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Cura delle piante

Il Chlorophytum, conosciuto anche come Falangio o, nei paesi anglofoni “pianta ragno”, è una pianta perfetta anche per i principianti, facile da gestire e divertente da propagare. Ci sono molte informazioni a volte contrastanti per cui vi dico ciò che ho provato sulla mia pelle/dei miei Chlorophytum 😊

Prima di scendere nel dettaglio ecco qua quelli che secondo me sono i motivi migliori che vi porteranno ad amare il Falangio!

  1. facile da curare
    anche i pollici neri potranno cimentarsi nell’impresa;
  2. doppio uso
    ha un portamento standard che poi diviene ricadente con l’età;
  3. facilissimo e divertente da propagare;
  4. si adatta bene all’idroponica;
  5. è pet-friendly, anzi viene spesso mangiucchiato dai gatti pe calmare l’appetito 😉
Piante di Chlorophytum a foglia verde appoggiate su un tavolo
Piante di Chlorophytum a foglia verde

Cura e coltivazione del Chlorophytum

Dove posizionare il Falangio?

Il massimo è averlo davanti ad una bella finestra luminosa, ama avere una buona quantità di luce ma anche le finestre rivolte a nord vanno bene e l’ho visto tollerare anche ambienti poco luminosi. Nelle forme variegate potreste al massimo, durante l’inverno, perdere un po’ di variegature.

Temperature ideali del Nastrino

Può essere tenuto in esterno quasi tutto l’anno. Io, ad esempio, ho fatto un esperimento tenendo il Chlorophytum in una fioriera. È stato benissimo fino alle prime gelate le quali hanno lessato le foglie, quindi direi che fino a 3-5°C può sicuramente stare, ma la cosa davvero importante è assicurarsi di non esporre mai la pianta a transizioni repentine. A questo proposito vi consiglio questo mio video 😉

Pianta di Chlorophytum con le foglie lessate dal gelo. Si trova un grande vaso in legno posto all'esterno
Chlorophytum con le foglie lessate dal gelo

Quanto bagnare il Falangio?

L’acqua è davvero un argomento delicato per il Falangio, in particolare perché:

  • carenze idriche, scarse concimazioni o luce solare diretta intensa provocano l’imbrunimento degli apici fogliari;
  • l’eccesso d’acqua provoca marciumi radicali, soprattutto nei mesi invernali, quando la pianta attraversa un periodo di quiescenza.

In estate il terreno va sempre mantenuto umido. Mentre nelle mezze stagioni l’umidità va diminuita, nel dubbio sul “troppo umido” o “troppo poco”, sempre scegliere il troppo poco! Questo perché prima di morire di sete la pianta darà segni di appassimento, mentre le radici sono molto sensibili al marciume radicale, quindi il rischio in caso di eccesso d’acqua sarebbe altissimo.

In inverno le bagnature vanno fatte solo a terra molto asciutta per immersione o subirrigazione.

Soprattutto nel Chlorophytum comosum “Bonnie”, tenete presente che più il terriccio diventa asciutto, più le foglie saranno arricciate! Questo può anche servire come indicazione su quando annaffiare, ma dovreste comunque sentire il terriccio per esserne sicuri.

Pianta che funziona benissimo nei vasi autoirriganti anche in inverno 😉

Zolla di un Falangio densa di radici carnose
Radici carnose del Chloropythum

Come concimare il Falangio?

Ottimi concimi per questa pianta sono il concime per piante verdi oppure Asso di Fiori, i quali si possono utilizzare anche per la concimazione fogliare.

Inoltre, come sempre, consiglio l’uso di un biostimolante che, anche unito al concime, non fa mai male 😉

Confezione di concime in polvere solubile "Asso di Fiori" di Cifo
Concime in polvere solubile “Asso di Fiori” di Cifo

Come travasare il Falangio?

Piccolo accorgimento necessario per far sviluppare velocemente il Chlorophytum è il rinvaso frequente che può essere fatto anche due volte all’anno: a marzo, ad aprile ed eventualmente anche ad agosto o settembre.

Questo perché le radici carnose del Nastrino sono molto prolifiche e tendono a saturare velocemente il pane di terra.

Oltre ad utilizzare un terriccio drenante con pomice in miscela (One plus è sempre il migliore) possiamo aggiungere all’atto del rinvaso una manciata di leonardite. Questo composto organico totalmente naturale fornirà alla pianta tutti gli elementi che la concimazione minerale non contempla, dandole particolare vigore, bellezza e resistenza.

Confezione di Biotron S, energizzante radicale granulare posta su un tavolo, davanti un mucchietto di prodotto, il quale somiglia al terriccio
Biotron S, energizzante radicale granulare

Parassiti e malattie del Chlorophytum

Il Falangio può essere preso di mira da alcuni parassiti, in particolare dal ragnetto rosso e dalla cocciniglia (della quale ve ne ho parlato per bene in questo articolo).

Gli acari sul Chlorophytum

Soprattutto in condizioni di caldo secco e di scarse bagnature, il Falangio potrebbe essere preda degli acari, noti come “ragnetti rossi”, in particolare questo parassita vive sulle pagine inferiori delle foglie e provoca macchiette giallastre, le quali, col tempo, tendono ad unirsi arrivando, a volte, e scolorire tutta la foglia.

Importantissimo in caso di attacco da parte degli acari è monitorare la situazione del Nastrino con continuità e in caso d’infezione trattare con l’estratto di ortica, che grazie all’acido formico in esso contenuto è in grado di ustionare il nemico. In particolare io vi consiglio questo mix:

Per una copertura prolungata consiglio di utilizzare la terra di diatomee pronto uso, oppure dopo aver bagnato la pianta con una base di Propolis distribuiamo la terra di diatomee in polvere.

