Il Marimo, l’alga-palla del Giappone!

Adotta subito il tuo Marimo!

Il Marimo viene inviato sgocciolato in un’apposita busta a tenuta stagna che ne preserva l’umidità. Viene poi ulteriormente protetto per scongiurare il rischio di eventuali urti. In questa condizione l’alga palla può conservarsi per diversi giorni ma la spedizione raggiunge qualsiasi località italiana in 24/48h.
In ogni caso la merce è garantita fino alla consegna.

 

Il Marimo non è una semplice pianta. O meglio, botanicamente lo è, ma insomma, con un nome come “Marimo” come si fa a non pensarlo più come un cucciolo?

Poi basta vederlo, tondo e carino, mollemente a spasso nella sua boccia d’acqua e subito non è più “il Marimo” ma solo “Marimo”, neanche si parlasse di un pesce rosso. Eh no! Perché questa tenera alga palla non la troverete con la pancia rivolta verso l’alto dopo poco tempo. Sì, vi capiamo, tutti abbiamo vissuto almeno una volta la tristezza di vedere il nostro amico pesce rosso privo di vita a pelo d’acqua.
Magari la sua boccia è ancora appoggiata su una mensola, vuota e desolata.

Bene, è arrivato il momento di tirarla fuori. Spolveratela e riportatela ai suoi antichi splendori, arriva Marimo! Marimo non esalerà a breve il suo ultimo respiro ed è invece altamente probabile che vi accompagni per tutta la vostra vita e non solo! Accompagnerà anche i vostri figli, nipoti e ancora oltre. Infatti questa simpatica alga palla è estremamente longeva, arrivando a vivere fino a 2 secoli!

Siete andati a vedere una sua foto? Ve ne siete già innamorati? Beh, è normale tranquilli. Anche noi. Li vendiamo ma non vorremmo, vorremmo tenerli qua per creare un super esercito di palline, ma niente, cambiamo rotta e ve li mettiamo a disposizione.

Facciamo adesso un passo indietro, torniamo professionali e andiamo a conoscere il Marimo!

 

L’ALGA PALLA

Il nome botanico del Marimo è “Aegagropila Linnaei” e fa parte della famiglia delle Cladophoraceae.

In sostanza questa pallina è un’alga pluricellulare. In natura riesce a raggiungere e superare i 20-30 cm ed è composta da moltissimi fusti che possono prendere tonalità che virano dal verde scuro al brillante. Non ha radici e si nutre attraverso i fusti, i quali sono in grado di prendere dall’ambiente tutto ciò che gli serve per la sopravvivenza; senza alcuna necessità, da parte dell’uomo, di aiutare la pianta integrando sostanze aggiuntive.

In natura il Marimo cresce spontaneamente in Islanda, dalla Siberia all’Estonia, Australia (dove fu introdotto dall’uomo) e, in particolar modo, nel lago Akan, in Giappone. Si sviluppa sui fondi fangosi dei laghi, arrivando a creare soffici tappeti, oppure può trovarsi su rocce e legni sommersi, ma lo si può incontrare anche mentre rotola placido sui fondali lacustri.

Il Marimo è originario del Giappone, proprio lì ha avuto questo buffo nome che lo descrive alla perfezione. Infatti “mari” significa “pallina” o “biglia” mentre “mo” è un termine generico che identifica le piante d’acqua. Altrove prende il nome di “tōrasanpe”, letteralmente “fantasma del lago” oppure “tōkarippu” cioè  “cosa che rotola nel fango” ma, a parer nostro, quest’ultimo non gli rende per niente giustizia.

Non è molto gradito ai pescatori islandesi che lo chiamano “kùluskìtur”; termine che indica delle sfere che rimangono impigliate nelle reti da pesca. Ma tolta questa fascia di persone, per tutti gli altri il nome torna “Marimo” o, quasi affettuosamente, “alga palla” o ancora “Folletto dell’acqua”. A volte potreste leggere in giro che è “muschio giapponese”, ma questo è scorretto, in quanto è in tutto e per tutto un’alga.

