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Cura delle piante

Il Thaumatophyllum bipinnatifidum è anche conosciuto come Philodendron bipinnatifidum o Philodendron selloanum. Questa pianta ha davvero molti lati positivi ma i miei preferiti sono:

  • Effetto Jungle garantito dalle grandi foglie dall’aspetto quasi primitivo;
  • è una pianta facile da curare;
  • invecchia bene, con gli anni non perderà il suo fascino, anzi 😉

Temperature ideali del Thaumatophyllum bipinnatifidum

Il Thaumatophyllum bipinnatifidum è originario della Bolivia, del Brasile del Paraguay e dell’Argentina.

Nelle zone del Sud Africa e dell’Australia è vista come una pianta ornamentale da giardino, ma la si può vedere fare capolino anche in America, nelle zone più calde come la California e la Florida dove è considerata una pianta da giardino.

Descritto così, il Filodendro bipinnatifidum, potrebbe sembrare una pianta da tenere al calduccio, ma la grande sorpresa per me fu scoprire che arriva a resistere molto vicino allo zero. Ci tengo però a sottolineare che anche in questo caso l’importante è procedere …per gradi! Prendere la pianta da dentro casa e portarla all’esterno quando fuori ci sono 3°C non sarà una buona scelta, molto meglio seguire le buone norme dell’harden off (non le conoscete? Eccovi qua l’articolo giusto!).

Dove posizionare il Filodendro bipinnatifidum

Nel suo habitat è possibile trovare il Philodendron selloanum posizionato anche in piena luce, ma tollera e si adatta all’ombra. Anche in casa funziona infatti benissimo in entrambe le esposizioni, bisogna però tenere conto che l’ombra profonda della giungla non è il buio della cantina, va bene lasciarla in condizioni di scarsa luminosità ma non di buio totale.

Come bagnare il Philodendron selloanum

Le irrigazioni del Thaumatophyllum bipinnatifidum devono essere più frequenti nei mesi caldi (se lo tenete fuori vedrete che in estate avrà bisogno di essere bagnato quasi ogni giorno).

In autunno, quando la pianta si sta fermando, iniziare a bagnare solo a terra asciutta in profondità. Non abbiate paura di aspettare troppo perché nel peggiore dei casi, vedrete la pianta manifestare i sintomi dell’appassimento e a quel punto sarete ancora in tempo per intervenire.

Concimare il Philodendron bipinnatifidum

Per la concimazione del Philodendron selloanum, consiglio il concime per piante verdi di Cifo, da primavera a fine vegetazione. Attenzione perché il Philodendron bipinnatifidum è spesso descritto come una pianta poco tollerante a tassi di salinità elevati nel terreno quindi meglio non esagerare: magari andiamo a dosi dimezzate e interrompiamo in inverno.

Trucchi per la cura perfetta del Philodendron bipinnatifidum

Vi svelo due trucchi per vedere il Thaumatophyllum bipinnatifidum esplodere:

  1. Bio Oro unito alle bagnature, un paio di volte al mese;
  2. nonostante abbiamo visto che tollera temperature basse ci sta che a noi piaccia averla in casa, o magari non abbiamo grandi alternative. Però una vacanza durante i mesi caldi anche solo su un terrazzino in ombra luminosa sarà un carburante perfetto.

Rinvasare il Philodendron bipinnatifidum

Il rinvaso del Philodendron selloanum, va eseguito annualmente, ed è meglio effettuarlo alla partenza della crescita in primavera ma può essere utile anche un controllo verso settembre.

Il substrato ideale per Philodendron selloanum

Il terriccio, fintanto che coltiviamo questo Philodendron in contenitore, deve avere inerti in miscela. Come sempre il mio consiglio cade sulla linea One, in particolare One plus.

Un altro trucchetto che può fare una bella differenza è mescolare un paio di manciate di Biotron (composto dalla lonardite, volete saperne di più trovate qua tutte le informazioni necessarie).

Parassiti del Philodendron selloanum

Il Philodendron selloanum può essere oggetto di attacchi da parte di acari e cocciniglie.

Importantissimo in caso di attacco da parte degli acari è monitorare la situazione del Philodendron con continuità e in caso d’infezione trattare con questo mix che vi consiglio:

Contro gli acari vi è anche la possibilità di scegliere la strada della lotta biologica, utilizzando un inoculo di funghi, in particolare qua il mio consiglio va su Mebotrix.

Per la cocciniglia e i tripidi invece la carta vincente è il sapone molle.

Anche gli insetticidi sistemici possono rivelarsi molto utili.

Sintomi e problematiche

Il Filodendro potrebbe manifestare alcuni sintomi, diamo un’occhiata ai più frequenti!

  • Foglie gialle
    in questo caso probabilmente la causa è l’eccesso di bagnature, è importante lasciare asciugare in modo adeguato il terreno prima di procedere con la successiva irrigazione.
  • Puntini sulle foglie
    le cause possono essere davvero diverse: durante l’estate spesso è una manifestazione di troppa luce, ma, in generale, molto più spesso, sono punture di insetti fitomizi, che magari se ne sono già andati alla comparsa delle macchie.

Il Philodendron selloanum

Il Philodendron bipinnatifidum è una pianta molto usata in aiuola come tappezzante alto nei paesi in cui è impiegata come ornamentale da esterno.

Ottimo in questi casi è il Philodendron selloum “Little Hope”, una pianta eretta e compatta, con grandi foglie a forma di scudo di un bel verde lucido, la quale addirittura si allarga più di quanto cresca. A volte il tronco striscia a terra come un serpente e si sviluppa sinuoso a raso terra. Inoltre, una volta maturo, il Filodendro Little Hope, può produrre spate di fiori bianco-verdi che lo rendono ancora più decorativo. Può necessitare di un sostegno. 

La nomenclatura botanica del Philodendron selloanum

Abbiamo parlato della nomenclatura botanica e della sua importanza, quindi vediamo un po’ le origini del nome di questa pianta!

Heinrich Wilhelm Schott, fu uno dei primi botanici a descrivere il genere Philodendron, infatti tutti gli amanti delle Araceae lo conosceranno ;). In passato i nomi “Philodendron bipinnatifidum” e “Philodendron selloanum” erano intesi come appartenenti a due specie separate. Attraverso studi recenti però, è stato approfondito l’aspetto riguardante i caratteri sessuali, che suggeriscono che siano in realtà multiformi della stessa specie.

Ancora più recentemente un altro gigante della botanica, Simon Mayo ha stabilito che si trattava della stessa pianta con due forme diverse.

Poiché il nome Philodendron bipinnatifidum fu il primo dei due ad essere pubblicato nelle letterature, fu accettato come nome scientifico.

Inoltre entrambi facevano riferimento al subgenere meconostigma che è poi divenuto una specie distinta con il nome di thaumatophyllum.

Ed eccoci a oggi 😊

Qualche curiosità ulteriore sul Thaumatophyllum bipinnatifidum

All’inizio dell’articolo dicevo che invecchia bene, questo perché i suoi fusti con il tempo si allungano presentando una livrea tipica disegnata dalle cicatrici fogliari, adoro quando succede! In appartamento ci vuole del tempo ma se lo vedeste in natura notereste che ha una crescita relativamente veloce.

Il tronco è possente tanto da sostenere la pianta anche arrivando ad altezze considerevoli. Quando trova un sostegno comunque cresce anche come epifita.

Lancia poi verso il basso masse di radici aeree che arrivano a terra: oltre a dare sostegno strutturale hanno un ruolo nell’assorbimento di acqua e nutrienti.

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