Quiescenza: la fase di riposo delle piante

Come tutti gli esseri viventi, anche le piante necessitano di riposo.
Ecco una serie di consigli per far sì che i tuoi esemplari superino bene il periodo di quiescenza!

Nelle regioni temperate del nostro emisfero boreale siamo abituati ad osservare il succedersi delle stagioni: in autunno le foglie decidue di alberi e arbusti cadono, e le erbacee perenni si riducono ad un getto quasi invisibile. Si tratta degli effetti della quiescenza, il periodo di riposo che coincide con l’abbassarsi delle temperature e con il diminuire delle ore di luce giornaliere.

Con l’eccezione delle annuali e di alcune piante tropicali, tutte le specie necessitano di riposo, e solitamente ciò accade a fioritura conclusa.
Nella coltivazione delle piante da interni, uno degli aspetti più importanti è quello di riuscire ad individuare tale periodo così da fornire ai diversi esemplari le cure più appropriate.
Inoltre a volte succede che durante il riposo la pianta venga scartata, solitamente da un coltivatore inesperto. È importante quindi sapere che in realtà si tratta di un periodo vitale per la pianta: senza questa fase di quiescenza succede infatti che essa si indebolisca e muoia.

 

Come procedere

Anche se qualche esemplare potrebbe eccezionalmente riuscirci, è un errore credere che, con nutrimento, temperatura e illuminazione adeguati, le piante continueranno a crescere rigogliose per tutto l’anno.
Molte infatti per riprendersi dalle fatiche della stagione della crescita hanno bisogno di temperature più basse e minori quantità di acqua: temperature invernali troppo elevate possono indebolire una pianta, facendola crescere desiderosa di luce e vulnerabile ai parassiti.
Cerca di fornire alla pianta una temperatura diurna di circa 5°C superiore a quella minima consigliata.

 

Alcuni esempi

Gli esemplari originari delle zone a clima mite, come le edere e quelle a foglie decidue, necessitano di un periodo in cui vengano loro fornite una minore quantità di acqua e temperature basse, e in cui la concimazione venga sospesa: in pratica è sufficiente assicurarsi che il terriccio non si secchi.

Le cactacee e alcune succulente presentano stagioni di crescita e periodi di riposo distinti: in natura ciò è ben visibile con le piogge delle aree desertiche e con le variazioni di temperatura stagionali.

Per le specie provenienti dalle regioni tropicali e subtropicali la situazione è un poco più complicata: allo stato spontaneo infatti molte crescono senza sosta, ma all’interno di una casa l’illuminazione può ridursi a tal punto da richiedere un periodo di riposo, che se non rispettato, porta alla sofferenza della pianta ed allo scolorimento del fogliame.
La pianta comunque si adatta facilmente a questa “quiescenza artificiale”, che si ottiene riducendo in maniera graduale le bagnature e sospendendo la concimazione.

 

Piante a dieta

Nessuna specie necessita di fertilizzante durante il periodo di riposo, e le irrorazioni devono essere ridotte al minimo, somministrando solo l’acqua necessaria per evitare l’appassimento.
Solo quando l’esemplare mostrerà segni di crescita (ad esempio lo schiudersi dei bottoni florali o la comparsa di nuove foglie) si potrà aumentare gradualmente la quantità di acqua.
La crescita può essere anche stimolata, ad esempio col rinvaso, che comunque di prassi si effettua in primavera.

Ecco di seguito alcuni consigli specifici per piante particolarmente diffuse.

Il ciclamino, ma è anche il caso della calancoe o delle glossinie, fiorisce mentre altre piante riposano e necessita di bagnature saltuarie.
Quando entrano in una fase di quiescenza questi esemplari perdono la vegetazione superiore: dopo la fioritura man mano che le foglie ingialliscono riduci la quantità di acqua somministrata fino a sospenderla del tutto.
Fai svernare in un luogo fresco ma riparato dal gelo e rinvasa in primavera, annaffiando finché non inizia la nuova crescita.

Un cenno meritano anche le orchidee, per le quali in realtà è impossibile indicare una linea di condotta generale, in quanto il periodo di riposo varia da una specie all’altra: per alcune una sola settimana è sufficiente, mentre per altre serve qualche mese.
La maggior parte delle varietà comunque prima di fiorire necessita di riposo, e durante quello invernale il bulbo non deve essere bagnato.
Se ad esempio si tratta di orchidee che in inverno perdono le foglie, mano a mano che in autunno il fogliame ingiallisce va somministrata una minore quantità di acqua: praticamente solo il necessario per non far avvizzire la pianta.

Per completezza, infine ecco la definizione del termine quiescenza:

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Condizione in cui le funzioni fisiologiche si svolgono con un ritmo più lento del normale, al quale si accompagna una cessazione della crescita, e che consente agli organismi di superare condizioni ambientali sfavorevoli.

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I termini “quiescenza” e “riposo” sono sinonimi, anche se il primo viene spesso utilizzato in riferimento a piante con foglie decidue e il secondo per le sempreverdi.

 

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