È anche carino sapere che la sua forma tanto particolare è dovuta al movimento dell’acqua che lo fa rotolare per i fondali. In questo modo i fusti crescono radialmente, garantendo un’adeguata ossigenazione e illuminazione a tutta la superficie della sfera. In natura quest’alga fa dà rifugio ad avannotti e gamberetti in fuga dai predatori.

 

PRENDERSI CURA DEL MARIMO

Prendersi cura del Marimo è davvero semplice. Prima vi abbiamo detto che, in natura, alcuni esemplari raggiungono i 200 anni, ma dovete sapere anche un’altra delle sue caratteristiche: crescono solo fino a 5 millimetri all’anno! Questo gli consente di avere ritmi di vita davvero calmi e che non richiedono troppo impegno per chi lo adotta.

In effetti di impegno, il Marimo, ne richiede davvero poco, infatti si tratta di una pianta altamente adattabile. Per farla vivere nel migliore dei modi vi basterà prendere una boccia, un vasetto o qualsiasi contenitore preferiate, riempirla con dell’acqua (quella del rubinetto andrà benissimo) e immergere il Marimo. Il contenitore non è necessario che sia di grandi dimensioni, infondo i Marimo sono generalmente piccoli, basta solo non cercare di sovrappopolare la boccia.

Ogni due settimane, 10 giorni durante i caldi periodi estivi, dev’essere cambiata l’acqua, anche questa operazione non richiede accortezze particolari: estraete il Marimo, svuotate il contenitore e mettete dell’acqua pulita, strizzate leggermente l’alga palla per far uscire l’acqua che ha assorbito e rimettetela nel contenitore.

Ecco fatto! La manutenzione ordinaria del Marimo inizia e finisce con questa semplicissima operazione.

L’unica nota da tenere in considerazione è l’illuminazione. Il Marimo è una pianta acquatica, abituata a girovagare per i fondali dei laghi e quindi non è predisposta a stare in contatto diretto col sole. Per questo motivo si troverà perfettamente all’interno della vostra casa ma a patto che non venga lasciato sotto i raggi solari o in zone particolarmente illuminate che lo faranno diventare marrone.

Se, al contrario, abitate in un appartamento un po’ buio, non c’è problema, magari posizionatelo nei pressi di una lampadina, meglio se ad incandescenza, così che avrà comunque modo di avere la luce necessaria. Per quanto riguarda le temperature non vi sono particolari problemi, il Marimo sopravvive tranquillamente a temperature dell’acqua dai 5 ai 24°.

Abbiamo capito come far sopravvivere il nostro caro Marimo, ma noi ormai ci siamo affezionati a lui e già ci immaginiamo i nostri nipoti, a cui la boccia è andata in eredità, che lo guardano pensando a noi e quindi non vogliamo solo farlo sopravvivere, ma vogliamo che sia anche bello contento.

Allora veniamo subito alle cure più approfondite che possiamo mettere in pratica. Anche qua nulla di complesso, solo si richiede un minimo di attenzione in più. Generalmente quello che possiamo fare è:

  • Agitare leggermente la boccia di tanto in tanto; in modo che il Marimo non si appoggi sempre sullo stesso lato e possa così mantenere la sua forma sferica e uniforme;
  • Se l’alga palla sembra sporca, cambiarle l’acqua e, prima di rimetterla nell’acqua pulita, farla

rotolare delicatamente in altra acqua per eliminare eventuali residui.

 

UN MARIMO NON È ABBASTANZA?

Avete adottato il vostro Marimo ma decidete che uno non è sufficiente. Naturalmente la soluzione più veloce è comprarne un altro. Ma voi niente, desiderate proprio che i due Marimo siano imparentati, quindi decidete di far riprodurre quello già in vostro possesso. Benissimo, vi spieghiamo come fare!

