Stephania erecta, una pianta super rara!

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La Stephania erecta è una piccola meraviglia, quando si dice che la natura è in grado di fare delle vere opere d’arte è anche a questa pianta che ci si riferisce.

Non è una pianta famosa in Italia, ma sicuramente presto lo diventerà! Insomma, l’avete vista? Come si fa a non apprezzare la sua unicità?

Quindi oggi vi parleremo proprio di questa fantastica sconosciuta destinata a rubare i cuori di ogni amante del verde!

 

Stephania erecta

Stephania è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Menispermaceae, originarie dell’Asia orientale e meridionale e dell’Australasia.

Nel loro habitat normalmente crescono nelle foreste decidue situate su zone montane.

Sono piante non molto conosciute ma di loro si sa che sono erbacee e perenni e che possono, in natura, raggiungere il metro di altezza.

Le foglie sono generalmente a forma di scudo, disposte a spirale su un fusto.

Il nome “Stephania” è la forma femminile di “Stephanos”, che significa “una corona”, questo proprio per vi delle antere disposte a forma di corona.

 

Messa a dimora

Prima di ogni cosa dobbiamo capire come mettere a dimora il nostro bulbo, in modo che abbia sin da subito le condizioni ideali per svilupparsi.

  1. Mettere del materiale grossolano sul fondo del vaso;
  2. Riempire con della pietra pomice per circa 1 cm;
  3. Nebulizzare per umidificare la base;
  4. Inserire il terreno;
  5. Mescolare il contenuto del vaso:
  6. Inserire il bulbo all’interno.

Questo è il processo per mettere a dimora le nuove piante, le quali hanno bisogno di avere un terreno piuttosto morbido prima di poter essere inserite. Dopodiché va lasciato al bulbo il tempo per acclimatarsi, in questa fase sarà lo starato di umidità che le abbiamo dato inizialmente a sostenerlo.

Una volta svanita l’umidità (ci vorrà circa una settimana, ma meglio utilizzare il metodo dello stuzzicadenti che vi spiegheremo dopo), è tempo di procedere con la prima irrigazione, la quale dovrà essere abbondante.

 

Prendiamoci cura della Stephania erecta

Luce

È necessaria la luce intensa ma indiretta del sole per riuscire a far sì che nasca il bulbo, infatti i raggi fungeranno quasi da sveglia per il bulbo dormiente.

Dopo la nascita dello stelo necessita di più luce per poter dare vita alle foglie, per cui è meglio spostarla più vicino ad una finestra. Volendo, una volta spostata la pianta verso la luce si può tagliare il fusto in modo che ricresca pieno di foglie, altrimenti lasciatelo stare, le foglie arriveranno con un po’ di pazienza.

 

Acqua

Generalmente questa pianta va bagnata 1-2 volte a settimana, ma dipende molto dalla temperatura circostante, infatti 2 volte a settimana va bene per temperature fra i 25 e 30°C, mentre a temperature inferiori va bene limitarsi ad una volta a settimana.

Queste però sono indicazioni che è meglio prendere con le pinze, la soluzione migliore per capire se è il caso o meno di procedere con una bagnatura è quella di prendere uno stuzzicadenti, inserirlo il più possibile all’interno del terreno e tirarlo fuori, se non rimane materiale attaccato alla superficie allora è il momento giusto per innaffiare! Ripetete questo passaggio ogni 3-4 giorni, dopo un po’ riuscirete a capire quali sono le esigenze della pianta e potrete agire di conseguenza, tenete però conto del cambio di stagione, umidità e temperatura.

 

Umidità

Per assicurarsi un miglior livello di umidità è consigliato interrare i bulbi per circa 2/3 della sua superficie.

 

Terreno

Il terreno ideale per la Stephania erecta è un terreno molto drenante, meglio se studiato per le piante succulente o i cactus.

 

Temperature

Per la nascita del gambo le temperature devono partire dai 25°C, questo rende necessario, durante i mesi freddi la coltivazione unicamente come pianta d’appartamento.

 

Dormienza

Fra Gennaio ed Aprile va in dormienza, inizierà a produrre nuove foglie verso maggio, le quali poi ingialliranno verso dicembre fino ad essere completamente secche a marzo-aprile.

 

Problematiche

Troppa irrigazione o troppo poca: causa marciume, portando il bulbo ad ammorbidirsi eccessivamente. Nel dubbio è sempre meglio innaffiare meno.

Troppa luce: il bulbo si restringerà, dando la sensazione che la pelle abbia uno strato di vuoto al suo interno.

 

Stelo senza germogli?

Benissimo, siete riusciti a far uscire dal bulbo il gambo ma questo non sembra avere intenzione di adornarsi di foglie? Rimane lì, spoglio e sconsolato? Cerchiamo di capire il perché!

Generalmente l’assenza di foglie è causata dalla mancanza di luce solare. Quindi questo è il primo problema da risolvere (senza però esporre la pianta al sole diretto).

Alcuni germogli necessitano di essere tagliati prima di poter produrre le foglie, questo perché dal ragli fatto saranno in grado di far crescere nuovi ramoscelli.

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