Mangave: una pianta nata per caso

No, non è un titolo clickbait amici del #clangeorgici. Questa pianta è davvero nata per caso.

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Sappiamo quanto tempo richieda la fioritura di un’Agave (ne abbiamo parlato qui) e lo stesso tempo è richiesto ad un’altra succulenta, la Manfreda. Mettiamo ora il caso che da qualche parte, nel deserto del Messico settentrionale, ci sia una pianta di Manfreda cresciuta proprio nelle vicinanze di alcune Agave mitis. E mettiamoci pure il caso che ad un certo punto fioriscano entrambe e che un po’ di polline di una finisca sul fiore dell’altra. Poi serve che un vivaista texano, passando di li dopo un po’ di tempo, raccolga i semi di quella Manfreda. A questo punto, fatalità vuole che due di questi semi diano origine a delle piante un po’ strane. Il vivaista inizialmente non si spiega perché le pianticelle di Manfreda abbiano dei tratti che ricordano l’Agave.

Ci metterà poco a scoprire, insieme ad alcuni colleghi, che la natura ha creato spontaneamente un ibrido, cioè un incrocio tra Manfreda e Agave. Battezzano Mangave il prodotto di questo incrocio e danno il via ad un’opera di ibridazione che porterà alla creazione di circa 30 cultivar di questa pianta. Padre di questa ricerca è senza dubbio Hans Hansen, che intuì per primo il potenziale di Mangave e che riuscì a propagarla con successo in vitro, spianando la strada alla produzione su larga scala.

ETIMOLOGIA

Il curioso nome della Mangave deriva dall’unione di Manfreda e Agave ed è stato coniato dai tre vivaisti texani che per primi individuarono questo ibrido.

TASSONOMIA

x Mangave è un ibrido intergenico, ovvero il prodotto di una naturale impollinazione incrociata tra due piante appartententi a generi differenti (Agave e Manfreda in questo caso). Per completezza, va evidenziato che il genere Manfreda è stato recentemente incluso nel genere Agave e, di conseguenza, possiamo parlare di un ibrido interspecifico (prodotto dell’incrocio tra specie di uno stesso genere).

In botanica, il simbolo x davanti al genere, sta a segnalare il risultato di un’ibridazione.

DESCRIZIONE

x Mangave è una pianta grassa perenne sempreverde o semi persistente (in caso di basse temperature può defogliarsi parzialmente). I caratteri estetici principali sono ereditati dai genitori: la struttura vigorosa e simmetrica dell’Agave unita a livree variopinte e maculate tipiche di Manfreda. Altro carattere molto apprezzato è l’assenza di pericolose spine rigide, tipiche dell’Agave, che lasciano il posto a quelle più morbide ed innocue di Manfreda.

Ha una crescita veloce e raggiunge altezze medie di 40-60 cm e larghezze pari a 50 cm circa. Alcune varietà possono arrivare ai 120 cm in altezza, allargandosi anche di 180 cm.

Dai genitori eredita inoltre la resistenza alla siccità, alle alte temperature e ad esposizioni molto assolate.

HABITAT

Potremmo dire che provengono dallo stesso posto in cui i genitori si sono incontrati: generalizzando, la zona dell’America centro-meridionale.

Gli ibridi di Mangave si sono diffusi in tutto il globo come piante ornamentali e le caratteristiche di resistenza ad un ampio range di condizioni climatiche ci permette di trovarle nei giardini della California come in quelli londinesi.

CURA E COLTIVAZIONE

Sebbene ricordino in tutto e per tutto le normali piante grasse, le Mangave presentano caratteri specifici e migliorativi che le rendono molto più facili da gestire.

TEMPERATURE

Non ci sono limiti circa la loro resistenza alle temperature estive mentre la temperatura minima tollerata è funzione della specie della pianta madre. In generale arrivano tutte a tollerare -6/-7°C (temperature al di sotto delle quali alcune cultivar possono danneggiarsi). Altre, più rustiche oppure ben acclimatate, possono sopportare fino a -12°C.

ESPOSIZIONE

Sebbene tollerino anche posizioni schermate e meno luminose, la loro posizione ideale è in un bel bagno di sole! Abbondate con la luce naturale diretta e vedrete i colori delle loro foglie divenire brillanti. Se in inverno opterete per luci artificiali o posizioni poco luminose, è probabile che vedrete perdere un po’ di intensità i suoi colori. Basterà riportarle in pieno sole non appena la stagione lo consentirà per ridefinire le maculature e riportare i toni al tipico splendore.

INNAFFIATURE

Come potete immaginare si tratta di piante resistenti alla siccità. Al contrario, umidità persistenti e ristagni possono danneggiare l’apparato radicale.

Circa le bagnature: va detto che non disdegnano delle annaffiature abbondanti (in particolare le piante adulte), soprattutto nelle stagioni calde e a patto di avere terreni leggeri e drenanti. L’acqua funge da acceleratore di crescita per Mangave e se l’esemplare dovesse iniziare a sgomitare con le vicine … beh, provate a darle un po’ meno da bere: vedrete che inizierà a limitare la crescita.

SUBSTRATO

In piena terra, all’esterno, assicuriamoci di avere un terreno drenante; in caso contrario cerchiamo di correggerlo aggiungendo materiale inerte (pomice, lapillo, spaccatello, …) o organico (letame, corteccia, foglie secche, …)  al fine di aumentarne la permeabilità e l’aerazione. Ottimi sono i terreni naturalmente sabbiosi o rocciosi.

In vaso possiamo usare un terriccio per piante grasse o un universale di qualità. Attenzione: amano vasi non eccessivamente ampi, poco più del loro diametro è un buon riferimento.

CONCIMAZIONE

Si può procedere con un concime per piante grasse in formulazioni liquide o granulari.

 

 

4 replies on “Mangave: una pianta nata per caso

  • Enry

    Allora, essendo un ibrido, la mangave non si riproduce, come il mulo? E poiché leggo che viene prodotta su larga scala, suppongo che gli individui nuovi saranno sempre più deboli?

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    • Sebastiano

      Ciao Enry, grazie della domanda, interessante. Nelle piante, meno raramente che negli animali, non tutti gli ibridi sono necessariamente sterili (per citarti un esempio fresco fresco di pubblicazione qui sul blog: il Caryopteris x clandonensis pur essendo un ibrido produce semi in grado di germinare). Nel caso di Mangave non ti saprei rispondere, stante il fatto che queste piante vanno a fiore in tempi decennali non ho trovato in letteratura una risposta a questo argomento.
      Tieni però presente che la riproduzione di questa pianta a livello vivaistico, come quasi sempre accade, viene fatta per via vegetativa e non sessuata (quindi NON da seme). In molti casi si procede con metodi come talea, innesto, propaggine, margotta ecc ma più frequentemente (ed è questo il caso della Mangave) per micropropagazione, quindi in vitro.
      Spero di aver risposto esaustivamente e ti ringrazio.

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  • anna bianco

    lamangave può essere tenuta d’inverno come pianta d’appartemento? eventualmente la vendete on-line e quanto costa?

    Rispondi

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