Principalmente vi sono due modi:

  1. Il metodo naturale: come avviene nel suo habitat il Marimo si riprodurrà attraverso piccoli ciuffi che compaiono sulla sua superficie;
  2. Il metodo chirurgico: dovrete, se ne avete il coraggio, tagliare a metà l’alga palla, ridando poi la forma unendo i bordi con del filo di nailon. In questo caso è poi consigliabile lasciarli vicino ad un filtro ad acqua corrente. Non è quindi un metodo particolarmente indicato per i Marimo che stanno a riposo in semplici bocce.

 

L’ALGA PALLA IN ACQUARIO

In acquario il Marimo si adatta senza alcun problema, può essere inserito nella sua classica forma sferica oppure aperto e legato col filo di nailon alle superfici per simulare una crescita a tappeto naturale.

Se nel vostro acquario vi sono gamberetti, avannotti o semplici pesci, saranno particolarmente contenti del nuovo arrivato, perché il Marimo cattura coi suoi fusti il cibo in sospensione, permettendo loro di nutrirsi in totale comodità. Inserire l’alga palla nell’acquario non richiede particolari indicazioni, esattamente come per la boccia basterà immergerla, magari, se proprio volete, potete prima sciacquarla, in modo da eliminare possibili sostanze esterne al vostro acquario.

Unica nota a cui fare attenzione è che si sconsiglia di mettere il Marimo in acquario se al suo interno vi sono dei pesci rossi; questi ne vanno davvero ghiotti (non è però detto). Mentre per gli altri pesci non ci sono problemi, anzi, il Marimo li aiuterà a procurarsi l’ossigeno.

 

LA DANZA DEL MARIMO

Il Marimo, in quanto semplice alga, non è in grado di muoversi, ma se aggiungerete un po’ di acqua frizzante nella sua boccia e lo metterete sotto una luce un po’ più intensa (in modo che possa fare la fotosintesi clorofilliana che a sua volta produce ossigeno), trasformerà l’anidride carbonica in ossigeno. Questo processo lo porterà a creare delle bolle che saliranno verso la superficie! Inoltre anche il Marimo comincerà a fluttuare verso l’alto della boccia, dandogli un ulteriore aspetto decorativo. Questa armoniosa risalita viene chiamata “la danza del Marimo”, proprio perché, nel suo ondeggiare, sembra quasi che l’alga palla stia danzando.

 

PROBLEMATICHE DEL MARIMO

Il Marimo è una pianta quasi immortale ma, in particolar modo a causa della luce troppo intensa, potrebbe “ammalarsi” prendendo un colorito che vira al marrone. In questo caso non vi preoccupate, è una pianta resistente e con un piccolo aiuto se la caverà.

Prima di tutto portatela via dalla luce troppo intensa; dopodiché rimuovetela dall’acqua e sciacquatela in acqua pulita, magari già che ci siete cambiate anche quella della boccia. Fatto questo, strizzate delicatamente il Marimo e rimettetelo nel suo contenitore, dopo poche ore riprenderà la sua consueta vitalità!

Purtroppo però, se il colore è marrone scuro o nero, significa che l’alga palla ha subito danni troppo pesanti e difficilmente sarà possibile farla riprendere.

Un’altra cosa che potrebbe accadere è che il Marimo, al posto che crescere, rimpicciolisca. Questo normalmente succede perché ne abbiamo messi troppi nella stessa vasca, causando così una carenza del loro nutrimento essenziale (nitrati e fosfati) e quindi si è venuta a creare una situazione di stasi vegetativa. Per risolvere questa situazione è sufficiente trasferire alcuni dei Marimo, così da permettergli di riprendere a nutrirsi in modo corretto.

 

IL MARIMO, TESORO NAZIONALE GIAPPONESE

Ebbene sì, per noi occidentali il Marimo è un po’ una novità, ma per gli orientali, in particolar modo i giapponesi, l’alga palla è davvero molto radicata nella tradizione e amata. Questa cresce solo in Hokkaido, sulle rive del lago Akan, vicino al quale è sorto anche un museo dedicato al Marimo, dove è possibile scoprire le sue origini e i miti a lui collegati. Ogni anno, dal 1950, viene perfino festeggiata la “Festa del ritorno del Marimo”!

