Albizia julibrissin: l’albero dai fiori piumati

 

 

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Ciuffi rosa piumati fluttuano inseguendo il ritmo di una melodia, dettata dal vento. Prendi posto all’ombra di un’Albizia e vivi la leggerezza del momento.

 

ETIMOLOGIA

L’Albizia julibrissin può vantare davvero un’ampia scelta di nomi, fra i più comuni: albero della seta persiano, Acacia di Costantinopoli e Gaggia arborea e siris rosa. Altri nomi invece sono: acacia di Lenkoran o tamarindo bastardo.

Altri nomi ancora, ma più generici e a volte fuorvianti sono: albero della seta cinese, albero della seta o mimosa.

Nomi interessanti invece sono quelli che fanno riferimento ad una particolare caratteristica di questa pianta, cioè quella di chiudere lentamente le foglie durante la notte o nei periodi di pioggia. Qua troviamo dal persiano shabkhosb che significa “dormiente”, il cinese “hehuan”, letteralmente “chiuso felice” che simboleggia una coppia felice a letto. Oppure in Giappone troviamo nemunoki, nemurinoki e nenenoki che significano tutti “albero addormentato”.

 

TASSONOMIA

Fa parte della famiglia della famiglia delle Fabaceae.

Il genere Albizia comprende circa 150 specie di alberi decidui, cespugli e rampicanti, situati spesso in zone con terreni poveri nelle aree tropicali e subtropicali dell’Africa, dell’Asia e dell’Australia.

Sono piante generalmente coltivate per il loro alto valore ornamentale dato dal fogliame e dai fiori a ventaglio, molto particolari e decorativi.

 

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

L’Albizia julibrissin è un albero dalla crescita veloce ma di piccole dimensioni, raggiunge infatti i 5-12m.

La corteccia si contraddistingue per il suo colore grigio chiaro con strisce verticali chiare che si sviluppano man mano che l’albero cresce.

Le foglie, lunghe dai 20 ai 45cm e larghe dai 12 ai 25cm sono bipennate, di un bel verde luminoso. Per di più, come accennavamo prima, queste foglie hanno la particolarità di chiudersi a libro durante la notte, nei casi di pioggia o quando comunque si trovano in condizione di scarsa luminosità.

È una pianta che fa godere della sua fioritura durante tutti i mesi estivi, la parte più spettacolare delle infiorescenze sono gli stami di colore bianco e rosa. Questi fiori per di più sono molto apprezzati da api, farfalle e colibrì.

Alla fine della fioritura si genera anche un frutto, un baccello verde di circa 10-20cm.

 

HABITAT

L’Albizia julibrissin è originaria dell’Iran, Azerbaigian, Cina e Corea.

È però piantata e cresce senza problemi anche in California, Texas e Oklahoma.

 

CURA E COLTIVAZIONE

TEMPERATURE

è molto resistente alle gelate, arriva a sopportare anche temperature di -20°C. Non ama però il vento freddo.

 

ESPOSIZIONE

Ama l’esposizione diretta al sole. Tollera anche condizioni di mezz’ombra ma le fioriture non riusciranno ad esprimersi al meglio.

 

INNAFFIATURA

È resistente alla siccità, ma senz’acqua l’albero comincerà ad avere un aspetto piuttosto malato. Nel caso di una pianta giovane, avrà bisogno di un terreno irrigato con regolarità, in modo da mantenere umido il terreno, mentre per gli esemplari adulti solitamente sono sufficienti le piogge, in caso di periodi siccitosi è opportuno bagnare manualmente.

 

SUBSTRATO

Non ha grandi pretese per il terreno, tollera un’ampia gamma di condizioni, compresi i terreni poveri o alcalini. Con terreni ben drenanti e fertili però si svilupperà molto meglio 😉

 

CONCIME

Dalla primavera fino all’autunno è possibile somministrare un concime granulare una volta al mese, in caso di un pronto effetto. Invece, se si preferisce un concime a lenta cessione basteranno 3 concimazioni: una a marzo, una a giugno e una settembre.

 

POTATURA

Fra gennaio e febbraio è possibile procedere con la potatura che mira a dare la forma desiderata alla pianta, che sia a cono rovesciato, ad alberello o semplicemente oppure a contenerne le dimensioni.

La potatura va fatta in modo piuttosto delicato.

 

PROPAGAZIONE

Si può propagare mediante seme in primavera oppure per talea durante l’estate.

 

PARASSITI E MALATTIE

L’Albizia è vulnerabile al ragnetto rosso e alla cocciniglia.

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