abbiamo inquadrato il genere, concentriamoci sui ciliegi da fiore indagandone le caratteristiche e le nozioni per la loro corretta cura. Al termine del post abbiamo lasciato qualche interessante informazione sulla tradizione dell’Hanami (la nota ricorrenza giapponese che celebra le magnifiche fioriture dei ciliegi) e sulle leggende che hanno portato questa pianta nel mito.

 

DESCRIZIONE MORFOLOGICA DEI CILIEGI DA FIORE

Portamento

I ciliegi da fiore hanno generalmente forme arboree o arbustive e sono essenzialmente caducifoglie. Hanno una crescita piuttosto lenta che può arrivare mediamente a 8-10 metri di altezza.

Foglie

Sono alterne, con lamine molto diverse tra le specie ma generalmente tutte a margine dentato. Molte specie hanno foglie che in autunno assumono colorazioni vivaci, dando vita a cespugli molto ornamentali.

Fiore

È di colore bianco, rosa o rosso, a forma di coppa o piattino, di 5 petali disposti su corolla semplice, doppia o semidoppia, a seconda delle specie e delle varità. Le fioriture sono in genere primaverili ma non mancano esempi di fioriture autunnali come in P. x subhirtella ‘Autumnalis’ e ‘Autumnalis Rosea’.

Frutto

È una drupa, carnosa, globosa e ovoidale. Nelle maggior parte delle varietà da fiore il frutto è troppo aspro per il consumo umano.

 

CURA E COLTIVAZIONE DEI CILIEGI DA FIORE

I ciliegi da fiore, nonostante l’aspetto delicato, sono piante rustiche e facili da coltivare in esterno, preferibilmente in piena terra (aiuola) o in vasi molto capienti.

Temperature

Questa mite pianta è pronta a difendersi bene anche contro il freddo, infatti è in grado di resistere fino a -20°C (H6-H3 secondo rating RHS). Attenzione però alle gelate tardive che potrebbero danneggiarne i fiori.

Esposizione

Amano i luoghi soleggiati ma possono sopportare anche condizioni di parziale ombra. Scegliere un luogo riparato non è indispensabile ma, quando possibile, aiuterà a proteggere i fiori dai venti primaverili e dalle gelate tardive.

Innaffiature

Non sono piante complicate dal punto di vista dell’acqua, ma è consigliabile annaffiarle durante i periodi di siccità estiva prolungata e nelle fasi giovanili o di immediato post impianto.

Substrato

Predilige terreni fertili e piuttosto umidi ma il terreno deve garantire un buon drenaggio! Si adattano bene a un pH acido, alcalino o neutro.

Concimazione

Si può procedere distribuendo un concime granulare a lenta cessione dalla primavera all’autunno, in marzo, giugno e settembre. In alternativa si può usare un concime minerale tradizionale ogni 30-60 gg. I granuli di concime vanno distribuiti sotto la proiezione della chioma, sulla superficie del terreno che andrà poi innaffiato per avviare il discioglimento dei granuli. Alla fine dell’autunno si può procedere con una concimazione organica.

Propagazione

La propagazione è possibile da seme, talea e innesto.

Potatura

La potatura non è un’operazione obbligatoria, tuttavia è possibile, dopo la fioritura, procedere col taglio di alcuni rami per mantenere la forma dell’albero ordinata e compatta.

Parassiti e malattie

I ciliegi ornamentali possono essere oggetto di attacchi da parte di afidi e bruchi. Purtroppo ci sono anche svariate malattie che sono solite colpirlo, fra le quali il cancro batterico.

 

I CILIEGI DA FIORE ‘GIAPPONESI’

Tra i ciliegi da fiore più rinomati troviamo i cosiddetti ciliegi da fiore giapponesi. Si sa, quando si pensa al Giappone non si può fare a meno di immaginare distese e distese di ciliegi in fiore. Infatti questa pianta è proprio uno dei simboli più diffusi in oriente ma, in particolar modo, nell’affascinante paese del Sol Levante. In Giappone i ciliegi vengono chiamati Sakura e sono proprio un motivo estremamente ricorrente: basti sapere che se deciderete di intraprendere un viaggio che vi porterà lì, sul vostro passaporto figurerà un bellissimo timbrino raffigurante un’immagine stilizzata proprio di un fiore di Sakura.