In generale si dice che il Marimo sia originario del Giappone; in realtà il primo a scoprirlo, nel 1826, senza però dargli tanta importanza, fu un botanico austriaco che lo trovò in un lago d’oltralpe. Ancora dopo, un altro botanico tedesco ne approfondì le proprietà. Fu però Tatsuhiko Kawakami, nel 1898 ad attribuirgli il nome di “Marimo” e, anni dopo, verso il 1926, era ormai pratica comune commerciare l’alga palla in bottigliette decorate come portafortuna e simbolo di longevità; senza poi contare il lato romantico che però vedremo dopo.

Purtroppo il progredire delle costruzioni industriali ha finito col disturbare l’ambiente naturale del Marimo, causando la morte di molti esemplari per via dell’abbassamento del livello dell’acqua. Per questo motivo, nel 1934 il lago Akan venne convertito in un parco nazionale, iniziando così a beneficiare di un piano di salvaguardia ambientale. Inoltre per scongiurare definitivamente la minaccia dell’estinzione dei Marimo, queste alghe vennero proclamate “tesoro nazionale giapponese”.

 

UN AMORE ETERNO

Eccoci qua a parlarvi, adesso, di uno degli aspetti che vi faranno apprezzare ancora di più il Marimo.

Valentino è alle porte o, semplicemente, desiderate davvero dimostrare alla vostra dolce metà che la amate. Sicuramente le rose sono il più classico dei simboli ma c’è sempre un po’ di melanconia nascosta dietro al regalare dei fiori recisi che andranno seccandosi lentamente, giorno dopo giorno. Naturalmente nulla vieta di conservarli e farci graziosi segnalibri, però come simbolo di amore in continua evoluzione e crescita forse c’è di meglio. Ovviamente sapete dove vogliamo arrivare o non lo avremmo scritto all’interno di questo articolo. Lasciate però che vi spieghiamo il perché regalare il Marimo alla persona amata potrebbe essere un gesto che non solo verrà apprezzato e comunicherà un reale impegno nella ricerca del giusto dono, ma che rimarrà vivo e costante, come un piccolo ricordo galleggiante dei sentimenti che provate.

La leggenda giapponese narra di due giovani innamorati, tenuti però a distanza dalle rispettive famiglie. Così, gli amanti, stanchi dei continui tentativi per tenerli separati, fuggirono fino a giungere sulle rive del lago Akan. Arrivati al cospetto dell’acqua si fermarono e tramutarono i loro cuori in Marimo per poter vivere il loro amore in eterno. Non dovendosi mai più allontanare l’uno dall’altro.

Una leggenda che potrà non essere fra le più originali ma che intenerisce se si pensa che quei batuffoli tanto longevi rappresentano il cuore dei due giovani innamorati.

Ecco quindi che torna un significato che va oltre il semplice “regalare qualcosa per S. Valentino” o simili, nell’articolo che abbiamo scritto sulle 5 piante da regalare a Natale, vi abbiamo parlato di cosa pensiamo debba essere un regalo e, anche in questo caso, non si fanno eccezioni.

Regalando un mazzo di rose ci sono buone probabilità che l’altra persona sia felice, le stringa quasi abbracciandole e le metta in un bel vaso per qualche giorno; che nelle ore successive le guardi e sorrida ancora pensando a voi, raccontando ai conoscenti in visita del bel gesto, probabilmente dicendo cose come “guarda che fiori meravigliosi mi ha regalato”. Ma nelle ore ancora dopo, con il cadere dei petali e il raggrinzirsi delle foglie, la situazione cambia. Principalmente poi può andare in 2 modi:

  1. I fiori erano belli ma ormai hanno perso la loro freschezza. Dispiace ma non torneranno mai più come prima e quindi, quando ormai sono marroni e un po’ ricurvi, vengono buttati;
  2. La vostra metà ama davvero i fiori che le avete regalato e non vuole buttarli; così li prende e li fa essiccare. Assiste piano piano allo sbiadirsi dei colori e, quando sono pronti per essere riposti, li deve maneggiare con molta cura per evitare di rovinare una struttura estremamente delicata.