Vi è anche la possibilità di scegliere la strada della lotta biologica, utilizzando un inoculo di funghi, in particolare qua il mio consiglio va su Mebotrix, usato anche sulle piante di pomodoro (attenzione alle foglie tenere!).

Come propagare la pianta ragno?

Fiore del Falangio, è piccolo e bianco
Fiore del Chlorophytum

La pianta ragno è talmente semplice che esistono ben 5 modi per propagarla:

  1. I Chlorophytum producono una gran quantità di stoloni e fusti, i quali saranno perfetti per far crescere nuove piantine. Sarà sufficiente tagliare uno dei nuovi fusti dalla pianta madre e metterlo in acqua. Appena le nuove radichette avranno cominciato a crescere sarà arrivato il momento giusto per spostare la nuova pianta di Nastrino in terra.
  2. Il secondo metodo è uguale al primo ma, al posto d mettere le piantine in acqua, le metteremo direttamente nel terreno. In questo caso è essenziale mantenere il terreno sempre umido per agevolare la creazione delle nuove radici.
  3. In questo caso le nuove piantine possono essere lasciate direttamente sulla pianta madre. Basterà mettere l’altro capo nel vaso col terriccio. Il substrato dovrà essere umido, bagnandolo solamente quando sarà asciutto. Essendo che lo stolone sarà ancora collegato alla madre, “il piccolo” non subirà nessuno shock.
    Appena la nuova piantina inizierà a sviluppare nuove foglie, sarà possibile separarla dalla pianta originaria.
  4. Se il Falangio è ormai una pianta matura con diverse altre piante che crescono nel vaso, si può procedere con la classica divisione delle radici.
  5. L’ultima opzione è la propagazione del Flangio da seme. Se viene cresciuta come pianta da interno l’impollinazione potrebbe richiedere l’aiuto umano. Una volta sbocciati i fiori con un pennello molto piccolo o un batuffolo di cotone, raccogliete il polline e toccate la punta del pistillo di un altro fiore. Se l’impollinazione ha avuto successo si formeranno dei baccelli, diversamente il fiore appassirà e cadrà.
    I baccelli hanno un colore verdastro mentre, una volta maturi, diventeranno marroni e si apriranno rivelando molti piccoli semi neri.
    Per aumentare le possibilità di germinazione vi consiglio di piantarli immediatamente.
    Se state provando a seminare delle varietà variegate tenete però in considerazione che, con questo metodo, le nuove piantine potrebbero perdere un po’ di variegatura.
Pianta di Falangio coltivata in idrocultura. La pianta è immersa in un barattolo pieno d'acqua. Ha radici fitte e ben sviluppate
Pianta di Falangio coltivata in idrocultura

Q&A: le domande più ricorrenti sul Flangio

Perché il mio Chlorophytum ha le punte marroni?

Esistono diverse motivazioni dietro questo fenomeno. Potrebbe dipendere da eccessivi livelli di umidità nel terreno, che può essere sia troppo umido che troppo secco, dall’accumulo di sali derivanti dai fertilizzanti nel suolo e dalla scarsa umidità ambientale. Inoltre, sembra che le piante ragno siano sensibili anche alla presenza di fluoro nell’acqua di rubinetto. Per mantenere la pianta in salute, è possibile effettuare delle potature che vadano a rimuovere le punte marroni.

Pianta di Chlorophytum con la punta di una foglia marrone
Imbrunimento degli apici fogliari nel Nastrino

Perché le foglie del mio Falangio non si arricciano più?

Di solito questo succede per un eccesso di cure 😉 per far arricciare di più le foglie del Chlorophytum il terreno va lasciato più asciutto, ma senza esagerare o le foglie inizieranno ad ingiallire!

Il Falangio è tossico per gli animali domestici?

Secondo l’ASPCA (Società americana per la prevenzione della crudeltà verso gli animali), le piante ragno non sono tossiche per i cani e i gatti. Anzi, i gatti sembrano apprezzare particolarmente il Nastrino.

Un gatto si avvicina col muso ad una pianta di Falangio
Gatto alla ricerca di uno snack a base di Falangio 😉

Perché il Falangio ha foglie gialle o marroni?

Ci sono diverse ragioni dietro il fenomeno dell’ingiallimento delle foglie. Spesso, una delle cause principali è un disequilibrio nell’umidità del terreno. Se il terreno si asciuga completamente o rimane troppo bagnato per un periodo prolungato, questo può portare all’ingiallimento delle foglie.

Le caratteristiche del Falangio

Foglie variegate verdi e bianche del Falangio
Foglie variegate del Falangio

Chlorophytum è un genere di piante appartenente alle asparagacee. Questa famiglia include ben 200 specie (circa), originarie dell’Africa subsahariana.

Il Falangio è solitamente caratterizzato da fitti ciuffi di foglie lanceolate, appuntite, di colore verde, spesso con variegature bianche. A primavera avanzata, sviluppano lunghi steli carnosi che pendono, sui quali crescono numerose piantine a forma di rosetta dopo la fioritura.

Le specie più famose sono:

  • Chlorophytum comosum
    molto diffusa nelle forme a foglia variegata o verdi.
  • Chlorophytum laxum
    queste piante hanno dimensioni piuttosto ridotte e hanno uno splendido fogliame verde brillante, adornato con sottili bordature bianche.
  • Chlorophytum orchidastrum “Green Orange”
    questa è una varietà molto particolare che ogni tanto abbiamo la fortuna di avere noi sullo shop (se volete essere avvisati appena tornerà disponibile, lasciate la vostra mail nella pagina prodotto) a fusto arancio.
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