I ciliegi da fiore giapponesi sono riconducibili alle varietà della specie P. serrulata, diffusi in Cina, Corea e Giappone. In realtà è più che altro una denominazione occidentale, in quanto i Sakura più diffusi in Giappone sono i Prunus x yedoensis. Anche in questo caso è meglio rimandare la trattazione tassonomica dell’argomento che all’oggi è ancora poco unanime tra i tassonomisti.

È comunque indubbia la loro valenza ornamentale, espressa da pregiate varietà quali:

e naturalmente dal già citato P. x yedoensis.

I P. serrulata sono generalmente piante a portamento arboreo o arbustivo, decidue e di medie dimensioni (8-12 m di altezza); i fiori si tingono di tonalità che vanno dal bianco al rosa porporino, disposti su racemi in gruppi da due a cinque; la drupa è invece scura. A completare il quadro vi è la corteccia marrone.

La specie P. x yedoensis è invece un ibrido fra il Prunus speciosa (Oshima zakura) e il Prunus penula f. ascendens (Edo higan). È uno dei ciliegi più popolari ed è oggi diffuso in molte aree temperate del mondo. È un albero deciduo che arriva molto raramente ai 15 metri di altezza, fermandosi solitamente fra i 5 e i 12m; i fiori sono profumati e misurano dai 3 ai 3, 5cm di diametro.

ALTRI CILIEGI DA FIORE

Oltre ai sopraccitati ciliegi da fiore giapponesi, nel nostro vivaio sbocciano ogni primavera molte altre varietà che potrete scoprire qui!

 

I CILIEGI DA FIORE NELLA TRADIZIONE GIAPPONESE

Il festival dell’Hanami

L’Hanami, un festival che viene organizzato ogni anno in Giappone in onore del ciliegio.

Il sakura è il simbolo indiscusso del Giappone, grazie alla sua delicatezza e all’effimerità della sua vita prendono per il popolo nipponico un bivalente significato legato alla fragilità e al concetto di rinascita che insieme rappresentano la bellezza dell’esistenza.

È anche un simbolo benaugurale, tanto che non solo una ricca fioritura è simbolo di un buon raccolto di riso, ma anche di buona sorte per gli studenti che nel mese della fioritura cominciano l’anno scolastico mentre i neodiplomati e i neolaureandi vengono inseriti nel mondo del lavoro.

Accanto ad una grande bellezza però si associa, come abbiamo accennato, l’effimerità di questo fiore, tanto che la sua immagine viene legata a quella degli antichi samurai i quali sono pronti a sacrificare la loro vita per gli ideali che difendono. Allo stesso modo il fiore di sakura si stacca dal ramo quando ancora si presenta in forze, a simbolo di una morte idealmente pure e distaccata dal terreno.

L’Hanami rappresenta proprio l’usanza di osservare questi fiori.

Le radici di questa tradizione affondano in più di un millennio di storia, ma ancora oggi sono soldi e consolidate nella cultura nipponica, tanto che i giapponesi sono disposti a fare interi viaggi per poter godere del migliore spettacolo possibile.

In queste giornate i giapponesi sono soliti fare grandi picnic proprio all’ombra dei sakura, hanno perfino dei cibi dedicati a questa festività, come l’hanami-dango o il sakura-mochi.

Esiste anche una variante del festival, chiamata Yozakura riservata all’ammirazione dei ciliegi, sapientemente illuminati, durante la notte.

Generalmente i ciliegi più comuni durante questa festività sono i Prunus x yedonensis, conosciuti anche come yoshino.

La leggenda

La leggenda nasce a Yoshino, famosa per le sue colline che in primavera virano al rosa pallido per via dei tanti ciliegi in boccio. Proprio da qua si dice abbiano origine i ciliegi giapponesi, i quali furono piantati nel VII secolo d.C. dal sacerdote En-no-Ozuno, il quale per di più si narrava avesse protetto i suoi alberi con una maledizione che avrebbe colpito chiunque avesse tentato di abbatterli. Nonostante questa sia solo una leggenda gli alberi di Yoshino, gli Yamazakura, sono alla base di molteplici ibridi ottenuti in seguito ed entrati fra le varianti giapponesi di prim’ordine.

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