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Cura delle piante

Indipendentemente dal credere o meno che qualcosa possa portare davvero fortuna, ogni scusa è buona per parlare di piante e quindi non perdiamo l’occasione e presentiamo subito 3 piante potenzialmente portatrici di buona sorte e denari!

1. Pilea peperomioides – Pianta delle Monete Cinesi

La Pilea è una pianta meravigliosa, l’ho sempre adorata, in quanto è una pianta versatile e rapida nell’accrescimento, con le giuste cure (ne abbiamo parlato in questo articolo) ma rivediamo quelli che ritengo gli step fondamentali per coltivare le nostre Pilea peperomioides:

  • la sola causa di morte conosciuta per questa pianta è l’eccesso di bagnature. È consigliato bagnarla solo a terra non asciutta ma secca.
  • concimare la Pilea da aprile/maggio fino a settembre/ottobre, una volta al mese. Tutto il resto dell’anno consiglio di unire all’acqua di bagnatura il biostimolante Bio Oro.
  • meglio non bagnare questa pianta durante l’inverno. Io tengo la mia fuori tutto l’anno, sotto il portico in una serra di pvc insieme ad altre piante da interno che sto provando a non ricoverare in casa. Posso assicurare che la Pilea, con la terra asciutta resiste fino a 3-5°C, ovviamente riparata dal vento e dalle correnti d’aria;
  • oltre alle dimensioni della chioma spesso l’obiettivo è anche quello di rendere il più possibile le lamine fogliari piatte, in questo caso la linea generale è: foglia convessa troppa luce, foglia concava poca luce. A parte tutto però è difficile che le foglie si presentino sempre tutte piatte.

2. Pachira acquatica – Money Tree

Altra pianta tra le mie preferite, anche su di lei ho già scritto un bell’articolo da non perdere se la si vuole conoscere meglio.

Ecco qualche informazione veloce se deciderete che sarà lei la vostra socia al 50% nella futura milionaria impresa che aprirete quest’anno 😀

  • Aspetto chiave è la luce: la ritengo una pianta che ama gli ambienti luminosi e la luce diretta è tollerabile se viene lentamente avviata verso questa condizione (cioè sta tutto l’anno davanti alla finestra). In inverno tutta la luce anche diretta che si può dare, la ritengo utile MA …non allarmatevi se in autunno e in inverno la Pachira perderà qualche foglia, è normalissimo e vedrete che a primavera ve le restituirà con gli interessi.
    Anche se si adatta a zone non troppo luminose da il suo massimo con una bella luce diffusa!
  • I nomi delle piante ci dicono molto spesso qualcosa su come coltivarle e, per me, Pachira aquatica è sempre stata una pianta che sta bene con il terriccio un po’ fresco. In inverno invece possiamo farlo asciugare bene prima di irrigare nuovamente.
    In realtà anche nei mesi caldi si è dimostrata molto più tenace alla siccità di quel che credevo, tanto da non risentirne se si arriva al punto di appassimento dando da bere quando le foglie si ammosciano un po’.
  • Anche quando si parla di temperature si dimostra più tenace di quel che sembra, l’importante è non farla gelare, ma anche sotto il range ideale di 10-25°C sopporta molto bene, diciamo che possiamo farla arrivare, passo passo, anche a 5°C.
  • Per la concimazione si possono seguire le stesse direttive date per la Pilea.

La leggenda della Pachira aquatica

La storia legata alla Pachira aquatica ha inizio a Taiwan, dove un anziano contadino molto superstizioso viveva dopo aver dedicato l’intera sua vita al lavoro, senza mai potersi concedere nulla. Un giorno, come al solito, si recò nei campi e notò una piccola pianta insolita vicino alla sua fattoria. Riflettendo tra sé, pensò: “Non ho mai visto una pianta così affascinante prima d’ora… ah, forse Dio ha ascoltato le mie preghiere e mi ha concesso l’opportunità di arricchirmi!”. Con attenzione, portò la pianta a casa e iniziò a esplorare e studiare questa straordinaria e bella pianta.

Il contadino scoprì che la pianta era estremamente resistente e richiedeva poca cura. Si dimostrava forte e tollerante nei confronti di scarsa illuminazione e terreno secco. Bastava annaffiarla una volta al mese o quando il terreno era completamente asciutto. Le sue splendide foglie verdi chiare si dispiegavano sullo stelo, crescendo una dopo l’altra fino a un massimo di cinque foglie. Si racconta che sia incredibilmente fortunato trovarne uno con sette foglie. Alla fine, il contadino coltivò queste piante dai semi e le vendette al mercato. Si esaurirono rapidamente, richieste sempre più frequentemente. Così, denominò la pianta “Good Luck Money Tree” o “Good Fortune Tree“.

La differenza fra Pachira aquatica e Pachira glabra

Spesso la Pachira aquatica viene venduta la Pachira glabra (sono davvero identiche allo stato giovanile, ma alcune differenze si possono notare:

  • Nella corteccia
    P. acquatica ha una corteccia legnosa grigia, mentre quella di P. glabra è più liscia, verdastra/grigia;
  • Nel tronco
    P. acquatica svilupperà solo un tronco gonfio con l’età;
  • Nei fiori (che non vedremo mai)
    P. acquatica presenta petali con la punta rossa e antere rosse, mentre i fiori di P. glabra sono tutti bianchi;
  • Nei semi (che non vedremo mai p.2)
    i semi di P. glabra sono verdi anziché marroni e sono grandi la metà di quelli di P. acquatica

3. Crassula ovata – albero di giada

Un’altra pianta annoverata nei principi del feng shui come portatrice di prosperità e ricchezza è la Crassula ovata.

Una pianta davvero interessante con la quale misurare il proprio pollice verde perché alla portata di tutti.

È una pianta che ama soluzioni luminose, proviene dal Sudafrica, dove sopporta temperature anche molto alte, sui 40°C, e rovesci improvvisi e abbondanti che si alternano a periodi di siccità.

Delle crassulacee ho parlato in uno degli ultimi video dove ho dato indicazioni su come proteggere piante grasse e succulente dal freddo e, se vi ricordate, in genere questa famiglia ha una buona tolleranza anche alle basse temperature: l’albero di giada infatti può sopportare anche brevi escursioni leggermente sotto lo zero (che è comunque meglio prevenire), questo per dire che è una pianta con range di tolleranza davvero estesi.

Anche in termini di acqua è molto resistente, ma per assecondare al meglio la sua crescita trovo funzionale non farle patire troppo la sete durante i mesi di crescita (da aprile fino a settembre) mentre in autunno è bene diradare le bagnature fino ad arrestarle in modo da indurre una fase di riposo in concomitanza con temperature intorno ai 5°C. (è bene infatti non gestirla come pianta d’appartamento ma come pianta da esterno sensibile al gelo).

Trucchetto: per farla ramificare, quando siamo in stagione di crescita, tagliamo un dito sopra la cicatrice fogliare nel punto in cui vogliamo ramificare. Il materiale risultante è facilissimo da far radicare in acqua dopo che avrà formato un tessuto calloso e asciutto (di solito un paio di giorni sono sufficienti).

Anche qualche foglia che vi cade è un ottimo inizio per formare una nuova giovane pianta e basterà farla radicare in acqua o in un terriccio leggero. Le talee radicate in acqua vanno spostate in terriccio quando le radichette sono lunghe un centimetro circa, è molto importante non aspettare troppo!

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