Che messaggio finale leggete in queste due possibilità? È davvero questo che volete? Ecco, abbiamo scherzato fino ad adesso sul Marimo ma parlando più seriamente: cosa invece accadrebbe se al posto delle rose, o di qualsiasi altro fiore reciso, scegliessimo lui?

Ci presenteremmo dal nostro amato o dalla nostra amata con una boccetta fra le mani, magari una che abbiamo impreziosito con dei sassolini e dei rametti, in modo da darle del colore in più. E se proprio siamo persone a cui piace fare bene le cose fino alla fine ci sarà anche un bigliettino attaccato, con su scritta la leggenda dei due innamorati; se invece scrivere non ci piace così tanto, guarderemo la persona accanto a noi e le spiegheremo il significato del nostro gesto. Forse ci sarà un po’ di imbarazzo; può essere normale quando si parla di sentimenti, ma si creerà davvero un bel momento perché oltre al regalo in sé l’altra persona percepirà il sentimento che avete messo in quel gesto.

Poi la boccia col Marimo verrà portata a casa e, esattamente come le rose, messo in bella mostra. Riceverà i sorrisi e verrà mostrato a tutti i conoscenti; ci vorrà qualcosa oltre “guarda che fiori meravigliosi mi ha regalato”. Bisognerà spendere qualche parola in più per parlare dei due innamorati della leggenda e ogni volta, alla vostra persona speciale, tornerà in mente ciò che le avete trasmesso. Col passare del tempo poi è probabile che la boccia cambi posizione; magari non sarà sempre in bella mostra, a volte sarà riposta su un armadietto, a volte sul tavolino, e che cambino anche le decorazioni. Insomma, in base alla vita e alle situazioni si sposterà continuando, anno dopo anno a crescere in modo lento ma costante, mettendocela tutta e ricevendo piccole cure e attenzioni.

Dopo anni e anni sarà vivo e pimpante, chissà che non sia anche riuscito a riprodursi; poi ancora, a chiunque chiederà, si parlerà del gesto ormai passato da tanto ma che vi riporterà indietro con la memoria a quei giorni e vi ricorderà sempre cosa provate. E questo andrà oltre a voi, perché se i vostri figli ne avranno la pazienza il Marimo rimarrà anche a loro, a ricordare l’amore dei loro genitori e poi via via proseguendo. Fino ad arrivare ad una generazione che voi nemmeno conoscerete ma che avrà accanto un simbolo di ciò che è stato il vostro legame. Inoltre ancora, a chi visiterà le loro case, verrà raccontata la storia che si cela dietro al Marimo.

Come se nel Marimo si potesse incastonare un momento d’amore, che poi da “momento” matura fino a diventare una “vita” che, a sua volta, dà vita.

Insomma, ci siamo dilungati davvero tanto, ma forse per dire certe cose ne vale la pena. Perché il Marimo non solo è un alga davvero carina e che suscita la simpatia di chi la guarda; ma è anche un messaggio estremamente longevo che fa sentire amati e che può essere in grado di far sentire amato, in futuro, qualcuno che neanche abbiamo avuto modo di conoscere ma che, in qualche modo, fa comunque parte di noi.

 

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo. Speriamo che Marimo abbia fatto breccia nel vostro cuore come nel nostro. Augurandoci che presto decidiate di prenderne uno per voi, per la persona che amate oppure come dono per amici e parenti, perché ricordate che comunque è un simbolo benaugurale e poi, davvero, chi non ne vorrebbe uno in casa?

Adotta subito il tuo Marimo!

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